Catanzaro, il consiglio comunale si “surriscalda” su Giovino

Lo sviluppo dell’area turistica è ormai il tema centrale del dibattito politico. Abramo rassicura ancora una volta: «Lì non cementifichiamo». In Forza Italia è scontro aperto tra Merante e Cardamone

CATANZARO È ormai prassi consolidata che il ”fuori sacco” sia diventato il vero “cuore” dei lavori del consiglio comunale di Catanzaro, e anche questa volta la prassi non è stata disattesa. Passa in secondo piano l’ordine del giorno, che pure era abbastanza robusto, caratterizzato soprattutto dal Bilancio di previsione, passa in secondo piano perché oscurato dall’attualità e dai temi caldi del momento: il futuro dell’area di Giovino, “polmone verde e turistico” sulla costa nel quartiere Lido, e lo scontro interno a Forza Italia tra i vertici del partito che fanno riferimento al leader provinciale azzurro Mimmo Tallini e i due consiglieri comunali “non allineati” Giovanni Merante e Antonio Triffiletti, scontro che stavolta è tracimato sul piano anche personale. Ad accendere la miccia, al solito, anche qui secondo un costume ormai cristallizzato, il capogruppo di “Fare per Catanzaro”, Sergio Costanzo, che rilancia il tema di Giovino e del rischio di cementificazione a suo dire sotteso dal progetto preparato in questi giorni dall’amministrazione Abramo e stuzzica ancora una volta Forza ltalia in senso anti-talliniano. Il sindaco interviene e rassicura, come già ha fatto anche ieri: «Non c’è alcuna intenzione di fare cementificazioni o speculazioni sull’area, su Giovino entro fine mese faremo un incontro allargato a tutte le componenti della città per condividere un progetto”. Su Giovino comunque si fiondano un po’ tutti. Il consigliere comunale Eugenio Riccio afferma: «Ciò che noi non vogliamo è il modello Calabria anni ’70-anni ’80, per questo prendo le distanze da quanto scritto nei primi provvedimenti dell’amministrazione e invito il sindaco a toglierlo dal bando di preinformazione, inoltre mi sembra che il sindaco con queste sue apertura di fatto stia sfiduciando il suo assessore all’urbanistica. Il futuro di Giovino va deciso insieme». Nicola Fiorita, di “Cambiavento”, raccoglie la mano tesa di Abramo ma chiede al sindaco di «azzerare l’idea della tripartizione dell’area di Giovino e soprattutto di azzerare i referenti del “partito del mattone” che ci sono nella sua amministrazione, solo così avremo un dialogo proficuo». Interviene anche Enzo Ciconte, secondo il quale «questa discussione sulla divisione dell’area di Giovino in più parti non ha senso, prima bisogna capire cosa si vuole fare nell’area: invito il sindaco a istituire un gruppo di lavoro con esponenti della maggioranze e dell’opposizione che si interfacci poi con le forze economiche e sociali della città». Roberto Guerriero, capogruppo di “S&D”, dà un taglio molto politico al dibattito, osservando che «il problema è che non c’è una strategia su Lido, la cui espansione è indecifrabile e incontrollata, ai limiti dello stupro dell’area. Questa maggioranza vuole mostrare muscoli che non ha, la verità è che è disgregata». Fabio Celia di “Fare per Catanzaro” contesta le scelte di Abramo in tema di commercio, che – sostiene – «rischiano di distruggere il tessuto imprenditoriale di Lido», mentre Gianmichele Bosco di “Cambiavento” sbotta: «Il sindaco deve dire qual è la verità, perché sta ribadendo più volte che su Giovino non ci sarà cementificazione ma questo non ci basta, deve dimostrarlo nei fatti». Dalla maggioranza è un coro di repliche all’opposizione, con Abramo che è quasi costretto a ripetere che «su Giovino non cementifichiamo e concertiamo». Il tema di Giovino comunque continuerà a rimbalzare per tutta la durata del Consiglio comunale, quasi sei ore di una discussione spesso piatta che però si infiamma nel momento in cui interviene Giovanni Merante, consigliere comunale nel mirino dei leader di Forza Italia, a partire di Mimmo Tallini. Merante attacca subito con guantoni imbottiti prendendo di mira il vicesindaco Ivan Cardamone, talliniano di ferro. «Non c’è un problema della maggioranza ma di Forza Italia. I maggiorenti del partito non possono decidere le sorti dei singoli consiglieri comunali, e nessun consigliere comunale può essere estromesso dal proprio gruppo». Cardamone prenderà la parola “per fatto personale” e per replicare a sua volta a muso durio: «Di Merante, che è un ripescato in questo consiglio comunale, ricordiamo i suoi fallimenti quando ha rivestito per più volte il ruolo di assessore, per quanto ci riguarda è stato messo all’angolo e ne disconosciamo l’appartenenza a Forza Italia, magari può iscriversi al Misto e passare con la minoranza ma dubito che sarà ben accolto anche lì». Gli “stracci” tra i due continueranno a volare ancora per un paio di volte, rivelando la perdurante esistenza nel centrodestra di un “vulnus” sempre più difficile da sanare. Ma la maggioranza comunque non rischia nulla e porta fino in fondo tutte le pratiche all’ordine del giorno, tra cui la conferma delle aliquote di Imu e Tasi, il piano triennale delle opere pubbliche e il Bilancio di previsione 2019-2021: una manovra sempre più con il fiato corto, visto che – spiegano dalla maggioranza – i trasferimenti statali negli ultimi nove anni si sono dimezzati (oggi 16 milioni, rispetto ai 31 del 2010). È un problema serio, ma l’attenzione del consiglio comunale va, oggi, in tutt’altra direzione. (acant)







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