Spese pazze a Field, la Regione vuole chiedere i danni agli ex manager

Viaggi, fiori, consulenze, carburanti e premi: nel mirino della Procura di Catanzaro c’è un buco di oltre 400mila euro. Prossima udienza il 25 giugno

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
Viaggi e soggiorni, fiori, consulenze, carburante, ristoranti, alberghi. Tutte spese «senza nessuna documentazione giustificativa a supporto». E poi bonifici e liquidazioni premio attraverso i quali appropriarsi illecitamente dei fondi appartenenti all’ente in house della Regione Calabria, “Field”, ente a totale ed esclusivo capitale regionale. Sono tutti accusati di peculato gli imputati coinvolti nel procedimento che, convenzionalmente, prende il nome dall’ente in house dal quale sarebbero stati sottratti i fondi per scopi personali. Ad affrontare l’udienza preliminare sono Domenico Barile, 62 anni, ex presidente della Field; Lucio Marrello, 52 anni, ex direttore amministrativo della Field; Attilio Sarcone, 59 anni, istigatore e beneficiario delle condotte illecite; Roberto Ferrari, 60 anni, istigatore e beneficiario delle condotte illecite; e i pubblici ufficiali, all’epoca dei fatti (tra il 2011 e il 2012): Raffele Manfredi, 64 anni, direttore relazioni istituzionali Filed; Sergio De Marco, 51 anni, direttore affari finanziari Field; Onofrio Maragò, 51 anni, direttore tecnico Field; Alfio Pisani, 40 anni, direttore affari generali Filed. In tutto, secondo l’accusa, avrebbero sottratto alla Field quasi 400mila euro. Oggi si è costituita parte civile la Regione Calabria, con l’avvocato Antonio Lomonaco. La richiesta è stata ammessa dal gup Tiziana Macrì che ha rinviato l’udienza al prossimo 25 giugno per sentire le parti: l’accusa rappresentata dal pm Domenico Assumma e le difese, gli avvocati Roberto Le Pera, Vincenzo Adamo, Giuseppe Magarò, Antonio Boderone, Fausto Salerno, Tiziana Barillaro, Franco Sammarco, Vincenzo Ioppoli.

LE ACCUSE Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il 12 dicembre 2012 Barile, Marrello e Sarcone si sarebbero appropriati della somma di 18.500 euro con un bonifico a favore di Sarcone il quale non aveva nessun rapporto con Field ma, di converso, rapporti personali e di lavoro con Domenico Barile. Tra aprile 2011 e dicembre 2012 Barile, Marrello e Ferrari si sarebbero appropriati della somma di 42mila euro senza nessuna, reale, esigenza per la Field «per ragioni esclusivamente private ed estranee a quelle istituzionali dell’ente (legate al pagamento di lavori che il Ferrari aveva effettuato presso alberghi di proprietà del Barile), provvedevano alla stipula tra Field e Ferrari di due contratti di lavoro a progetto» del valore totale di 42mila euro. Tra il 2011 e il 2012 Barile e Marrello avrebbero speso 186.649,36 euro ripartiti in viaggi, soggiorni, piante, consulenze, carburante, ristoranti, alberghi. Senza nessuna documentazione a supporto di tali spese, senza nessuna documentazione e autorizzazione. A giugno 2012 Barile e Marrello si sarebbero appropriati di 68mila euro senza nessuna documentazione a supporto e senza idonea motivazione e giustificazione nonché del provvedimento di liquidazione premio da parte del Nucleo di Valutazione. A maggio 2012 Barile e Marrello si sarebbero appropriati di 100mila euro. Un’indennità concessa tramite la determina 13 del 5 aprile 2012 attraverso la quale Barile conferiva a Marrello un’indennità di firma pari a 50mila euro l’anno per un totale di 100mila euro. Quattro i bonifici bancari disposti sul conto della Field a favore di Marrello. Tutto senza alcuna attività istruttoria, motivazione o idonea giustificazione. Tra novembre e dicembre 2011 Barile, Marrello, De Marco, Pisani, Manfredi e Maragò si sarebbero appropriati di 161.894mila euro (37.728 euro per Barile e 24.797 per gli altri) a titolo di premio di produzione per l’anno 2011. (a.truzzolillo@corrierecal.it)







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