Catanzaro, al parco della Biodiversità celebrata festa della Repubblica

Il Prefetto : «La parola chiave di questa celebrazione è inclusione, intesa come giustizia sociale per far crescere il territorio. E per fare questo dobbiamo riconoscere che il nemico pubblico numero uno sono la ‘ndrangheta e la zona grigia, e significa non far andare via i nostri giovani dalla Calabria»

di Maria Rita Galati

CATANZARO Il sole si presenta senza invito quando la festa per il 73simo compleanno della Repubblica italiana, in programma al Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro, è già dirottata nella sala conferenze Giuditta Levato del Museo storico militare. Sempre nel cuore verde del capoluogo, ma al chiuso. Ma l’emozione e la solennità dell’evento nella sostanza non cambia, nonostante la rinuncia all’alzabandiera. Il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla riflessione su una ricorrenza che non può passare per un vuoto rituale in cui non si pone l’accento su quanto sia costata la democrazia e la libertà che oggi si festeggia: vite umane, dolore e sacrificio di milioni di italiani che il 2 giugno del 1946 scelsero la Repubblica archiviando la monarchia. Il messaggio di Mattarella risuona nelle stanze del MUSMI che ricordano la guerra per esaltare la pace dalla voce del prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino. In prima fila le autorità civili e militari, tra cui il sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro Sergio Abramo, il questore Amalia Di Ruocco, il comandante della Legione dei Carabinieri Calabria, generale Vincenzo Paticchio, i parlamentari Silvia Vono e Giuseppe D’Ippolito, il consigliere regionale Arturo Bova, il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Daniele Rossi e tanti sindaci della provincia chiamati ad affiancare il prefetto nella consegna delle medaglie d’onore e delle onorificenze al Merito della Repubblica. Libertà e democrazia che:«Non sono compatibili con chi alimenta i conflitti – afferma Mattarella – con chi punta a creare opposizioni disseminate fra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il pluralismo».

LA CERIMONIA A CATANZARO «Da 73 anni festeggiamo il 2 di giugno con valori sempre più aggiunti dal punto di vista sociale, etico e morale – ha affermato il prefetto Ferrandino -. Nel messaggio del presidente della Repubblica c’è un richiamo alla responsabilità di costruire reti finalizzate a contrastate quelle reti che invece non remano a favore del territorio. La parola chiave di questa celebrazione è inclusione, intesa come giustizia sociale per far crescere il territorio – aggiunge il Prefetto -. E per fare questo dobbiamo riconoscere che il nemico pubblico numero uno sono la ‘ndrangheta e la zona grigia, e significa non far andare via i nostri giovani dalla Calabria. Questo ci impegna tutti, come dice il presidente della Repubblica capire, e ci spinge a capire come le istituzioni possano rendere servizio al territorio». Le Medaglie d’Onore, alla memoria, sono state consegnate ai figli dei signori Antonio Mastria di Catanzaro, Antonio Scarpino di Catanzaro, Alfredo Enrico Tarantino di Simeri Crichi. Mentre la consegna delle onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a tredici nuovi insigniti della provincia che sono: Cavaliere Giuseppe Cardamone, Cavaliere Aldo De Fazio, Cavaliere Luisa Infante, Cavaliere Rosario Francesco Libico, Cavaliere Antonio Puccio, Cavaliere Massimo Stirparo, Cavaliere Col. Cme Giampiero Battipaglia, Cavaliere Capitano Cc Francesco Zangla Cavaliere S.Tenente Cc A.R. Vittorio Martellini Cavaliere Luog.Te  Cc Giuseppe Chiaravalloti Cavaliere Luog.Te Gdf Francesco Frangipane   Cavaliere   Luog.Te Gdf Giovanni Martino, Cavaliere  Luog.Te Gdf Luigi Palumbo. (redazione@corrierecal.it)





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