La bacchetta magica di Arlia. In Calabria un’altra musica è possibile

La “missione” del direttore dell’Istituto “Tchaikovsky”, che ha incassato apprezzamenti per la prima stagione sinfonica del teatro di Catanzaro. «Di solito per studiare la classica si va al Conservatorio di Milano o a quello di Roma, io invece porto i ragazzi tedeschi e russi a studiare a Nocera Terinese»

di Maria Rita Galati
CATANZARO «Non è colpa delle nuove generazioni se i giovani sono distanti dalla musica classica, ma delle vecchie, che insistono con una visione conservativa della classica». E in direzione ostinata e contraria la bacchetta magica del maestro Filippo Arlia, direttore dell’Istituto superiore di studi musicali “Tchaikovsky”, che la critica internazionale considera uno dei più brillanti e versatili musicisti italiani della sua generazione, nell’aria disegna sinfonie e costruisce ponti. Disegna sinfonie che attirano e affascinano, come quelle che è riuscito a regalare a Catanzaro dove ha diretto la prima stagione sinfonica della storia del teatro cittadino incassando seguito e apprezzamenti. E costruisce ponti, come quello tra la Calabria e la Germania grazie a cui nei prossimi giorni nella nostra regione arriveranno ben trenta studenti tedeschi, selezionati per studiare al conservatorio di Nocera Terinese. Per una volta i cervelli non fuggono, ma approdano in una terra in cui Arlia crede caparbiamente e da cui i continui concerti ed incarichi all’estero non lo tengono mai troppo lontano perché crede davvero che per la Calabria un’altra musica, di crescita culturale sociale ed economica, è possibile. Basta saperla suonare. Prima di arrivare ad Hannover, dove sarà alla Music Academy Neue Sterne, e domani selezionerà i trenta studenti che studieranno in Calabria per poi dedicare loro il concerto Duettango (lo stesso che chiuderà la stagione cameristica il prossimo 29 giugno a Catanzaro), il maestro Arlia è stato a Gerusalemme, alla “Henry Crown Symphony Hall” dove ha diretto la Jerusalem Symphony Orchestra, una tournée che ha visto in programma lo “Schiaccianoci” di Tchaikovsky e il concerto di Khachaturian per violino e orchestra.

Dopo Gerusalemme tocca alla Germania per una missione speciale: audizioni per “reclutare” studenti da portare a studiare in Calabria.
«Da oggi sono alla Music Academy Neue Sterne nella quale studiano ragazzi di tutto il mondo. Hannover è una bellissima città, di stampo europeo più che tedesca. Il direttore artistico dell’Accademia Albert Mamriev mi ha invitato per fare delle audizioni agli studenti, che si terranno domani e che consentiranno a trenta ragazzi di venire a studiare al Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese. Vorrei porre l’attenzione su questa particolarità: mentre i calabresi se ne vanno via, io porto ragazzi tedeschi e russi a studiare in Calabria. Di solito per studiare la musica classica si va al Conservatorio di Milano o al Conservatorio di Roma, che sono le due città più rappresentative: questi studenti invece li porteremo a Nocera Terinese. Una occasione importante creata sia per il rapporto di stima che esiste tra me e il direttore artistico Albert Mamriev, ma anche per il valore didattico di quello che facciamo, perché non conta il posto, non conta semplicemente dove studi, ma conta come sei seguito e come studi».

Grazie anche alle sue qualità artistiche, alla preparazione e all’apprezzamento internazionale, il Conservatorio Tchaikocsky è conosciuto ben oltre i confini nazionali…
«La produzione che negli ultimi due anni il Conservatorio ha portato avanti ha permesso al “Tchaikocsky”, con la sua didattica e la sua produzione, di essere conosciuto anche oltre i confini nazionali: la collaborazione con questa Accademia di Hannover nasce proprio da queste opportunità create anche da un pizzico di follia. Qualcuno potrebbe dire che sono matto, invece no: io sono in controtendenza, non penso che bisogna andare via per imparare a suonare, o apprendere altri mestieri, non solo legati all’arte. È chiaro che le esperienze che si fanno fuori dalla Calabria o all’estero sono fondamentali per la crescita personale, culturale e artistica ma è altrettanto fondamentale investire nella nostra terra. Io credo nelle potenzialità della Calabria. E credo che questi ragazzi, quando verranno qui, si innamoreranno della nostra regione, del nostro mare, della nostra cucina, perché abbiamo una tradizione che supera di gran lunga tante altre realtà, solo che dobbiamo essere più bravi nel sottolineare questa tradizione e nel farla conoscere agli altri». (redazione@corrierecal.it)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto