Magistrati indagati, toghe del distretto di Catanzaro sulle posizioni dell’Anm

Riunione nell’Aula magna della Corte d’Appello a Catanzaro. Maggioranza per la mozione che chiede le dimissioni dei membri del Csm coinvolti nel caso Palamara

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
«Siamo qui per interrogarci dopo i noti fatti successi – anche in seguito dell’invito del comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati – sui rapporti e sui limiti del nostro sistema di autogoverno, evitando, ovviamente di dare giudizi personali sui colleghi coinvolti perché questo non ci interessa. È una riflessione a cuore aperto. Voteremo delle mozioni che speriamo siano largamente condivise. L’importante in questo momento è discutere, interrogarci». Così il tesoriere dell’Anm nella sezione del distretto di Catanzaro, il pm Domenico Guarascio, si è espresso in merito alla riunione che si è tenuta, tra i magistrati del distretto di Catanzaro nell’Aula magna della Corte d’Appello nel capoluogo. Riunioni come quella catanzarese si stanno tenendo in tutta Italia in queste ore dopo l’indagine che la Procura di Perugia (competente per le indagini sui magistrati di Roma) ha avviato nei confronti di alcuni magistrati e che ha getto un’ombra sui meccanismi di nomina dei procuratori. Indagati membri del Consiglio superiore della Magistratura e pubblici ministeri.
La bufera giudiziaria ha portato diversi magistrati a dimettersi. Alcuni perché indagati, altri perché finiti nelle intercettazioni ambientali di un incontro in cui si parlava della nomina del procuratore di Roma. Intercettazioni avvenute attraverso un trojan installato nel cellulare del magistrato romano Luca Palamara. L’indagine avrebbe scoperchiato un’estesa rete di contatti e trattative tra magistrati e politici per quanto riguarda la scelta degli incarichi in magistratura. 
Il comitato direttivo centrale dell’Anm nei giorni scorsi ha pubblicato un severo documento ufficiale. «Un consigliere si è già dimesso, altri quattro hanno deciso di “autosospendersi” – è scritto nel documento –. Ma non basta. In questa fase estremamente critica, il comitato direttivo centrale dell’Anm chiede che gli ulteriori consiglieri direttamente coinvolti nella vicenda rassegnino le loro immediate dimissioni dall’incarico istituzionale per il quale, evidentemente, non appaiono degni». La richiesta che i consiglieri del Csm coinvolti nell’indagine si dimettano è stata accolta da tutte le correnti, tranne Magistratura Indipendente. Anche a Catanzaro pare che questa mozione sia stata la più votata. (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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