Trasferta a Roma per protestare contro il Decreto Calabria

Martedì prossimo in piazza Montecitorio la mobilitazione promossa dal senatore di Forza Italia Marco Siclari. L’adesione di parte della sanità privata: «Il provvedimento colpirà i più deboli»

REGGIO CALABRIA «Martedì 18 alle 14.30 i calabresi saranno a Roma, in piazza Montecitorio insieme ai rappresentanti di tutte le associazioni di categoria legati alla sanità, da chi tutela i diritti dei più bisognosi fino ai rappresentanti delle strutture private convenzionate e non mancheranno i rappresentanti sindacali». Lo dice il senatore di Forza Italia Marco Siclari, promotore della manifestazione di protesta contro il Decreto Calabria. «Non è prevista alcuna risorsa economica – spiega Siclari –, né sono previsti concorsi o assunzioni, nemmeno un euro arriverà per la sanità calabrese per migliorare gli ospedali pubblici, per acquistare o riparare gli strumenti per la diagnosi e per la cura, per pagare anni di arretrati alle strutture accreditate in regola con lo Stato, per garantire i pagamenti alle aziende fornitrici di servizi e farmaci, per prevedere concorsi e aumentare l’organico nelle strutture pubbliche, per acquistare nuove autoambulanze e migliorarne il servizio. Semplicemente, come ormai chiaro a tutti, questo decreto serve esclusivamente per mantenere il commissariamento. Tolto Scura, arriva il nuovo commissario senza strumenti di Governo e senza risorse».
«Martedì – continua il senatore – saremo in piazza Montecitorio e rappresenteremo la parte sana della Calabria, quella che da decenni opera nel settore sanitario nel nostro territorio con rettitudine e professionalità ed è apprezzata anche fuori Calabria».
 
LA SANITÀ PRIVATA «SUL PIEDE DI GUERRA» Anche la sanità privata calabrese annuncia di essere «sul piede di guerra: manifestazione di protesta, il 18 giugno, a Roma, per dire no al “Decreto Calabria”, atteso, proprio quel giorno, all’esame del Senato. L’appuntamento è in piazza Montecitorio dove le associazioni di categoria Federlab e Anisap, faranno sentire la loro voce per difendere la nostra dignità di cittadini calabresi in primo luogo, di lavoratori, di operatori sanitari, di imprenditori onesti che ogni giorno operano sul territorio nel rispetto delle Istituzioni». Lo riferiscono, in una nota, le associazioni Federlab ed Anisap. Le due associazioni parlano di «vero e proprio allarme sociale e di ulteriori tagli sulla pelle dei più deboli che potrebbero portare ad oltre mille licenziamenti nel caso in cui il Decreto fosse approvato nella sua attuale formulazione».
«Questo – spiega Gennaro Lamberti, presidente nazionale di Federlab Italia – potrebbe segnare il crollo definitivo del settore accreditato di specialistica ambulatoriale, con il rischio concreto che prestazioni come esami di laboratorio, ecografie, esami radiologici, Tac, risonanze, visite mediche specialistiche, ecc. ecc, tutti esami per i quali in Calabria si registrano liste di attesa di mesi o addirittura di anni, saranno convertite in prestazioni erogabili solo privatamente e cioè a totale carico dei cittadini».
Secondo Alessia Bauleo, responsabile di Federlab Calabria e vicepresidente nazionale dell’associazione dei laboratoristi, «il provvedimento che il Senato si accinge a discutere è assolutamente inadeguato a rispondere al problema principale della sanità calabrese: la drammatica insufficienza del Servizio sanitario regionale che si manifesta nel mancato raggiungimento dei Livelli minimi di assistenza delle prestazioni erogate».







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