I precari storici fondano un Comitato. E pensano a una lista per le Regionali

Tra i promotori anche il neo sindaco di Riace Antonio Trifoli. «Potremmo entrare in consiglio. Ci voterebbero non solo le “nostre” cinquemila famiglie ma anche i tanti che vogliono che il nostro dramma abbia fine»

CATANZARO I precari calabresi potrebbero costituire una loro lista per le prossime regionali. Ne sarà promotore, fra gli altri, Antonio Trifoli, neo-sindaco di Riace, lavoratore precario che sta lottando insieme ad altre migliaia di colleghi da oltre venti anni per ottenere la stabilizzazione. «Ma, adesso, stufi di non essere ascoltati dai responsabili delle Istituzioni per così lungo tempo – si legge in un comunicato – i lavoratori si sono costituiti qualche mese fa nel “Comitato Precari Storici Calabresi” di cui è presidente Giusy Zelesco di Cosenza».
Nonostante ciò, pare che la loro vertenza sia ancora ad un punto fermo. Stanchi di promesse, rinvii e prese in giro, i lavoratori in lotta stanno molto seriamente pensando di presentarsi con un’apposita “Lista Precari Storici Calabresi” alle prossime elezioni regionali che si dovrebbero svolgere nell’autunno 2019 o, al massimo, nella primavera del 2020.
«I precari storici calabresi sono pronti a battersi per entrare in Consiglio regionale. Abbiamo finora fatto innumerevoli lotte, una in più una in meno… ma questa volta siamo certi di poter far sentire la nostra voce e la voce di una Calabria stanca di rivendicare i propri più sacri diritti-doveri!” affermano Zelesco e Trifoli, i quali si dicono certi che la lista porterebbe in Consiglio regionale qualche loro rappresentante “per proseguire la lotta da dentro le istituzioni pubbliche per sé stessi ed altre simili situazioni, ma anche per dare alla Calabria una nuova spinta verso il vero progresso e la dignità sociale».
Conti alla mano, secondo i promotori, voterebbero la lista «non soltanto le quasi cinquemila famiglie degli stessi precari storici ma anche parenti ed amici e quegli elettori che vorranno dare loro una mano a risolvere finalmente la troppo lunga vertenza ma anche e soprattutto per una Calabria del lavoro e dei lavoratori».







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