Gratteri: «Dovete ribellarvi. E non votate chi vi promette posti di lavoro»

Il procuratore di Catanzaro invita lametini (e calabresi) a non chiudersi nelle loro strette cerchie. «Uscite, create associazioni, allenatevi a gestire la cosa pubblica. Io sono una “soubrette”, un rompiscatole. Ho ereditato un ufficio che era quasi fermo e ora è uno dei più produttivi d’Italia» – VIDEO

di Alessia Truzzolillo
LAMEZIA TERME
«Allenatevi a gestire la cosa pubblica». A Lamezia – città in cui il concetto di cosa pubblica è fragilissimo e labile nella coscienza della maggior parte della popolazione – il procuratore capo di Catanzaro invita il pubblico, che come ogni anno riempie piazzetta San Domenico per il suo arrivo al festival Trame, a farsi comunità, ad «andare al di là dei vostri ristretti interessi», al di là dei conciliaboli «autoreferenziali» di quattro o cinque famiglie. La domanda – di una giovane volontaria del Festival Trame – verte sul terzo scioglimento per mafia del consiglio comunale della città della Piana di Sant’Eufemia. Una domanda sulla quale i lametini non hanno mai veramente discusso, sempre chiusi nei conciliaboli di pochi gruppi ristretti, blindati nelle proprie posizioni. I lametini, incapaci di indignarsi e spendersi in prima persona davanti a qualsiasi emergenza (ma non è il caso della ragazza che poneva la sua domanda), cercano (non è la prima volta) risposte dal procuratore capo di Catanzaro. Che non ci sta a fare l’oracolo del bene e del male e piuttosto invita a «reagire tutti», a farsi comunità. La Procura di Catanzaro ha fatto il suo, gli arresti, l’inchiesta Crisalide che ha portato come conseguenza, da parte del ministero dell’Interno, allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa. Ricostruire spetta a tutti. «Uscite, occupate le piazze, create associazioni, fondazioni, adottate un’aiuola, allenatevi a gestire la cosa pubblica». Gratteri invita ad andare oltre a non farsi manipolare dalla paura, a impegnarsi nel sociale, a smetterla di pensare al solo ristretto interesse della propria famiglia, a non pensare di vivere in una città ormai persa perché «Lamezia Terme è piena di intelligenze e risorse».

DERATTIZZARE Intervistato dai giovani volontari del “Festival dei libri contro le mafie. Trame”, coordinati dalla giornalista del Tg3 Emanuela Gemelli, Gratteri ha presentato l’ultimo lavoro scritto con Antonio Nicaso, “Storia segreta della ‘ndrangheta”. L’incontro è stata occasione per parlare anche delle ultime inchieste come quella che ha portato all’arresto di due agenti della polizia penitenziaria accusati di concorso eterno in associazione mafiosa perché avrebbero favorito il soggiorno in carcere di alcuni esponenti di spicco delle famiglie mafiose di Cosenza, permettendo loro libertà di movimento e la possibilità di gestire gli affari della cosca. «Vedete – ha detto Gratteri – le mele marce stanno ovunque, in ogni ambito. Sta alla nostra intelligenza derattizzare queste situazioni, senza nascondere la polvere sotto il tappeto e senza procrastinare i problemi». Lo ripete come un mantra e anche con orgoglio il procuratore: «ci sono centinaia di persone che vengono a trovarci in Procura: gente sotto usura o estorsione, gente che lavora nella pubblica amministrazione ed è esasperata. C’è gente che viene a denunciare la ‘ndrangheta. Questo ci indica che la strada perseguita è giusta, nonostante ci sia gente verde di bile e di invidia». L’elogio va ai suoi procuratori e alla polizia giudiziaria. Su di sé, e sul suo peso mediatico, il procuratore ironizza: «Io sono la “soubrette” della Procura di Catanzaro. Il mio compito è quello di bussare alle porte dei vertici delle forze dell’ordine per chiedere uomini e mezzi. Sono un rompiscatole». Non scherza, invece, quando afferma che «una Procura che tre anni fa era quasi un encefalogramma piatto oggi è una delle più produttive d’Italia».

IL SORPASSO DELLA ‘NDRANGHETA SULLA POLITICA C’era una volta il boss ‘Ntoni Macrì, uno capace di colloquiare con Cosa Nostra americana. Uno che davanti al proprio avvocato si toglieva il cappello in segno di rispetto. «Oggi, senza generalizzare naturalmente, i boss danno ordini ai propri avvocati. Le scrivanie si sono assottigliate tra legale e cliente», ha detto Gratteri. E questo fenomeno non riguarda solo le scrivanie degli avvocati ma anche quelle di imprenditori, professionisti e politici. Se un tempo il capomafia chiedeva al politico un posto da bidella per una parente, nelle ultime indagini abbiamo intercettato candidati che mirano a farsi vedere sul Suv col capomafia per acquisire consensi». La ‘ndrangheta sposta voti. «La ‘ndrangheta è una minoranza anche nei paesi a più alta densità mafiosa. Ma è una minoranza organizzata», dice Gratteri. Sposta una piccola percentuale di voti che diventano determinanti perché sono pacchetti compatti. E una volta portati i consiglieri in Comune si insedia nella gestione della cosa pubblica. «Dovete ribellarvi – dice il procuratore –, votate per tutti tranne per quelli che promettono un posto di lavoro per i vostri figli».

ALLENARSI ALLA COMPASSIONE La famiglia e la scuola sono due temi sui quali Nicola Gratteri si spende in ogni occasione. Sono i due capisaldi per costruire una società migliore. Da un lato c’è il buon esempio che una famiglia deve dare ai proprio figli: «Insegnate ai vostri figli a non essere egoisti». Dall’altro c’è l’invito a investire nella scuola: «Studiate per diventare intelligenti, determinati, per riprendervi la Calabria». E l’invito a impegnarsi nel sociale: «Inutile stare qui a parlarci addosso. Noi siamo fortunati, proveniamo da buone famiglie che ci hanno dato il buon esempio. Dobbiamo parlare agli emarginati, impegnarci nel sociale. Andate negli ospedali e parlate con i vecchi, ascoltateli, rafforzerà il vostro carattere – dice Gratteri ai ragazzi – e voi darete loro gioia». Nessun alibi, il futuro è un impegno di tutti: «Il futuro è devi vivi, di chiunque possa fare qualcosa».

IL PORTO DI GIOIA TAURO Alla domanda sulle ingerenze mafiose nel porto di Gioia Tauro, Gratteri racconta che la presenza della ‘ndrangheta è assodata nei porti di Gioia Tauro, Rotterdam, Livorno, Ancona, Venezia… «Ma io sono testimone della presenza di imprenditori che hanno aperto attività in zone ad alta densità mafiosa e non hanno pagato mazzette. Sono imprenditori che si sono rivolti alle forze dell’ordine e che si sono consultati con me. Fatevi vedere sempre al fianco delle forze dell’ordine. I malavitosi di chiameranno “infami” ma ci penseranno 1000 volte prima di chiedervi il pizzo».

UN’ITALIA PIÙ FORTE IN EUROPA L’ora si fa fatta tarda mercoledì sera a Lamezia. L’ultimo tema affrontato riguarda la posizione dell’Italia in Europa. «Io sono per un’Europa federale», ha detto Gratteri. Ma noi Italiani siamo deboli in Europa. Le sedi degli organismi internazionali stanno tutte fuori, non c’è un solo ufficio in Italia. «Eppure siamo il Pese con la migliore polizia giudiziaria e le migliori leggi antimafia», afferma il magistrato. Per anni la Germania ha negato la presenza della ‘ndrangheta nei propri territori. È necessario stare attenti ai radicamenti mafiosi. La City di Londra, per esempio «è uno dei più grandi centri di riciclaggio». In queste condizioni e con una Europa spezzettata, grandi potenze straniere come la Cina, la Russia, l’emergente India, «stanno già comprando il meglio del made in Italy». (a.truzzolillo@corrierecal.it)







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