Guerra degli Ato, «Gualtieri ricordi come ha lasciato il settore dei rifiuti»

Il dipartimento Ambiente risponde all’ex dirigente generale della Regione. «Grossolani “errori” e i numerosi “travisamenti” dei fatti»

Nei giorno scorsi, la pubblicazione sul Corriere della Calabria di una nota indirizzata alla Regione dall’Ato di Catanzaro ha riaperto la questione del funzionamento dei sistema dei rifiuti in Calabria. La lettera firmata dall’ex dg del dipartimento Ambiente Bruno Gualtieri (qui il nostro servizio) accusava i colleghi della Cittadella di aver “scaricato” sui Comuni i problemi del settore, “girando” ad essi la gestione di impianti per i quali non erano state completate le procedure necessarie. Di seguito pubblichiamo la risposta indirizzata a Gualtieri dai tre manager della Regione Antonio Augruso, Orsola Reillo e Domenico Pallaria. Quella che segue è una sintesi delle loro osservazioni, qui potrete scaricare la nota completa

Con la nota i cui contenuti sono stati riportati nell’articolo pubblicato lo scorso 19 giugno dal titolo “La guerra degli ATO. Sistema dei rifiuti solo virtuale (e pronto a esplodere)”, l’ingegnere Bruno Gualtieri si abbandonava ad una dotta (!) elucubrazione su presunti errori commessi dagli scriventi che non avrebbero, a suo dire, “… competenze in materia”.
Una elucubrazione sicuramente poco consona a una figura istituzionale rappresentativa della comunità catanzarese in una materia così delicata come quella dei rifiuti, ma talmente dotta nella ben nota tecnica di inserire piccole porzioni di verità in un profluvio di inesattezze e menzogne. Assolutamente, quindi, da censurare.
Anche, e soprattutto, in relazione al ruolo svolto da codesto personaggio negli ultimi anni sulle tematiche in questione. I grossolani “errori” e i numerosi “travisamenti” dei fatti riportati nella nota non possono essere che intenzionali e volti unicamente a gettare fango sull’operato dell’amministrazione regionale verso la quale dimostra un ingiustificato risentimento.
È datata 12 maggio 2015 la relazione allegata all’Ordinanza Presidenziale ex art . 191 del d.lgs 152/2006 e ss.mm.ii. necessaria all’ottenimento del parere del Ministero, in cui viene descritta:
la situazione ereditata da una gestione impregnata da evidenti criticità;
la strategia, suddivisa in step, con le azioni immediate, per rimediare a scelte “poco chiare”, a breve e lungo termine con indicazione di dove e come reperire le risorse finanziarie anche per revampizzare l’esistente.
In una apposita nota abbiamo confutato in toto e per ogni singola argomentazione tutte le false affermazioni in essa contenute oltremodo distorsive dell’effettiva realtà dei fatti, citando, anche a costo di essere pedanti, atti e documenti facilmente visionabili.
E ciò in ordine sinteticamente
– alla nuova Piattaforma Tecnologica – Ecodistretto in Catanzaro (loc Alli): non è stato mai disponibile alcun progetto definitivo – sorprende la confusione in merito da parte di un ex direttore generale regionale (!) -;
– alla ex discarica in località Alli: se l’Ato, quindi il Nostro, avesse proceduto con la dovuta diligenza, a seguito della convenzione sottoscritta nel lontano del 2014, oggi la “vasca” sarebbe nella disponibilità dei Comuni;
– alla discarica di Lamezia Terme: il Comune di Lamezia Terme, sin dal maggio 2018, forniva la propria disponibilità a realizzare l’impianto proponendo la realizzazione di un progetto già sottoposto a VIA favorevole, per il tramite della Lamezia Multiservizi spa. Possibile che non si abbia contezza, da parte del Nostro, delle regole minimali nell’organizzazione dei servizi pubblici nei periodi transitori (!);
– alla discarica di Melicuccà: la stessa è stata oggetto di diniego al dissequestro da parte della competente Procura nel corso del 2016, figurarsi pertanto se poteva essere nella disponibilità della Regione già nel 2014!;
– alla discarica (privata) di Crotone: non può assolutamente essere la parte pubblica a sostituirsi a un’istanza propria di un operatore privato (!);
alla problematica inerente al subentro degli Ato: stabilito per legge e non per volere degli interessati di turno;
– al bando per il conferimento fuori Calabria: mai concretizzatesi in quanto l’aggiudicatario non ha mai ottenuto le necessarie autorizzazioni.
Diversi sarebbero, inoltre, i rilievi da muovere nei confronti dell’esercizio del ruolo specifico di direttore dell’ufficio comune ma preferiamo non farlo. Ognuno di noi ha una storia di cui può essere orgoglioso e fiero.

Antonio Augruso
Orsola Reillo
Domenico Maria Pallaria







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