Catanzaro, si “raffredda” il conflitto nel centrodestra

Vertice tra il sindaco, i capigruppo della maggioranza comunale e i big della coalizione: tregua dopo le recenti aspre polemiche, anche se le manovre per le Regionali producono ancora tensioni. Il “nodo” Officine del Sud

CATANZARO In gergo sindacale lo chiamano raffreddamento del conflitto. Nel gergo politico applicato alla maggioranza di centrodestra che governa al Comune di Catanzaro si può definirla tregua, dopo lo “strappo” che nelle scorse settimane Forza Italia aveva consumato con una nota molto dura nei confronti del sindaco Sergio Abramo e della sua amministrazione sulla vicenda del piano di mobilità nel centro storico, e su tante altre vicende sottintese, come le prossime Regionali. E’ tregua, adesso, al fondo di un vertice promosso dallo stesso Abramo con i capigruppo della sua maggioranza consiliare e i “maggiorenti” dello schieramento, dal leader azzurri Mimmo Tallini al consigliere regionale Baldo Esposito. Tregua probabilmente “armata” – per usare anche qui una frase fatta – ma almeno è tregua, e non era scontato visti i nervi a fiori di pelle emersi nelle ultime settimane. Questo sarebbe scaturito da oltre due ore di confronto serrato, franco, ma non astioso, nel quale sarebbero state messe al bando parole come crisi, rimpasto, azzeramenti e via discorrendo. Le tensioni, quelle restano, all’interno della coalizione e delle singole forze che la compongono, ma si sarebbe convenuto di andare avanti dando al vertice un taglio non politico ma operativo, o magari non tanto politico quanto soprattutto operativo, nella comune consapevolezza che i “nodi” politici potrebbero di nuovo ripresentarsi nella marcia di avvicinamento alle Regionali. “Nodi” che comunque sono sempre sul tavolo, anche in quello odierno, al quale non avrebbe partecipato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Claudio Parente, leader del Movimento “Officine del Sud” alle prese con la “ribellione” del capogruppo Pisano, che invece era presente al vertice: è, questa, un’altra vicenda che renderà in futuro gli animi nel centrodestra catanzarese più “fibrillanti”, ma per il momento sarebbe ancora confinata nel recinto del relativo gruppo. In ogni caso, il confronto è ripartito, dipanandosi sulle pratiche che saranno al centro del prossimo Consiglio comunale e su altre pratiche particolarmente urgenti, come il piano del traffico che tanto ha fatto litigare negli ultimi tempi (si sarebbe tra l’altro deciso, su proposta di Forza Italia, di procrastinare di qualche settimana l’inversione e del senso di marcia nel centro in modo da avvisare con più compiutezza i cittadini), e il Piano regolatore, sul quale si starebbe registrando una certa accelerazione. Sono solo alcuni dei temi più “scottanti” sul tappeto, oltre a quelli della gestione dell’ambiente e del depuratore che sta creando parecchi dissidi all’interno del centrodestra. Ma la consegna, adesso, è quella di provare a rilanciare l’azione di governo, anche se i vari “big” hanno già fatto partire le manovre di posizionamento, con il sindaco Abramo che comunque – riferiscono gli analisti politici – avrebbe segnato un punto a suo favore, quello di aver ascoltato da Forza Italia toni molto meno aggressivi di quelli di una decina di giorni fa. Il futuro prossimo dirà quanto reggeranno questi equilibri piuttosto sottili, che dovranno sopportare l’urto delle grandi manovre delle Regionali. Perché sono le Regionali le vere protagoniste della scena politica catanzarese, segnatamente la candidatura forzista di Mario Occhiuto alla presidenza della Regione, candidatura “benedetta” da Tallini e Abramo ma che Abramo vede ora con una certa, evidente freddezza, in questo trovando sponda anche nel gruppo che fa riferimento al già senatore Piero Aiello e a Esposito, vicini all’area dei fratelli Gentile per la quale Occhiuto è il più classico e fastidioso “fumo negli occhi”. Insomma, una partita a scacchi, al momento impattata ma destinata ad avere comunque vincitori e vinti. (ant.cant.)







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