«Anticorruzione di nuovo “bypassata” dalla giunta»

La segnalazione del Csa-Cisal: «Disattese le indicazioni dell’Anac. Gli atti di indirizzo sulla rotazione dei dirigenti non sono passati dal Responsabile per la Trasparenza». Che ha chiesto un incontro alla burocrazia per il 27 agosto

CATANZARO «Non è bastata una delibera di “richiamo” dell’Anac sull’attività dell’Anticorruzione in Regione Calabria. E non sembra aver fatto cambiare registro nemmeno l’imminente audizione a Roma nell’ambito della procedura di vigilanza attivata per la mancata rotazione dei dirigenti, che si terrà a settembre, per accertare le segnalazioni di “omessa collaborazione” e “ostruzionismo” di settori del Dipartimento del Personale da parte del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) pro tempore. Questo delicato incarico è puntualmente oscurato, se non snobbato, dalla burocrazia regionale». Prova ne sarebbe – per il sindacato Csa-Cisal – una recente delibera, la numero 391, che la giunta regionale ha adottato nella seduta del 9 agosto.

LA ROTAZIONE NON PASSA DALL’ANTICORRUZIONE L’atto in questione, “Atto di indirizzo sui criteri di conferimento degli incarichi e sulla rotazione del personale dirigenziale di livello non generale”, sostanzialmente serve a fissare alcuni criteri interpretativi che specificano le modalità di attuazione della regola in base a cui il dirigente che ha raggiunto cinque anni di svolgimento dell’incarico con le medesime funzioni debba essere soggetto a rotazione. Con la nuova delibera, fra le altre cose, si stabilisce: di consentire ai dirigenti in scadenza, seppure non abbiano raggiunto il limite dei cinque anni, di potersi vedere prorogato l’incarico per un ulteriore triennio e di consentire la permanenza nel ruolo dirigenziale, nonostante il quinquennio maturato, a coloro che saranno collocati a riposo o comunque cesseranno dal servizio nel 2020.
«Non entriamo nel merito dell’indirizzo dato dall’organo politico che secondo la Regione servirà a espletare le procedure legate alla riorganizzazione delle strutture dell’Ente conciliandosi con il principio della rotazione, piuttosto le anomalie stanno in altro – continua la nota –. Innanzitutto, dallo stesso contenuto della delibera, si apprende che tali criteri siano stati assunti nell’ambito del cosiddetto Comitato di direzione. Alle riunioni hanno preso parte il segretario generale e i direttori generali dei vari dipartimenti, ma clamorosamente non è mai stata invitata l’attuale Responsabile dell’Anticorruzione sebbene, come è evidente, la materia fosse parecchio attinente ai contenuti del Piano triennale della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT). Siamo a conoscenza – precisa il sindacato – di numerose comunicazioni con cui la Responsabile ha invitato i vari dipartimenti (nonché al segretario generale) a inviare la relativa “mappatura” al fine di procedere con l’attuazione della rotazione ordinaria. Pare che, anche in questo caso, non si sia fatto a gara per collaborare con la Responsabile dell’Anticorruzione».

RESPONSABILE DI NUOVO “AGGIRATA” Non sarebbe tutto. «Appare ancora più grave – scrive il sindacato – il fatto che la Responsabile dell’Anticorruzione non sia stata edotta del contenuto dell’ultima delibera, se non a cose fatte. Eppure, l’atto di Giunta richiama esplicitamente “l’incrocio” della decisione della Giunta con l’applicazione della rotazione da PTPCT. Eppure, la stessa delibera dell’Anac da cui è partito il procedimento di vigilanza sulla mancata rotazione dei dirigenti nei confronti della Regione diceva esplicitamente di “vigilare al fine di garantire al RPCT effettivi poteri d’interlocuzione e controllo su tutta la struttura organizzativa ed evitare la delegittimazione del ruolo del RPCT all’interno dell’Amministrazione”. Beh, più delegittimazione di così? Ma a questo punto – scrive provocatoriamente il sindacato – perché non si annulla del tutto la figura della Responsabile dell’Anticorruzione in Regione Calabria? Tanto non decide nulla…»

LA RESPONSABILE CHIEDE UN INCONTRO Le ultime scelte e, soprattutto, le procedure seguite non devono essere affatto piaciute alla Responsabile dell’Anticorruzione. «Ci risulta – prosegue il sindacato Csa-Cisal – che proprio ieri (13 agosto), abbia inviato una pec al dipartimento del Personale (e al settore giuridico) e anche al segretario generale con cui chiede un incontro, per il prossimo 27 agosto, per “consentire lo svolgimento di un processo privo di ostacoli”. Non è casuale che la convocazione sia stata fatta presso gli uffici dell’Anticorruzione, quasi che il resto della Cittadella sia considerato dalla Responsabile come un luogo “ostile”, o comunque di cui non fidarsi del tutto».

IL SOLITO MISTERO DEL SETTORE PROPONENTE «Tornando infine alla delibera 391 del 9 agosto scorso, come al solito – incalza il sindacato – non si può non notare una sottile ombra di confusione sulla redazione dell’atto. Sulla camicia della delibera i firmatari risultano l’assessore al Personale Maria Teresa Fragomeni, il dg del dipartimento del Personale Bruno Zito e il dirigente di settore Luciano Rossi. Cosa c’entra il dirigente Rossi, che guida il settore “economico” del Personale con una materia, la rotazione, che è prettamente di attinenza del settore “giuridico”? Si può sapere chi ha materialmente scritto il testo della delibera della Giunta? A quanto pare non solo la Responsabile dell’Anticorruzione era all’oscuro dell’atto ma c’è pure scarsa trasparenza quale settore del dipartimento del Personale abbia avanzato la proposta deliberativa alla Giunta. Su un atto di indirizzo così importante è bene che i ruoli siano ben definiti e che ognuno eserciti le funzioni di sua stretta competenza. Ci permettiamo di segnalare – chiosa il sindacato – che tutte queste stranezze sui provvedimenti della rotazione dei dirigenti non siano certo il miglior biglietto da visita per presentarsi in audizione davanti all’Anac».







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