Oliverio va avanti: primarie il 20 ottobre. E Graziano lo boccia: «Ennesima forzatura»

Il governatore firma il decreto ma declina interpretazioni politiche: «Un atto dovuto, il mancato adempimento avrebbe potuto configurare una evidente omissione attuativa». il commissario regionale dei dem: «Non ci sono le condizioni. Si rischia di far pagare una conta interna ai cittadini»

CATANZARO Oliverio tira dritto per la strada tracciata qualche settimana fa. E, senza aspettare accordi (eventuali) tra Pd e M5S né riunioni per definire una candidatura unitaria per il centrosinistra, fa un altro passo avanti verso il proprio progetto di ricandidatura. Giovedì, infatti, il presidente della giunta regionale ha firmato il decreto per la convocazione delle elezioni primarie per la data del 20 ottobre 2019.
La comunicazione istituzionale, al solito, non offre valutazioni politiche: «Si tratta di un atto dovuto – si legge in una nota dell’Ufficio stampa della giunta regionale – secondo le prescrizioni dell’articolo 5 della legge regionale numero 25 del 17 agosto 2009. Il mancato adempimento avrebbe potuto configurare una evidente omissione attuativa».
Dalla data di pubblicazione del presente provvedimento sul BURC decorre il termine di 15 giorni previsti per la presentazione delle liste di candidati corredate dalla necessaria documentazione. Il governatore va avanti, insomma.

GRAZIANO: «ENNESIMA FORZATURA» «Mario Oliveiro dovrebbe fissare la data delle elezioni regionali ed essere parte attiva del percorso di rinnovamento che il Partito democratico ha deciso di avviare in Calabria». Così il commissario regionale del Partito democratico della Calabria Stefano Graziano che chiosa: «Siamo di fronte all’ennesima forzatura del presidente uscente, che rischia di far pagare ai calabresi la sua ostinazione. Si stima, infatti, che in caso di svolgimento le primarie istituzionali costeranno oltre un milione di euro». «Ribadisco che per noi – conclude – non ci sono le condizioni per il ricorso alle primarie. Serve lealtà e responsabilità e non una conta che rischia soltanto di aumentare le spaccature esistenti all’interno del partito».







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