Artigianato, design e poesia, parte l’Indipendent design Festival a Catanzaro

di Maria Rita Galati CATANZARO Artigianato, design e poesia. Materiali che si incrociano, si abbracciano, dato vita ad una trame di storie che diventano la narrazione positiva di un territorio,…

di Maria Rita Galati
CATANZARO
Artigianato, design e poesia. Materiali che si incrociano, si abbracciano, dato vita ad una trame di storie che diventano la narrazione positiva di un territorio, il Mediterraneo. I colori accesi del mare e del sole, il verde lucido delle colline baciate dalla rugiada, il legno nodoso che incontra la forza delle mani sapienti. “Materia” – il festival del design del Sud Italia che rende Catanzaro capitale elegante e creativa del settore – apre i battenti con la sua IV edizione e nel susseguirsi delle esposizioni diventa un viaggio nella memoria che esalta radici e tradizioni. Così l’ha pensata il suo direttore artistico, il designer Antonio Aricò calabrese d’origine e internazionale per il successo raggiunto grazie alla sua bravura e professionalità che l’hanno portato ad essere consulente di aziende leader nel settore, come Barilla e Alessi. “Con questa edizione abbiamo posto l’attenzione su riflessioni legate alla parola design che vogliono allontanarsi dal mondo delle ‘fiere di prodotto’, per focalizzarsi su operazioni comunicative divertenti che mirano a raccontare il fascino della Calabria e della sua cultura identitaria”, ha spiegato ai tanti estimatori, appassionati e cittadini pronti a diventare parte di questo evento visitando l’esposizione allestita al piano nobile del Complesso Monumentale del San Giovanni. Al suo fianco, gli ideatori, gli architetti Domenico Garofalo e Giuseppe Anania, ma anche rappresentanti del mondo delle istituzioni come il vice sindaco e assessore alla Cultura Ivan Cardamone, il presidente del consiglio comunale Marco Polimeni, l’assessore comunale al Turismo Alessandra Lobello, il presidente della Camera di Commercio Daniele Rossi e Rocco Guglielmo, direttore artistico del Museo Marca, nonché presidente dell’omonima Fondazione.
Il tema di Materia 2019 è quello del progetto mediterraneo e dell’identità: parole in grado di evocare immaginari che vanno oltre il design legato al mondo dei prodotti ma più ricollegabili al tema della memoria e dell’esperienza. I prodotti realizzati dai giovani designer indipendenti che hanno partecipato alla Call “Materia-Oltre il design”, cuore progettuale della manifestazione, è quello centrale del vernacolare, del folklore e della cultura mediterranea viene riproposto tramite installazioni e performance. Le creazioni sono basate su tecniche artigianali e su elementi del patrimonio culturale del proprio territorio di appartenenza
Per le migliori realizzazioni è prevista una borsa di ricerca in collaborazione con la Caffé Guglielmo e due menzioni speciali, offerte da Twins dei Fratelli Cortese: la prima intitolata ad uno tra i più importanti designer del ‘900, recentemente scomparso, che ha regalato al quartiere marinaro di Catanzaro il mosaico più lungo del mondo, Alessandro Mendini. La seconda al Maestro Saverio Rotundo, U Ciaciu, che con la sua arte ha contributo a forgiare l’identità del capoluogo calabrese.
Grande interesse hanno suscitato gli allestimenti, posti al primo piano del Complesso Monumentale del San Giovanni come Il Ballo dei Giganti, la creazione ispirata all’amore di ‘Mata & Grifo’ e presentata allo scorso Fuori Salone di Milano dal brand altreforme e realizzata da Antonio Aricò, Valentina Fontana Castiglioni ed Eena Salmistraro e La Calabrisella, disegnata da Aricò per ALESSI, in occasione dell’EXPO di Milano del 2015.
E poi spazio alle “Questioni di Identità” di Saverio Rotundo e Luca Viapiana: un contesto popolato di icone, simboli e forme legate alla natura più intima del nostro territorio, estratte a sorte tra le 40 carte del mazzo de ‘Il Mercante in Fiera Calabrese’ di Luca Viapiana che si fonodono con le opere del “Ciacio”, in quella che è la prima mostra dopo la sua morte-nascita nella quale si celebra il genio dell’inventore dell’Arte dell’Abbandono.
I visitatori sono chiamati ad integrare l’allestimento pensato da Stefano Morelli rimescolando le carte che si trovano sparse, costruendo identità e visioni nuove o lternative.
Sono state anche inaugurate all’Ex-Stac le esposizioni “La coda dell’occhio” di Daniele Rizzuti – mostra fotografica incentrata su un parallelismo tra uomo e indeterminato fotografico, composto da differenti sfumature e gradazioni altrimenti impercettibili – “Timeless signs” di Zeroottouno – segni ricavati da elementi naturali, “segmenti di tempo”, che vanno a creare, in simbiosi con l’utilizzo del materiale, una forma di scrittura universale.
In serata, nel chiostro del San Giovanni, si è tenuto il primo talk con la designer Astrid Luglio, componente del collettivo The Ladies’ Room che indaga il rinnovato bisogno di un coinvolgimento sensoriale nel design, che ha raccontato i suoi progetti spesso ispirati al mondo del food e realizzati grazie alle eccellenze dell’artigianato italiano.
Oggi, per la seconda giornata del Materia Independent Design Festival, alle ore 11, all’Ex Stac si terrà l’incontro con gli artisti Luca Viapiana e Stefano Morelli; alle 18, al San Giovanni ci sarà il laboratorio di vimini e alle 19, nel chiostro, il talk con Antonio Aricò.
Le esposizioni al San Giovanni e all’Ex Stac sono visitabili dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21.
Materia è realizzata con il sostegno della Regione Calabria e del Comune di Catanzaro e la collaborazione della Camera di Commercio.
Partner istituzionali dell’iniziativa sono la Fondazione Guglielmo e l’Ordine degli Architetti di Catanzaro. (redazione@corrierecal.it)







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