Combine Catanzaro-Avellino, processo per cinque

Rinviati a giudizio l’ex patron giallorosso Cosentino e l’ex attaccante Russotto. Avrebbero concordato il risultato del match (anche se l’accordo poi fallì)

CATANZARO Tutti rinviati a giudizio gli imputati per il presunto tentativo di combine nella partita Catanzaro-Avellino. Tentativo che avrebbe avuto come protagonista, tra gli altri, l’ex presidente dei giallorossi Giuseppe Cosentino. L’ipotesi di reato avanzata dalla Procura è frode sportiva. Oltre all’imprenditore, dovranno sostenere il processo – che partirà il 19 febbraio 2020 – l’ex ds del Catanzaro, l’ex attaccante della squadra del capoluogo Andrea Russotto (difesi entrambi dall’avvocato Sabrina Rondinelli), il presidente dell’Avellino Walter Taccone e il ds Vincenzo De Vito. Il procedimento è un filone dell’indagine denominata “Money Gate”.
Per l’accusa, gli imputati avrebbero «compiuto atti fraudolenti consistiti nel concordare il risultato finale della partita di calcio», disputata il 5 maggio 2013 e finita con un pareggio, «risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione». Il pareggio, spiega la Procura nel capo di imputazione, «avrebbe consentito al Catanzaro di non ritrovarsi nella fase play out per la retrocessione e all’Avellino di raggiungere la promozione alla serie superiore». Il pareggio, però, non sarebbe stato raggiunto «per il mancato rispetto degli accordi da parte dell’Avellino che, a seguito della vittoria del Perugia, per non correre il rischio di non raggiungere la promozione alla serie B, si è aggiudicato la partita con il risultato di 1 a 0 – nonostante il calciatore Russotto del Catanzaro Calcio avesse deliberatamente fallito due chiare occasioni per segnare il gol del vantaggio». Nonostante la sconfitta, il Catanzaro riuscì comunque a salvarsi per via dei risultati negativi delle concorrenti. (aletru)







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