Salerno indaga sulla Procura generale di Catanzaro

I pm campani aprono un fascicolo sul pg Otello Lupacchini. Le accuse sono falso ed errore generato dall’altrui inganno

CATANZARO La Procura di Salerno indaga (anche) sulla Procura generale di Catanzaro. Il Corriere della Calabria ha appreso, infatti, che i magistrati campani hanno aperto un’inchiesta che coinvolge il procuratore generale Otello Lupacchini. A suo carico i pm avrebbero ipotizzato i reati di errore determinato dall’altrui inganno, falso ideologico e falso materiale commesso da pubblico ufficiale.
L’indagine era certamente ancora in corso nella seconda metà di settembre, quando la Procura campana (nella foto sopra) ha chiesto una serie di accertamenti che farebbero pensare a un possibile ampliamento del fronte investigativo. La notizia dell’inchiesta a carico del pg di Catanzaro si inserisce in un contesto già abbastanza teso, come si rileva dall’ultima uscita pubblica dello stesso Lupacchini.

LA RICHIESTA DI AUDIZIONE IN COMMISSIONE ANTIMAFIA Il magistrato, a margine della conferenza stampa sugli arresti ottenuti dalla Procura di Castrovillari per i finti corsi sanitari, ha spiegato ai giornalisti di aver presentato «una richiesta di audizione al presidente della Commissione parlamentare antimafia». La richiesta sarebbe motivata «in primo luogo dal fatto che è stata presentata un’interrogazione parlamentare, da parte di un componente della stessa Commissione, contro di me, a cui ancora non ho visto la risposta da parte del Ministro. E, in secondo luogo, dal fatto che il presidente dell’organismo parlamentare, venendo meno probabilmente ai suoi doveri di riserbo e, comunque, non rendendosi probabilmente conto del ruolo che svolge, ha dichiarato, a margine di un convegno, che in Calabria esiste una magistratura terribilmente inquinata e corrotta. Non ha fatto nomi e non ha indicato persone. Chiaramente, i partecipanti a quel convegno non erano quelli che sicuramente, a suo dire, sono terribilmente inquinanti e corrotti, ma lo sono tutti gli altri che non vi hanno preso parte. E poiché io ho un passato, una storia ed un’attività professionale che non si è limitata ai quattro processetti di droga, evidentemente ho bisogno di tutelare la mia onorabilità e ritengo di dovermi fare carico di accuse generiche senza riferimento alcuno, né a fatti, né a persone, che sono altamente lesive dell’onorabilità di tutti i magistrati calabresi, quanto meno dell’accusa (qui le dichiarazioni integrali di Lupacchini)».

GLI SCONTRI ARCHIVIATI DAL CSM Gli uffici giudiziari di Catanzaro erano finiti, nei mesi scontri, in un fascicolo del Consiglio superiore della magistratura, aperto per indagare sui contrasti tra i vertici del distratto, il pg Lupacchini e il procuratore capo Nicola Gratteri. Il Csm aveva, tuttavia, deciso di archiviare il procedimento, escludendo che vi fossero gli estremi per una proceduta di trasferimento d’ufficio per incompatibilità. La decisione era stata presa in una seduta non pubblica e aveva accolto la proposta formulata all’unanimità dalla Prima commissione. (ppp)







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