Il Pd torna da Gualtieri. Ma l’ex prefetto (ri)mette i paletti: scendo in campo se si azzerano i contrasti

Contatti con il super poliziotto avviati prima del tentativo di coinvolgere Rubbettino. Opzione praticabile, ma solo se si troverà una soluzione unitaria

LAMEZIA TERME Nel gioco dell’oca delle candidature il Partito democratico torna alla casella di partenza (o quasi). E prova a ricontattare Giuseppe Gualtieri, l’ex prefetto con il quale i vertici del Nazareno avevano già avviato contatti sul principio dell’autunno. Fissiamo i paletti temporali: il tentativo di riproporre la candidatura all’ex super poliziotto che arrestò Bernardo Provenzano è precedente al sondaggio – riuscito, prima del passo indietro provocato dalle lotte intestine nel centrosinistra – condotto da Nicola Zingaretti (via Agazio Loiero) per Florindo Rubbettino. E il ritorno alla casella di partenza si declina sotto una duplice prospettiva. La prima: Gualtieri era stato individuato come nome adatto a mettere insieme Pd e M5S. Adesso si torna dal prefetto di origini catanzaresi anche se l’accordo con i Cinquestelle pare saltato, a riprova del fatto che i vertici dem nazionali affidano a Gualtieri la speranza di ricompattare un fronte frantumato. La seconda: non cambiano le condizioni poste per intraprendere la road map che porterà (potrebbe portare) alla candidatura. Fonti vicine a Gualtieri riferiscono al Corriere della Calabria che l’ex prefetto ha riproposto al Pd i proprio paletti, che sono gli stessi di oltre un mese fa.
Gualtieri, da attento osservatore delle cose calabresi, non trascura affatto i travagli in corso nel centrosinistra e nel Pd calabresi. Non passa giorno senza che vada in scena una nuova puntata dello scontro tra le truppe oliveriane e i democrat a guida Graziano-Oddati-Zingaretti. Ne ha fatto le spese Rubbettino, sommerso di critiche per la sua presenza nella maggioranza del consiglio comunale di Soveria Mannelli, che vede il Pd all’opposizione. Per questo motivo, cioè per non finire al centro di una contrapposizione così feroce, Gualtieri è disposto a vagliare le richieste che gli arrivano soltanto nella prospettiva di rappresentare una soluzione unitaria. Non ci sarà spazio, dunque, per tentativi di metterlo contro Oliverio. La sua discesa in campo – se ci sarà – è vincolata dall’opzione dell’unità. In termini ancora più spiccioli: o si lavora per far rientrare tutti i contrasti o non se ne farà nulla. Proprio come ai principi di ottobre: il solco è molto stretto.





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