Catanzaro, i Vigili del fuoco rendono omaggio a Santa Barbara

Nella Basilica dell’Immacolata si è celebrata la funzione in onore della Santa patrona del corpo. La messa è stata officiata dal monsignor Cantisani, vescovo emerito del Capoluogo

CATANZARO Uno stuolo di divise composte, tra i banchi della Basilica dell’Immacolata a Catanzaro, in occasione della celebrazione voluta dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco per omaggiare la patrona, Santa Barbara. Tra il bianco e l’azzurro dei colori della patrona del Capoluogo, è una macchia scura di gli occhi al cielo, verso i colleghi che meno di un mese fa hanno perso la vita nell’esercizio del proprio dovere, ad Alessandria, svolgendo il proprio lavoro con la passione e la devozione di sempre. In prima fila c’è il comandante provinciale Franco Mario Falbo, alla guida della caserma di via Vinicio Cortese da poco più di sei mesi, le autorità civili – con il vice sindaco Ivan Cardamone e il presidente della commissione regionale anti ndrangheta in prima file – i colleghi dell’Arma, della Polizia, della Guardia di Finanza, delle forze dell’ordine che si prendono cura della sicurezza della comunità. E ci sono gli studenti, tanti, di diversa età, di quelli che guardano ai vigili del fuoco come i super eroi che portano tutti al sicuro: i più piccoli del Convitto Galluppi, e i più grandi dell’Istituto tecnico industriale.
«In occasione della Festa di Santa Barbara, Patrona del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, indirizzo il mio grato pensiero alle donne e agli uomini che ne fanno parte e ogni giorno, con generosa dedizione, sono impegnati a protezione dell’incolumità delle persone e dell’integrità dei loro beni», scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
E monsignor Antonio Cantisani, vescovo emerito dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace che ha officiato la messa in onore di Santa Barbara, riprende quei concetti ammantandoli della sacralità e della profondità della fede che guarda al mondo con la lente del progetto più grande e perfetto, anche per quanti cadono con il consapevole orgoglio di aver servito i più deboli. Parla di «generosa abnegazione» dei vigili del fuoco, monsignor Cantisani, ricordando una recente intervista apparsa sul Corriere della Sera dove un pompiere si racconta parlando del «mestiere più bello del mondo, che dà senso alla vita». «La vostra presenza ha un indubbio valore pedagogico – dice ancora nell’emozionante omelia – per fare il vigile del fuoco ci vuole vigilanza, senso di prontezza non comune, indubbie doti fisiche, organizzazione e grande equilibrio psico-fisico. Ma soprattutto ci vuole disponibilità al sacrificio, anche a rischio della vita». Di quel rischio che ti dà la consapevolezza di mettere in gioco la tua vita, nello stesso momento in cui pensi «ne vale la pena». (mari.ga)







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