Catanzaro celebra l’Immacolata, mons. Bertolone: «Superiamo l’indifferenza» – VIDEO

Il vescovo, con l’aiuto dei vigili del fuoco, ha deposto la consueta corona di fiori in omaggio alla Santa Patrona

CATANZARO Quando il vescovo dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, si staglia nel cielo verso la statua della Madonna, con l’ausilio dei vigili del fuoco, sospeso sulla scala, per deporre la consueta corona di fiori in omaggio alla sacra effigie, Natale è ancora più vicino. Tra devozione e consuetudine, Catanzaro si prostra adorante ai piedi dell’Immacolata Concezione, Patrona del Capoluogo assieme ai santi Agazio e Vitaliano. Affiancato dall’arcivescovo emerito, monsignor Antonio Cantisani, Bertolone ha officiato la messa solenne in una Basilica gremita, dopo l’appuntamento con la celebrazione dell’Aurora. A prendere la messa, però, il rito dell’accensione del cero, da parte del sindaco Sergio Abramo, affiancato dalla Giunta comunale che riconosce l’atto di devozione come un dovere civico e morale nel rispetto della devozione dei catanzaresi che “per antichissima e consolidata tradizione ripresa negli anni cinquanta”. Un rito che guarda alla richiesta di un “aiuto speciale e la protezione su tutta la Città”. Il voto ha origine dalla protezione avuta dalla Vergine Santissima in occasione della peste che colpì la Città nel 1641 e venne rinnovato il 1° febbraio 1660 dagli Amministratori del tempo con atto pubblico, perpetuato nel tempo. A rievocare quel lontano 1641 e l’antico amore dei catanzaresi per la Vergine, il gruppo storico Città di Catanzaro. «Viviamo tempi non proprio belli – ha esordito monsignor Bertolone nel corso dell’omelia – di volgarità e indifferenza. Vediamo degrado diffuso. Brutto è tutto quello che offende Dio nella sua bellezza, una sorta di eresia teologica diffusa a livello di vita quotidiana: è una forma di ateismo strisciante di cui forse neppure ci rendiamo conto. Tanta è l’indifferenza«. L’invito di Bertolone quindi per superare questo momento è proprio quello di guardare a Maria «nel suo atteggiamento di madre, che ha generato Gesù e donato all’umanità». (mari.ga)







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