Crediti delle aziende sanitarie catanzaresi, si sbloccano i pagamenti

Vertice tra Uneba, Anaste e Agidae e i responsabili dell’Asp di Catazaro. Garantito il saldo di tre mensilità. Resta l’incognita quota sociale

CATANZARO «Un incontro interessante, caratterizzato da un ascolto reciproco ma anche da una chiara e diretta esposizione da parte delle associazioni delle problematiche che finora hanno caratterizzato i rapporti non sempre sereni e lineari dell’Asp nei confronti degli erogatori». Così i vertici di Uneba, Anaste e Agidae definiscono il vertice che si è avuto a Catanzaro tra le associazioni di categoria ed i dirigenti dell’Asp di Catanzaro in tema di crediti vantati dalla strutture socio-sanitarie della provinciali. A rappresentare all’incontro le tre sigle di categoria (Uneba, Anaste e Agidae), sono stati rispettivamente don Biagio Amato, Michele Garo e Massimo Poggi. Mentre al tavolo c’erano come rappresentanti dell’Asp di Catanzaro, Tancredi, nella qualità di membro della Commissione nominata dal prefetto di Catanzaro per la gestione dell’ente, Elga Rizzo nella qualità di direttore ammnistrativo e D’Arrò, responsabile settore gestione risorse economiche e finanziarie. Secondo quanto riferito dai rappresentati di categoria, c’è stata «una chiara pacata e puntuale considerazione della Tancredi su un nuovo modo di considerare i rapporti tra committenza pubblica ed erogatori privati, impostati su reciproco rispetto e percorsi trasparenti verso l’obiettivo comune che è la giusta esigibilità dei diritti alla salute da parte dei cittadini».
«Un incontro, questo richiesto dalle associazioni e convocato dalla Commissione dell’Asp, aperto, comunque, da ambedue le parti – è detto nella nota – ad un positivo e costruttivo prosieguo così da verificare situazioni pregresse da chiarire e, ove possibile, da risolvere. Aperto anche a continuare il confronto per reimpostare giusti rapporti all’interno di tavoli tecnici specifici per ogni ambito importante che connota i rapporti reciproci».
Relativamente alle richieste avanzate delle associazioni, i vertici Uneba, Anaste e Agidae fanno sapere che l’Asp ha già pagato le fatture di maggio e giugno e fra giorni dovrebbe liquidare anche il mese di luglio.
«Non è proprio quanto le associazioni avevano richiesto (ricevere il pagamento almeno di 5 mensilità arretrare) – sottolineano Uneba, Anaste e Agidae – ma certamente è un primo passo verso una soluzione strutturale e non solo congiunturale ai ritardi patologici con cui finora sono stati pagati gli Erogatori. «Purtroppo, invece, nessun impegno è stato assunto da parte dell’Asp circa il pagamento delle quote sociali a partire da gennaio 2019 – denunciano – perché l’Asp ancora oggi non ha ricevuto le rimesse a ciò finalizzate da parte della Regione. Da ambo le parti però si è assunto l’impegno a sollecitare la Regione perché sblocchi questa situazione che per molte strutture accreditate continua a creare seri problemi gestionali perché la quota sociale rappresenta il 50 per cento del fatturato annuo».
In tema di cessione dei crediti da parte degli erogatori privati accreditati, «i rappresentanti delle associazioni hanno convenuto sul dato abbastanza significativo relativo ai costi che l’Asp deve sostenere per pagare gli interessi di mora secondo la legge 231 – conclude la nota – ma hanno anche evidenziato come le cessioni continuino ad essere, nonostante il costo economico anche a danno delle Strutture, l’unica fonte per reperire la giusta liquidità per contenere crisi finanziarie strutturali dovute proprio ai ritardi con cui la committenza pubblica paga gli erogatori privati accreditati».





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