Il centrosinistra e l’occasione (persa) di candidare Salvatore Scalzo

Il tentativo di avvicinamento quando la rottura tra Pd nazionale e “oliveriani” era troppo profonda. Così è sfumato il ritorno alla politica dell’ex candidato alle amministrative di Catanzaro

Il 26 gennaio sarà tutto più chiaro. E rileggere in filigrana i movimenti delle coalizioni nella marcia di avvicinamento al voto potrà essere molto educativo. In una parte del centrosinistra, ad esempio, si è lavorato – probabilmente troppo tardi – per una candidatura di quelle che gli osservatori considerano “di superamento”. Quelle per le quali la politica dice sempre di volersi spendere. Occasioni di ringiovanimento e rilancio per la regione, che, quasi sempre, vengono sprecate. La storia delle Regionali che verranno non fa eccezione. Perché l’idea di contattare Salvatore Scalzo, uno dei “cervelli in fuga” (non certo per responsabilità sua) dalla Calabria è arrivata probabilmente fuori tempo massimo e soltanto da una parte del centrosinistra. 
Cerchiamo di dare forma a quello che raccontano attendibili rumors.
Sono i giorni in cui lo scontro tra le due anime del centrosinistra – il Pd nazionale e la parte dei dem calabresi che vuole la ricandidatura di Mario Oliverio – è feroce. Di più: sono giorni nei quali il Nazareno annuncia che sosterrà la corsa di Pippo Callipo alle Regionali. È in quel momento – prima della conferenza stampa nella quale il governatore chiederà a tutti di fare un passo indietro e accogliere l’appello di Jasmine Cristallo – che qualcuno nel Pd calabrese pensa a Scalzo, che lavora da anni a Bruxelles e dalla politica ha preso le distanze dopo due battaglie per le amministrative di Catanzaro, a scendere in campo. Gli si offre – ma a lui la proposta viene avanzata soltanto dopo le esternazioni di Oliverio – la possibilità di correre come candidato presidente, ma in un quadro ormai compromesso – almeno rispetto alle possibilità di ricomporre il centrosinistra, unica opzione rispetto alla quale la proposta sarebbe stata considerata ricevibile.
A questo punto i rumors si spengono e il tentativo non si concretizza. Salvatore Scalzo rimane in Belgio, la Calabria si appresta a una campagna elettorale condita dai soliti veleni e, mai come in questa tornata, fratricida. Forse è colpa del contesto, forse solo un altro tassello nel mosaico delle occasioni perse.





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