Lega, l’attendismo (sospetto) di Invernizzi e la pace armata tra Sofo e Furgiuele

La cautela del commissario nell’ultima riunione romana («niente liste finché non ci sarà il candidato») scontenta il parlamentare e l’ex candidato all’Europarlamento. Carroccio sempre (più) agitato

COSENZA «Aspettiamo l’ufficializzazione del candidato, per ora niente liste». Ad esprimersi così, parola più parola meno, è Cristian Invernizzi, commissario della Lega calabrese, durante un incontro avvenuto martedì nelle primissime ore del pomeriggio a Roma. Ad ascoltarlo il deputato Domenico Furgiuele e il “già e non ancora” parlamentare europeo Vincenzo Sofo; i due – come è noto – si guardano da tempo in cagnesco ma sembrerebbero in questa fase legati da interessi comuni.
Fossimo nella Prima Repubblica potremmo parlare di “convergenze parallele”; tanto Furgiuele quanto Sofo hanno infatti una pressante e condivisa esigenza, inserire propri candidati nella lista della Lega e cercare il primo di non scomparire dai radar di Via Bellerio, il secondo di consolidare una crescita che potrebbe anche schiudergli le porte della giunta regionale, in attesa che si diradino le nebbie di Bruxelles.
Peccato, però, che tutto passi non da un accordo tra i due – che nelle ultime settimane pare abbiano stipulato una sorta di pace armata – ma da Invernizzi, sempre più impegnato in un attendismo che è guardato con crescente sospetto.
Sono in molti – nelle seconde e terze file dell’agitata Lega calabrese – ad interpretare i ripetuti rinvii sulla definizione delle liste come un escamotage che consentirebbe a Invernizzi – alla fine e con la copertura di Salvini – di decidere in completa autonomia e falcidiare la nutrita schiera di chi sgomita per un posto.
Nessuno, per la verità, alza la voce, men che meno si lascia andare a sfoghi pubblici, d’altro canto l’arrivo di Salvini in Calabria sortisce un effetto anestetizzante all’insegna di quel “comanda Matteo” ripetuto come un mantra da Invernizzi.
L’incontro tra il commissario, Furgiuele e Sofo – tuttavia – fornisce un ulteriore elemento di riflessione, se le indiscrezioni (con gli strascichi cosentini) danno per certo il nome di Jole Santelli come candidato a presidente, tanto le parole di Salvini in Veneto «gli alleati diano un’indicazione, facciano una scelta» quanto l’attendismo di Invernizzi svelano invece come si sia ancora nel campo delle ipotesi.
Probabile appunto, per niente certo. (redazione@corrierecal.it)







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