«Da Gratteri inchiesta show». «Non parla a nome del Pd». Scontro tra Bruno Bossio e i dem nazionali

La deputata attacca il procuratore di Catanzaro su Facebook: «Vuole fermare Oliverio. Grave la scelta di candidare Callipo». La risposta di Graziano e Oddati: «Ridurre il lavoro della Dda al tentativo di bloccare il governatore è offensivo per i magistrati e per chi subisce i torti della ‘ndrangheta»

CATANZARO Il Pd “ufficiale” – quello rappresentato in Calabria dal commissario Stefano Graziano – e quello “ribelle” (in questo caso Enza Bruno Bossio) si scontrano anche sui commenti al maxi blitz “Rinascita Scott”. Venerdì Enza Bruno Bossio ha dedicato all’operazione della Dda di Catanzaro un commento al vetriolo affidato al proprio profilo social. «Gratteri arresta metà Calabria! È giustizia? No è solo uno Show! Colpire mille per non colpire nessuno. Anzi sì. Colpire la possibilità di Oliverio di ricandidarsi. Il resto finirà in una bolla di sapone come il 90% delle sue indagini. E la ‘ndrangheta continuerà a prosperare come ha fatto in questi anni». Nella maxi operazione è coinvolto il marito di Bruno Bossio, Nicola Adamo, sottoposto a divieto di dimora in Calabria per decisione del giudice delle indagini preliminari su richiesta della Dda di Catanzaro. La parlamentare del Pd ha puntato il dito contro il proprio partito: «Tutto questo rende ancora più grave l’atto compiuto dal Pd di Zingaretti in questi mesi e la scelta di Callipo evidentemente cara a Gratteri».
Insomma siamo diventati più populisti, giustizialisti e manettari dei 5 stelle. La fine dello stato di diritto sulla pelle delle persone, come purtroppo ci ha ricordato con commozione e rimpianto la mamma di Filippo Penati».

«IL PENSIERO DI BRUNO BOSSIO NON RAPPRESENTA IL PD» Dopo l’attacco della deputata arriva la presa di distanza del Pd nazionale. «Il pensiero della Bruno Bossio non rappresenta quello della comunità del Partito Democratico della Calabria. Ringraziamo Gratteri per il lavoro svolto e per aver inflitto alla ‘ndrangheta un duro colpo». Lo dichiarano in una nota congiunta il commissario regionale del Partito Democratico della Calabria Stefano Graziano e il responsabile Mezzogiorno della segreteria nazionale Nicola Oddati. «I calabresi onesti e perbene – aggiungono – gli sono grati e ci auguriamo che siano in tanti a raccogliere il suo appello ad occupare gli spazi che l’inchiesta a liberato.  Ridurre migliaia di ore di lavoro, migliaia di pagine di una inchiesta ad un tentativo di bloccare Oliveiro è offensivo nei confronti di chi ha lavorato alle indagini e di chi ha subito le imposizioni della malavita e perfino nei confronti dello stesso Oliveiro». «Il Pd già da mesi lavora per una Calabria nuova e libera. Ora con Pippo Callipo vogliamo costruire, insieme, una stagione di sviluppo e crescita. Chi vuole sbarrare la strada alla Lega e rompere i legami tra politica e criminalità, sbarrare la strada alla ndrangheta  ha una possibilità», concludono.
«VOGLIONO UCCIDERE ANCHE IL DISSENSO?» «Ribadisco ancora una volta che non sono contro nessuno e sono per una intransigente e, soprattutto, EFFICACE lotta contro la Ndrangheta e tutti i poteri criminali» Così la deputata calabrese Enza Bruno Bossio. «Troppe volte, in questi anni,-prosegue- alla grande baraonda mediatica sono seguiti effetti assai modesti sul piano processuale e giudiziario. L’unica mia preoccupazione è che le indagini siano fatte in maniera rigorosa e seria, affinché possano portare a condanne esemplari per gli ‘ndranghetisti. Nè ho mai pensato che non si debba indagare o perseguire i politici che delinquono. Non penso che ci debbano essere di fronte alla giustizia cittadini di serie A e serie B. Per questo ho rilevato, come ho fatto sempre e in tutte le occasioni, come ancora una volta si è invece messo insieme ciò che proprio non può stare insieme, con il rischio che prevalga il pregiudizio accusatorio che ha già sentenziato la corte di cassazione per la revoca della misura cautelare che era stata inflitta a Mario Oliverio.Per quanto mi riguarda io sono garantista sempre e con tutti».Conclude poi la deputata Bruno Bossio «Non sono tra quelli che si ergono a fare lezioni di morale come il commissario del pd calabrese, Stefano Graziano. Sono garantista anche con lui , che è accusato in Campania degli stessi reati di alcuni degli indagati calabresi e di quelli coinvolti in Umbria , con la differenza che lui, giustamente, è indagato e libero. Io la vedo così, e rivendico il mio diritto a dirlo prima come donna poi come deputata della Repubblica. O vogliamo insieme allo Stato di diritto uccidere anche il dissenso?»





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