La lenta agonia dell’ospedale di Lamezia: «È un affronto alla città, ora basta!» – VIDEO

Ennesima protesta, questa mattina, a difesa del presidio ospedaliero lametino. Poi l’incontro con il direttore sanitario Gallucci. Il sindaco Paolo Mascaro: «Attenti a non tirare troppo la corda»

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Ambulatori e reparti che chiudono con una frequenza quasi sistematica. L’ultimo – solo in ordine di tempo – l’ambulatorio di ginecologia (ne abbiamo scritto qui). Per l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, dunque, prosegue inesorabile un cammino che pare diretto verso una lenta e progressiva chiusura definitiva. O almeno questa è la sensazione di istituzioni e associazioni locali. Già perché tra Asp commissariata (quella di Catanzaro) e l’incubo del dissesto finanziario, non è da visionari ritenere che il presidio ospedaliero lametino rappresenti, allo stato attuale, uno dei più evidenti e ingombranti problemi della sanità calabrese e senza alcuna soluzione all’orizzonte.
I PROBLEMI E se da una parte c’è da tenere d’occhio il bilancio e l’impossibilità di assumere nuovo personale, dall’altra c’è la preoccupazione dei cittadini e dei pazienti che vedono sparire – a poco a poco – tutti i servizi essenziali per la tutela della loro salute, con l’aggravante di doversi spostare a Catanzaro o Soverato. Per l’ospedale lametino, dunque, poco o nulla e cambiato dalla “storica” manifestazione del marzo del 2016 quando una decina di migliaia di persone e alcune decine di sindaci scesero in piazza e per le strade per manifestare il loro dissenso contro le “violenze” subite dal nosocomio lametino.
LA PROTESTA E oggi le preoccupazioni sono le stesse, sebbene il numero dei partecipanti sia stato esiguo e rimpolpato solo dalla presenza di tanti giovani studenti: «Non è possibile lasciare una città senza servizi di assistenza sanitaria. Siamo stanchi e la politica, su queste tematiche serie, latita da tempo. Abbiamo deciso di scendere in piazza anche con tanti giovani per manifestare il nostro dissenso». Questo il commento di Oscar Branca che guida quel coordinamento (19 marzo) che prende spunto proprio dalla manifestazione di 4 anni fa. Più o meno le stesse preoccupazioni le ha espresse al Corriere della Calabria anche il primo cittadino di Lamezia, Paolo Mascaro: «è possibile che una terra debba essere così martoriata? E non parlo solo di Lamezia. Penso che sia giunta l’ora di dire basta! Si pensa a volte che le comunità siano silenti, passive, asservite e incapaci di reagire ma quando si tira troppo la corda c’è il rischio che si possa spezzare».
 L’INCONTRO Dal sit-in all’incontro, quello con Antonio Gallucci, direttore sanitario dell’ospedale lametino che ha aperto le porte del proprio ufficio al sindaco e ad un largo numero di consiglieri comunali: «Non posso che ringraziarvi per la vostra presenza e per il vostro sostegno. Non posso far altro che ribadirvi di stare tutti uniti, vicini a questo ospedale in modo tale che le nostre necessità siano prese a cuore da tutti».
IL FUTURO Tante domande, dunque, ma a mancare sono le risposte. Quelle che dovrebbe fornire, ad esempio, il commissario della sanità calabrese, Saverio Cotticelli che – pare – in queste ore sarà a Roma in cerca di soluzioni da parte del Governo. E ai cittadini di Lamezia (e a quelli del comprensorio) non rimane altro che sperare che l’agonia del loro ospedale non diventi irreversibile. (redazione@corrierecal.it)







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