RINASCITA | Pittelli resta in carcere (ma cambia l’accusa)

Si ritorna all’originaria imputazione formulata dalla Dda: concorso esterno in associazione mafiosa. L’avvocato era stato tratto in arresto nel corso del maxi-blitz contro le cosche vibonesi

CATANZARO Accusa riqualificata da associazione mafiosa in concorso esterno e misura cautelare in carcere. Questa la decisione del tribunale del Riesame riguardo la posizione dell’avvocato Giancarlo Pittelli, tratto in arresto lo scorso 19 dicembre nel corso della maxi-operazione antimafia Rinascita che ha visto i carabinieri del comando provinciale di Vibo e del Ros impegnati nell’esecuzione di 334 misure cautelari (alcune delle quali successivamente riviste dal Tdl) contro oltre 10 locali di ‘ndrangheta di Vibo Valentia.
 Il Tribunale del Riesame, presieduto da Giulio de Gregorio, è ritornato sull’originario capo di imputazione formulato nella richiesta redatta dalla Dda di Catanzaro. Era stato il gip Barbara Saccà, in seguito, ad aggravare l’accusa in associazione mafiosa. Nel corso della discussione del Riesame, lo scorso 10 gennaio, l’accusa – rappresentata in aula dai pm Annamaria Frustaci e Antonio De Bernardo – aveva insistito sulla conferma della misura cautelare e sul mantenimento del capo di imputazione formulato dal gip. I difensori Salvatore Staiano e Guido Contestabile avevano chiesto l’annullamento dell’ordinanza della misura cautelare. (aletru)







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