I 75 anni di Amelio nel segno di “Hammamet”. «Su Craxi un silenzio ingiusto»

Compie gli anni il cineasta calabrese autore del film sul politico socialista. Una carriera iniziata come assistente di De Seta e costellata da grandi film

ROMA Compie 75 anni domani Gianni Amelio, regista e sceneggiatore in questi giorni al cinema con “Hammamet” il film sugli ultimi mesi di vita di Bettino Craxi in Tunisia. Amelio nasce a San Pietro Magisano, in provincia di Catanzaro, il 20 gennaio 1945. Il padre emigra in Argentina subito dopo la sua nascita e quindi trascorre infanzia e adolescenza con la madre e la nonna. Dopo la maturità classica, Amelio si laurea in filosofia all’Università di Messina e comincia a collaborare con la rivista Giovane Critica, come critico cinematografico. A vent’anni si trasferisce a Roma e muove i primi passi nel cinema come assistente di Vittorio De Seta. Esordisce alla regia nel 1970 con il film sperimentale “La Fine del Gioco”, trasmesso dalla Rai. Nel 1983 approda al grande schermo con la pellicola “Colpire al cuore”, che tratta il tema del terrorismo e del difficile rapporto padre-figlio. Il film, presentato al Festival di Venezia, ottiene il favore della critica. Il successo internazionale arriva dopo il 1989, quando esce il film “Porte aperte”, tratto dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia e interpretato da Gian Maria Volontè. La pellicola gli vale una nomination all’Oscar nel 1991 e si aggiudica due Nastri d’argento, quattro David di Donatello e tre Globi d’oro. Nel 1992 vince, tra gli altri riconoscimenti, il Gran premio speciale della giuria al Festival di Cannes con il film “Il ladro di bambini”.
Tra i film successivi “Lamerica” (1994), “Così Ridevano” (1998) che si aggiudica il Leone d’oro a Venezia, “Le chiavi di casa” (2004), tratto dal romanzo di Giuseppe Pontiggia “Nati due volte”, e “La stella che non c’è” (2006), ispirato al romanzo di Ermanno Rea “La dismissione”.
Dal 2009 al 2012 Gianni Amelio dirige il Torino Film Festival. Torna sul grande schermo il 9 gennaio 2020 con “Hammamet”, dove il personaggio di Craxi è interpretato da Pierfrancesco Favino. A una settimana dall’uscita il film ha incassato oltre 2 milioni di euro divenendo il miglior incasso di sempre per il regista.
Amelio ha dichiarato di aver voluto raccontare la storia di Craxi in quanto il politico «è un grande rimosso degli ultimi vent’anni». «Su di lui è caduto un silenzio assordante, ingiusto», ha aggiunto il regista. «Il film descrive la lunga agonia di un uomo che ha perso il potere e va verso la morte. Il passato ritorna in questo eremo tra gli ulivi delle colline tunisine dove non si è messo in salvo ma coltiva rimorsi, rimpianti e rabbia. Un uomo macerato fino all’autodistruzione».







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