Medici del 118, «senza indennità aggiuntiva si rischia la fuga dalla Calabria»

Il Sindacato medici italiani critica i tagli disposti dalle Asp di Catanzaro e Crotone. «Non capiscono quali rischi si corrano ogni giorno»

CATANZARO «La decisione dell’ASP di Catanzaro e di Crotone di revocare revocate 5,50 euro/h di indennità aggiuntiva per i medici del 118 è un attacco ai diritti della professione», così Paolo Filice, Presidente regionale dello Sindacato medici italiani Calabria, in una dichiarazione.
«Questa indennità era stata prevista dall’articolo 29 dell’accordo integrativo regionale del 16 settembre 2006; già da tempo, circa 3 anni, si paventò l’abrogazione, ma la scelta assunta qualche giorno fa dai vertici dell’ASP ci lascia sconcertati».
«Si è tenuto conto – continua Filice – del lavoro di questi medici, oberato da pesanti carichi professioni e correlato da un grande stress psicologico? Forse non si riescono a vedere i rischi che i medici del 118 incorrono tutti giorni? Ma i fatti di cronaca, di tutti i giorni, dimostrano il contrario: i medici dell’urgenza sono i soggetti più esposti a quotidiane minacce e violenze nei loro confronti. La decisione presa dall’ASP di Catanzaro e di Crotone, che mette in dubbio le indennità spettanti, nonostante gli accordi collettivi regionali ancora in vigore, potrebbe provocare un vero e proprio esodo di massa dal 118 da parte del personale medico».
«Non è stata disposta nessuna sanatoria per il passaggio dal contratto a tempo determinato a quello a tempo indeterminato; questo è il quadro a tinte fosche dove operano i colleghi della medicina dell’emergenza. Il Sindacato Medici Italiani, qualora si paventasse un’eventuale richiesta di restituzione delle somme percepite, non esclude d’intraprendere una vertenza legale per tutelare i diritti dei medici del 118», conclude Paolo Filice.







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