Salvini non è un fenomeno. Lo scatto di Fi e Fdi, il mezzo miracolo dem. Ma vince l’astensione

di Paola Militano

Salvini non è un fenomeno. Si sapeva già che in gioco non c’era la vittoria (quella del centrodestra era scontata) ma il peso della Lega che con il suo 12,26% è solo al secondo posto nella coalizione di centrodestra.
E il peso del consenso del Capitano si abbassa notevolmente rispetto a quando, candidato in Calabria, nelle scorse Europee si aggiudicava il 22,6%. L’invincibile Salvini non vince in Calabria e perde in Emilia Romagna.
Sa di prodigioso invece quel 15,15% conseguito dal Pd. Tutto merito di Stefano Graziano che dopo aver domato la rivolta ed i ribelli, ricompatta quello che resta delle forze dem e si conferma primo partito in Calabria.
La lista dei Democratici Progressisti in parte riconducibile all’oramai ex presidente Mario Oliverio, manco a dirlo, arriva al 6,17%.
Cresce e di tanto il consenso dei Fratelli d’Italia. Gli uomini di Giorgia e Wanda con l’10,81% sono il terzo partito della coalizione di maggioranza, gonfiando i consensi rispetto al 2,5% delle scorse regionali, del 4,6% delle politiche e del 10,3% delle Europee.
Sortisce evidentemente l’effetto sperato l’endorsement dell’irrottamabile Silvio Berlusconi pro Jole Santelli e la stessa candidata presidente, espressione di Forza Italia, convince e si rivela un valore aggiunto per la coalizione di centrodestra e per la sua lista (Jole Santelli Presidente) che arriva all’8,53%.
Forza Italia si aggiudica un 12,43% e si conferma come nelle scorse regionali (12,3%) il primo partito della coalizione e roccaforte inespugnabile.
C’è poco spazio di manovra invece nella Casa delle Libertà che arriva al 6,43% mentre l’Udc, dei miracoli e dei miracolati, come l’araba fenice risorge dalle ceneri e si attesta al 6,81% (rispetto al 2,7% del 2014).
Così hanno deciso i calabresi. In Calabria vince la coalizione di centrodestra e svanisce il sogno di promozione per Pippo Callipo battuto questa volta anche da una legge elettorale che in Calabria (e solo in Calabria) non consente il voto disgiunto e avvantaggia chi ha più liste, blindando di fatto le elezioni.
A pesare sulla sconfitta del centrosinistra, la mancata alleanza con la coalizione dei pentastellati che si ferma al 7,31% e la scesa in campo del “civico” Carlo Tansi che sottrae alla sinistra il 7,18% dei consensi.
Fin qui il dato a poche ore dal voto e la conferma del “principio dell’alternanza di governo” che da venticinque anni vale per le regionali in Calabria.
Ma numeri alla mano non ce n’è per nessuno: a vincere ancora una volta è il partito dell’astensione, quel 55,67% che ha disertato le urne.
Al presidente Jole Santelli l’augurio di buon lavoro.

paola.militano@corrierecal.it







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