Il dipartimento Bilancio replica alla Csa-Cisal: «Il funzionario lavora in struttura dal 2015»

Le ragioni degli uffici regionali alle segnalazioni del sindacato: «Nessun colpo di coda per sistemare nessuno ma confermato un incarico rivestito già da diversi anni»

CATANZARO In riferimento all’articolo apparso sul Corriere della Calabria il 26 gennaio 2020 dal titolo “Dal Comune di Sersale alla struttura del direttore del Bilancio in un mese”, si intende precisare quanto segue.
In disparte da ogni altra considerazione che qui non verrà esposta in quanto meritevole di maggiori approfondimenti nelle sedi opportune, corre l’obbligo evidenziare una serie di inesattezze, imprecisioni ed omissioni cui è incorso il sindacato Csa-Cisal nella segnalazione fatta pervenire al Vostro giornale.
In primo luogo, e prima di entrare nel dettaglio delle procedure regionali, per quel che concerne il dipartimento “Bilancio, Patrimonio e Finanze” occorre sgomberare il campo dal principale equivoco che nella descrizione dei fatti ha generato un “caso” su un presupposto del tutto errato.
Ed infatti, il funzionario in questione riveste l’incarico di componente della struttura ausiliaria del Dirigente generale del Dipartimento “Bilancio, Patrimonio e Finanze” già dal 2015, per come si potrà evincere dall’allegato decreto.
Tale circostanza basterebbe da sola a contrastare il grave assunto su cui si basa l’intero articolo di giornale, vale a dire la celerità con cui si sarebbe proceduto a “confezionare” la sistemazione di un dipendente pubblico all’interno di una struttura regionale. Peccato che il sindacato non si sia accorto che c’era già da più di un lustro!
Ed infatti, il tanto incriminato decreto del settore Gestione giuridica del personale, non è affatto un “premio” o un “regalo di fine anno”, non costituisce alcun fatto nuovo da denunciare o un “colpo di coda” di chicchessia, trattandosi banalmente di un atto dovuto in una sequenza amministrativa che, di fatto, ha visto mutare la veste giuridica del dipendente, entrato definitivamente nei ruoli regionali, ed a cui è stato confermato un incarico che rivestiva in modo lodevole già da diversi anni.
Ma tutte le accuse mosse nella segnalazione del sindacato meritano una serie di puntualizzazioni.
Innanzitutto, l’avviso pubblico per mobilità esterna del 10 luglio 2019, cui si fa riferimento nell’articolo, costituisce l’atto finale di una procedura di stabilizzazione, indetta nel dicembre del 2018, dalla Regione Calabria in ossequio alle disposizioni del decreto Madia. Nell’ambito di tali procedure, volte a risolvere l’annosa questione del precariato all’interno delle pubbliche amministrazioni, la legislazione applicabile ratione temporis, prevedeva che fosse garantito un adeguato accesso dall’esterno, previo espletamento delle procedure di mobilità. Procedure, quest’ultime, stabilite per legge a garanzia degli equilibri di finanza pubblica e che per la Regione non hanno determinato alcun aggravamento della spesa per il personale in quanto il dipendente era già in comando presso l’ente.
Tra l’altro, l’immissione nei ruoli regionali del dipendente in questione – come per gli altri tre funzionari, interessati dalla medesima procedura, ma stranamente ed inspiegabilmente “sfuggiti” alla segnalazione della Csa-Cisal – non si è realizzata con una semplice cessione di contratto, come di norma avviene nelle mobilità tra enti, bensì a seguito di una procedura ad evidenza pubblica che ha implicato la comparazione dei curricula ed un colloquio finale, all’esito del quale è risultato primo in graduatoria.
Infine, e tornando alla questione centrale della segnalazione, alla domanda posta dal sindacato su “se sia possibile che il dirigente del dipartimento Bilancio si sia piegato alle logiche della velocità, a scapito della meritocrazia”, sebbene le argomentazioni su esposte siano sufficienti a ricavare la giusta risposta ad una questione del tutto campata in aria, si sente l’urgenza ed il bisogno di precisare alcune circostanze a difesa non tanto dell’operato del Dirigente in questione – che non ha mai ceduto alle logiche del sistema – quanto di un giovane che rappresenta l’esempio migliore di un figlio della nostra Terra che, sebbene si sia laureato a pieni voti in una prestigiosa Università del Nord, è tornato in Calabria, magari confidando in quel riconoscimento del merito che, oggi, si mette in dubbio tentando di screditarne la professionalità, senza alcuna valida ragione.
Al funzionario in questione che, oltre la laurea presso l’Università Bocconi di Milano, vanta un’esperienza lavorativa in diversi Comuni in cui ha svolto funzioni dirigenziali, come già detto, è stato conferito l’incarico di componente della struttura ausiliaria del Dipartimento Bilancio nel 2015.
In questo lasso di tempo, ha curato personalmente l’analisi e l’istruttoria dei numerosi bilanci arretrati degli Enti strumentali, consentendo all’Amministrazione Regionale di approvare per la prima volta, ai sensi della normativa vigente, il bilancio Consolidato della Regione dell’anno 2017 e degli anni successivi. Un lavoro complesso portato avanti con una dedizione ed una professionalità, peraltro riconosciuta ed apprezzata da tutti.
Tutto quanto sopra serve a smentire ciò che è stato segnalato dal sindacato, artatamente o per superficialità, non sta qui stabilirlo. Ma, stante le gravi inesattezze evidenziate, quanto meno ci si augura che, al termine di questa stagione di veleni, il sindacato continui a svolgere il proprio ruolo a difesa dei dipendenti regionali con il massimo impegno e con la dovuta cautela e che non si ceda, in futuro, alla fretta di segnalazioni strumentali senza procedere ad alcuna verifica né approfondimento di atti del tutto ignorati ma in relazione ai quali non si è esitato a rendere affermazioni talmente gravi ed infondate.
Un grave errore che certamente si sarebbe potuto evitare con una semplice richiesta di informazioni e chiarimenti da parte del sindacato che, come accaduto in precedenza, ha sempre trovato aperta la porta del Dipartimento Bilancio. Sorge il dubbio che evidentemente lo scopo dell’articolo non fosse quello di denunciare fatti realmente accaduti, ma ben altro. Ritenendosi oltre modo distante da simili logiche, l’auspicio di chi scrive è che i veri responsabili di tutto ciò possano fare i conti quanto meno con la propria coscienza.







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto