RINASCITA | Annullati i domiciliari all’imprenditore Cuomo

L’indagato, tornato in libertà, è accusato di traffico di influenze illecite e di corruzione elettorale. Il Riesame ha accolto la richiesta dell’avvocato Murone

CATANZARO Torna in libertà l’imprenditore lametino Pino Cuomo, arrestato lo scorso 19 dicembre nel corso della maxi-operazione Rinascita-Scott contro le locali di ‘ndrangheta del Vibonese. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro – presidente Ermanna Grossi, relatore Valeria Isabella Valenzi – ha annullato l’ordinanza con la quale il gip aveva disposto i domiciliari per Cuomo, accogliendo la richiesta presentata dal difensore dell’imprenditore, il professore Mario Murone. La misura è stata annullata, in accoglimento dei motivi presentati, nei quali veniva sottolineata la insussistenza degli indizi relativi ai reati contestati, per la irrilevanza penale dei rapporti intrattenuti dallo stesso imprenditore con Pietro Giamborino, ex consigliere regionale, ed il politico Luigi Incarnato e, comunque, la inapplicabilità della misura cautelare per il reato di traffico di influenze illecite. Tali censure avanzate avverso l’ordinanza impositiva della misura sono state ritenute assolutamente fondate ed hanno determinato il Tribunale ad accogliere l’istanza di riesame avanzata dall’avvocato Mario Murone.
Pino Cuomo è accusato dalla Dda di Catanzaro di traffico di influenze illecite e corruzione elettorale. L’imprenditore – in qualità di amministratore unico (e titolare del 90% delle quote) della società “Gemes srl”, nonché amministratore unico della società “P&P Group srl” – secondo l’accusa – insieme all’ex consigliere comunale Pietro Giamborino – avrebbe chiesto a Giamborino di attivarsi al fine di influenzare illecitamente il corso della procedura amministrativa volta alla realizzazione, nel Comune di Paola, di un centro di accoglienza straordinario per migranti richiedenti asilo. In cambio avrebbe promesso e poi consegnato all’ex consigliere che accettava da prima la proposta e successivamente le somme di denaro, non meglio quantificate, come prezzo della sua mediazione illecita sia verso Luigi Incarnato, commissario straordinario della società Sorical spa, sia verso Roberto Perrotta sindaco di Paola (non indagato in questo procedimento).
Secondo l’accusa, un mese prima di questi fatti, si sarebbe consumato il reato di corruzione elettorale. Luigi Incarnato – candidato del Partito democratico alle elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, al collegio Uninominale della Camera dei deputati per l’area di Castrovillari – avrebbe offerto a Giamborino e Cuomo (che, secondo l’accusa, accettavano l’accordo) la propria disponibilità a favorire gli interessi economico/imprenditoriali di questi ultimi, in quanto interessati alla realizzazione, nel Comune di Paola, di un centro di accoglienza straordinario per migranti richiedenti asilo, presentandoli al sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e propiziando un incontro (tenutosi presso il municipio di Paola, il 28 febbraio 2018, con la partecipazione di Luigi Incarnato, Roberto Perrotta, Pietro Giamborino e Pino Cuomo) per la illustrazione a Perrotta dell’iniziativa imprenditoriale di Cuomo. (ale.tru.)





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