La denuncia della Questura: «A Catanzaro politici a caccia dei voti dei clan» – VIDEO

Presentato il bilancio sociale 2019 dal questore Di Ruocco. Emergono collusioni tra cosche , burocrazia e politica: «La società civile reagisca»

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
Ha una forte vocazione distrettuale la Squadra Mobile di Catanzaro. Lo dicono i dati presentati questa mattina nel corso dell’incontro sul bilancio sociale, per l’anno 2019, della Questura del capoluogo. Solo gli accertamenti antimafia sono passati dai 671 del 2018 ai 1381 del 2019. Senza contare che la Squadra Mobile è stata applicata anche in supporto degli agenti di altre province in operazioni antimafia come “Infectio” a Crotone, “Rimpiazzo” a Vibo Valentia e “Quarta copia” a Lamezia Terme, dove, insieme agli uomini del commissariato locale, è stato disvelato un gravissimo traffico di rifiuti illeciti. Nella stessa Catanzaro la Squadra Mobile è stata inoltre impegnata nella lotta al clan degli zingari. «Mutano gli scenari criminali e vi è un grave aumento delle truffe informatiche», avverte Alfonso Iadevaia, dirigente della Mobile. Tanti i settori che impegnano la Questura di Catanzaro e i 458 collaboratori che il Questore Amalia Di Ruocco ha voluto ringraziare per la dedizione al lavoro.

IL CONTESTO CRIMINALE La provincia di Catanzaro conta 80 Comuni e 358.316 abitanti. Il territorio è afflitto da cosche con una «di infiltrarsi negli apparati amministrativi degli enti pubblici – è scritto nel report –. Lo scioglimento, per condizionamento mafioso, di amministrazioni comunali e della Asp, dimostrano quanto sia stretto il legame cosche-politica-pubblica amministrazione. Mentre un tempo erano i mafiosi ad andare dai politici, oggi le indagini ci dicono che sono i politici che si rivolgono agli ‘ndranghetisti per avere voti. La ‘ndrangheta individua i candidati, dispone di candidati. E’ chiara quindi la commistione. Senza parlare del rapporto ‘ndrangheta-massoneria. Gli ‘ndranghetisti dispongono della massoneria e ne traggono benefici. Alla ‘ndrangheta interessa molto mettere nei posti di comando sue persone per gestire la cosa pubblica, in particolare il denaro pubblico, gli appalti e i contributi europei. Il sostegno dato nelle campagne elettorali viene richiesto indietro attraverso favoritismi in vari settori: appalti, licenze, assunzioni e altro. Con le Commissioni d’accesso si ha modo di vedere come si gestisce la cosa pubblica, a modo loro, senza rispettare le regole, le leggi. Politici e burocrati insieme. Perché poi un concorso, una gara la si deve espletare con gli uffici e con il personale che vi lavora. La ‘ndrangheta in questo territorio ha condizionato tutto, non c’è settore che non abbiano toccato. Nelle sue fila ci sono professionisti, avvocati, commercialisti, medici, gente insospettabile è a suo servizio. Dovunque ci sono soldi, affari, ci sono loro. Per muovere soldi sfruttano i canali più moderni e avanzati. Il sostegno alle aziende avviene attraverso finanziamenti, aumenti di capitali, false fatturazioni, usura. Non lasciano traccia».
DATI SUI DELITTI I dati raccolti dalla Questura di Catanzaro mostrano un leggero miglioramento per quanto riguarda i delitti nella provincia di Catanzaro: 11.458 nel 2019 contro i 12.493 nel 2018. Diminuiscono gli atti intimidatori (119 nel 2018 e 59 nel 2019), i furti (4.348 nel 2018, 3.689 nel 2019), i danneggiamenti (1587 nel 2018, 1487 nel 2019), le truffe e frodi informatiche (1.380 nel 2018, 1.301 nel 2019), gli omicidi volontari (4 nel 2018, 2 nel 2019). Aumentano i reati in materia di stupefacenti (241 nel 2018, 266 nel 2019), le estorsioni (67 nel 2018, 69 nel 2019), le violenze sessuali (24 nel 2018, 27 nel 2019). Per quanto riguarda le rapine vi è una diminuzione generale (58 nel 2018, 49 nel 2019) ma aumentano quelle nelle abitazioni (8 nel 2018, 12 nel 2019). « Ad ogni buon conto si può dire che l’andamento sembra stabile, volto alla diminuzione», sintetizza il report. «Il nostro obbiettivo è comunque quello di migliorare i dati», ribadiscono il Questore di Ruocco e il dirigente della Mobile Iadevaia.
POVERTA’ MINORILE E DISPERSIONE SCOLASTICA «La Calabria si conferma la regione con il più alto tasso di povertà minorile. Quasi un bambino su due (il 47%) vive sotto la soglia della povertà relativa e il rischio di dispersione scolastica è altissimo».
LA COLLABORAZIONE DEI CITTADINI Importante è stata nel 2019 la collaborazione dei cittadini che hanno permesso, con le loro segnalazioni, di intervenire in tempo sui reati e cogliere i responsabili in flagranza. Un dato importantissimo perché ha permesso di non lasciare impuniti e ignoti spacciatori, ladri e altre tipologie di criminali. «Le indagini delle forze di Polizia e l’impegno della magistratura fanno certamente ben sperare ma se non vi sarà una riscossa etica e culturale dei cittadini tutti la società non potrà cambiare e non vi sarà sviluppo per Catanzaro e la Calabria in generale». Il capo di Gabinetto Anna Palmisano ha posto l’accento sulle molteplici iniziative poste riguardo al contrasto sulla violenza sulle donne, sull’apertura a Catanzaro, nel 2019, della sede delle Fiamme oro, sezione Judo e sulla prossima apertura a Lamezia della sezione ginnastica e pesistica. 
Per quanto riguarda Lamezia – che nel 2019 conta 21mila controlli –, l’incontro di mercoledì è stata l’occasione per il saluto da parte del dirigente del commissariato Alessandro Tocco che il 10 febbraio lascerà il suo incarico in Calabria per andare nella divisione anticrimine di Latina. «In questo anno e mezzo a Lamezia – ha detto Tocco – ho conosciuto tante persone oneste. È importante nel nostro lavoro fare squadra con i cittadini». (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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