CORRUZIONE IN TRIBUNALE | L’ex consigliere Tursi Prato va ai domiciliari

Il politico è accusato di avere consegnato, tramite faccendieri, denaro e altri beni al giudice Petrini pur di riottenere il vitalizio perso in seguito a una condanna. Torna in libertà Giuseppe Caligiuri

SALERNO Va ai domiciliari l’ex consigliere regionale Giuseppe Tursi Prato. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Salerno. Tempi celerissimi visto che la discussione dell’udienza si è svolta nella stessa mattinata di giovedì. Tursi Prato, difeso dagli avvocati Franz Caruso del foro di Cosenza e Cataldo Indrieri del foro di Roma, è accusato di corruzione per avere sborsato denari pur di riottenere il vitalizio perso in seguito a una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Al giudice Marco Petrini, l’ex dirigente dell’Asp Emilio Santoro avrebbe consegnato denaro e altri beni (qui tutta la vicenda ) per avere aggiornamenti sulla sentenza che stava molto a cuore all’ex consigliere regionale. Viaggi, denaro, due cassette di polistirolo contenenti gamberoni, merluzzetti del valore dichiarato di circa 350 euro e una bottiglia di champagne, delle clementine, poi della promessa di un regalo: un bracciale tipo Tennis marca “Recarlo” del valore di 1.600 euro, acquistato da un altro indagato, Luigi Falzetta, in una gioielleria di Torre Melissa. Tutto destinato al giudice pur di riavere il vitalizio.
SCARCERATO CALIGIURI È stato, invece, scarcerato Giuseppe Caligiuri, difeso dall’avvocato Sero. Caligiuri è indagato perché coinvolto nella vicenda sulla tentata corruzione per cercare di avvicinare il giudice Loredana De Franco, presidente del collegio della corte d’Appello di Catanzaro, che doveva giudicare un processo di mafia deniminato “Itaca Free Boat” su illeciti commessi nella costruzione del porto di Badolato nella quale era implicato Antonio Saraco – al quale alla fine dei giochi è stata confermata la condanna a 10 anni di reclusione. Francesco Saraco, avvocato, figlio di Antonio Saraco, avrebbe contattato Caligiuri perché si mettesse in contatto con Lorenzo Catizone (anch’egli indagato), marito della giudice De Franco. Pressioni che non hanno sortito effetti. (ale.tru.)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto