CORRUZIONE IN TRIBUNALE | Spuntano altre due donne nel “carnet” di Petrini

Da un’informativa della Guardia di finanza di Crotone emergono gli incontri del giudice con un’avvocatessa di Crotone e una ragazza che preparava un esame da funzionario giudiziario

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
Forse la fama lo precedeva, forse gli ammiccamenti e gli intenti non lasciavano adito a dubbi, forse c’era la paura di dire di no o semplicemente così andavano le cose, da ambo le parti. Questo saranno il tempo e un tribunale a stabilirlo. Al momento esistono dialoghi e riprese video che registrano, in tutto, quattro donne intercettate dalla Guardia di finanza di Crotone in atteggiamenti intimi con il giudice della Corte d’Appello di Catanzaro e presidente della commissione tributaria provinciale Marco Petrini. Due avvocatesse sono indagate e una di loro, considerata «amante stabile», è finita ai domiciliari. Sesso in cambio di favori, ipotizza l’accusa.
Nel caso delle due donne indagate sono stati ripresi dei rapporti sessuali. Ma le Fiamme gialle che indagano per conto della Procura di Salerno – competente sui reati contestati ai togati del distretto di Catanzaro – su una serie di presunti reati di corruzione in atti giudiziari che vedono al centro degli illeciti il giudice Petrini, registrano altri due approcci intimi tra il togato, un’avvocatessa del foro di Crotone e una donna non meglio identificata. In entrambi i casi, riportano in una informativa i militari, gli incontri erano destinati alla richiesta di favori e terminavano o con baci sulle labbra o con contatti intimi.
Il 19 marzo 2019 il giudice riceve nel proprio studio un’avvocatessa del foro di Crotone. Parlano della nomina dei giudici popolari e Petrini porta a conoscenza la donna, scrivono gli investigatori, «che ne erano stati nominati solo otto e che poi, in detta circostanza, avendola vista, ne aveva fatto aumentare il numero a dieci, per poterla favorire».
«E poi non lo so, è capitato che ho fatto l’esame… quella mattina», dice lei. «Ah è vero – risponde Petrini – si, si, si… io non sapevo bene dove ti avevo vista, poi mi sono ricordato di averti già vista».
«Eh – prosegue il magistrato – sinceramente… ho avuto io, prendere… nominare dieci giudici popolari […] perché altrimenti saresti rimasta fuori». L’incontro finisce lì. Un altro incontro avviene il 30 maggio successivo nell’ufficio di Petrini alla Commissione tributaria provinciale, nel quale i due si scambiano dei baci sulle labbra.
IL CONCORSO PER FUNZIONARI GIUDIZIARI Lo notano anche gli investigatori il forte imbarazzo nel tono della voce della ragazza, non meglio identificata, che il primo aprile 2019 entra nell’ufficio di Petrini alla Commissione tributaria provinciale. I due, secondo gli inquirenti, si conoscevano, tanto che il magistrato esordisce: «Io speravo che venissi anche prima, è passato un sacco di tempo non sei più venuta».
«Non sono venuta per non disturbarti», dice lei. Si danno un po’ del tu e un po’ del lei.
«Si rilassi… quando stai con me… lo sa che può essere …», dice lui
«Posso permettermi di darvi del tu?», chiede la ragazza.
Oggetto della conversazione è la partecipazione di lei ad un prossimo concorso per funzionari giudiziari «per la preparazione del quale – scrivono i finanzieri – e quindi per il suo superamento si era rivolta al Petrini».
Lei gli mostra un foglio con i temi che sta trattando, non sa quando sia il momento giusto per partecipare al concorso. Lui la rassicura: «Aspettiamo, e intanto ti prepari meglio vai avanti con lo studio», la informa che sarebbero dovuti uscire due concorsi all’anno perché era stata allargata la pianta organica a 700 unità: «Uscirà sicuramente un bando a settembre, ottobre, e un nuovo concorso tra febbraio e marzo dell’anno prossimo, e poi un altro concorso ancora tra ottobre e novembre dell’anno prossimo quindi lei… festeggiamo».
L’incontro si conclude con una serie di effusioni molto intime, nonostante «la non completa confidenza esistente tra i due». Secondo quanto riportato nell’informativa, la ragazza si sarebbe prestata «evidentemente consapevole del fatto che il giudice Petrini in cambio di favori sessuali le avrebbe potuto dare una mano d’aiuto». (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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