Falsi corsi di formazione, interviene la prescrizione

L’inchiesta risale al 2005. Sarebbero stati chiesti, secondo l’accusa, finanziamenti per per oltre 11 milioni di euro dei quali 5 milioni 652mila euro effettivamente erogati

CATANZARO Non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per politici, commercialisti, docenti e funzionari pubblici implicati in un procedimento per associazione per delinquere e tentata truffa aggravata in concorso, reati legati a corsi di formazione professionale e corsi di ricerca considerati «fittizi» per i quali sarebbero stati chiesti finanziamenti per oltre 11 milioni di euro dei quali 5 milioni 652mila euro effettivamente erogati. Un processo che è avanzato a rilento (l’indagine risale al 2005 e l’udienza preliminare si concluse nel 2016 con le prime prescrizioni) fino a toccare la prescrizione. Non luogo a procedere, ha stabilito il Tribunale collegiale, per Saverio Zavettieri, ex assessore regionale alla Cultura e all’Istruzione, Maria Raluca Bilt, Sviatlana Malets, Maria Cristina Alfano, Laura Mollica, Riccardo Giannetti, Roberto Ragadali, Francesca Papini, Umberto Dal Maso, Marino Bonanno, Silvano Perri, Francesco Sassone, Tommaso Caporale, Adelina Nesci, Egidio Esposito.
L’associazione a delinquere non è stata prescritta nei soli confronti di Maurizio Vadacchino, di Amantea, all’epoca dei fatti legale rappresentante e amministratore di enti no profit. L’inchiesta sui falsi corsi di formazione risale al 2005 e darle il via furono le indagini dell’allora sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris. Nel collegio difensivo gli avvocati Nunzio Raimondi,, Vincenzo Osso, Pietro Mancuso, Maria Teresa Laurito, Sabrina Mannarino, Anselmo Torchia, Francesco Turco, Danilo Iannello.





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