Scuole chiuse, manifestazioni sospese e controlli aumentati. La Calabria prova ad arginare il Coronavirus

L’ordinanza predisposta dalla Regione è al vaglio del governo. Santelli pensa a un numero verde gestito dalla Prociv regionale e dal dipartimento Sanità. «Va affrontato il ritorno sul territorio da parte delle persone che provengono da aree a rischio»

CATANZARO La Regione Calabria ha formulato proposta di ordinanza regionale su misure precauzionali rispetto all’emergenza Coronavirus.
«La proposta di Ordinanza – si legge in una nota della presidente Jole Santelli – prevede la chiusura delle scuole e delle università e la sospensione delle manifestazioni pubbliche, nonché misure relative al controllo aeroportuale per il transito nazionale, l’istituzione di un ulteriore numero verde gestito dalla Protezione Civile Regionale e dal Dipartimento Sanità».
Inoltre l’ordinanza contiene anche l’adozione di misure precauzionali relative alle persone che arrivano in Calabria dalla cosiddetta “zona rossa” (intendendo, perciò, gli 11 comuni interessati dalle misure più restrittive) e le zone ad alto rischio, Cina e Corea. «Tale proposta – continua Santelli – è al vaglio del comitato tecnico scientifico della Protezione Civile Nazionale, in attesa di ottenere la controfirma del Ministro della Salute».
«Comprendo la necessità di un’azione univoca per tutte le Regioni non direttamente interessate dai casi conclamati di Coronavirus – spiega la presidente –, ma ho fatto presente direttamente al Ministro Speranza la peculiarità della situazione calabrese che vede un ritorno imponente sul territorio da parte delle persone provenienti da zone a rischio.
Ritengo tale provvedimento necessario ai fini cautelativi, soprattutto per evitare il diffondersi di un panico al momento ingiustificato».







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