Tradizione e modernità nell’arte orafa di Francesco Iiritano

Intervista col maestro orafo di Catanzaro, che dal 1992 porta avanti con passione un’attività, quella della lavorazione dei metalli preziosi, che mischia in sé forme classiche e tecniche moderne generando opere ammirate in tutto il paese. L’episodio dedicato alla sua storia andrà in onda giovedì sera alle 21 sul canale 211 del digitale terreste e in streaming su L’Altro Corriere Tv

CATANZARO «Non è bello pensare una città svuotata dei suoi artisti». Basta questa frase per descrivere l’impegno e la passione trasfusi nell’arte orafa di Francesco Iiritano, protagonista del prossimo episodio di “Ti racconto un’impresa”, il format che vi porta alla scoperta delle eccellenze dell’imprenditoria e dei “mestieri” che ci tramanda la storica tradizione calabrese. La puntata dedicata al maestro dell’arte orafa catanzarese andrà in onda questa sera alle 21 sul canale 211 del digitale terreste e in streaming su L’Altro Corriere Tv.
La storia di Francesco Iiritano inizia proprio a Catanzaro, nella bottega di quello che oggi lui definisce «un amico», ma che all’epoca rappresentò un’importante ispirazione: «La mia passione è nata per caso. Ho iniziato frequentando questo laboratorio, a Catanzaro». Dapprima in maniera sporadica, poi sempre più assiduamente: «Lì ho imparato le tecniche principali di lavorazione dei metalli. È molto importante, all’inizio, avere un maestro che sappia spiegarti questi passaggi».
Così fino al 1992, quando Iiritano decide di aprire un laboratorio tutto suo: «Ad un certo punto, senti il bisogno di aprire la tua mente e rendere reali le tue creazioni». Non senza difficoltà come «la paura di non farcela, di non essere capito quando proponi una creazione» che nel tempo sono andate affievolendosi e sono state sostituite da altre, come «quelle legate alla vendita di un determinato prodotto in settore, quello orafo, in crisi».
E proprio la crisi, lo ha portato gradualmente ad uscire dal laboratorio «per occuparsi dell’amministrazione dell’attività e dei rapporti con gli enti», divenendo sempre di più un imprenditore a tutto tondo. Ma l’arte e l’unicità delle creazioni sono sempre l’ingrediente principale della sua attività: «I miei lavori sono quasi tutti pezzi unici. Se si guarda la vetrina, ci si può rendere conto che questa non è una gioielleria, ma un laboratorio orafo artigianale. Quando i clienti vengono, lo fanno per chiedere dei lavori personalizzati». Molti lavori che è stato possibile ammirare anche nelle varie mostre organizzate in giro per tutto il paese in collaborazione con Confartigianato.
Lo stile – ci confessa – è una via di mezzo tra modernità e tradizione, all’insegna del continuo rinnovamento. «L’artigianato è quello che muove la nostra economia. E va valorizzato già nelle scuole». Proprio ai giovani, il maestro orafo si rivolge suggerendo di «ricoprire la passione per la manualità».





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