La (torbida) doppia vita di Bagnato: poliziotto e manager delle escort

Storie di ordinaria prostituzione nel Catanzarese. Gli incontri in agriturismi, laboratori odontotecnici e appartamenti privati. Il reclutamento delle ragazze “messe in vendita” online e le percentuali per gli organizzatori. Così gli agenti della Questura hanno incastrato il loro collega

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
Due vite parallele. Da una parte quella del poliziotto, dell’assistente capo coordinatore della Polizia di Stato nella Questura di Catanzaro. Dall’altra quella di componente attivo di un gruppo dedito al favoreggiamento della prostituzione. Le indagini condotte dai suoi stessi colleghi – nell’ambito dell’operazione “Lucciole e Lanterne” – ha portato Francesco Bagnato, 57 anni, di Catanzaro, ai domiciliari. Quando gli agenti della Squadra Mobile hanno scoperto che c’era dentro fino al collo hanno cominciato a indagare su di lui e a intercettarlo. È venuto fuori che suo era il compito di inserire numeri di telefono in particolari siti di incontri: di scambi di coppia in locali privè, o in altri luoghi, a cui talune volte partecipava personalmente. Gli agenti che lo monitoravano hanno scoperto che accompagnava personalmente i clienti, che lo contattavano direttamente, dalle ragazze coinvolte nelle attività di meretricio. E a prestazione eseguita pretendeva la sua percentuale. Non solo.
Bagnato, sostiene l’accusa, contribuiva al sostentamento delle ragazze e delle attività delle stesse e si attivava per reperire alloggi idonei alle giovani donne per incontrare i clienti.
Nel giro del favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, però, non c’era solo il poliziotto ma anche altri “insospettabili” pronti a mettersi a disposizione o a mettere a disposizione i propri locali. Come il titolare di un laboratorio odontotecnico di Settingiano, Antonio Fratto, 54 anni, di Soveria Simeri, (anche lui finito ai domiciliari) che in cambio di soldi dava i locali del laboratorio per gli incontri hot. Ma la prostituzione veniva esercitata anche nell’agriturismo di Giuseppe Borelli, 53 anni, di Sersale. A procacciare clienti ci pensava, invece, Bruno Dolce, 54 anni, di Catanzaro, mentre Ilie Chiriac, 32 anni, di nazionalità rumena, considerato amico e confidente del Bagnato, selezionava i clienti per le ragazze.

L’AMBIENTE DEGLI SCAMBISTI Francesco Bagnato si muove, emerge dalle indagini, nell’ambiente degli scambisti, grazie al sito di incontri “Bakeka”, nel quale è conosciuto col nome di “Antonio”. In questo giro trova clienti anche perché, benché lui si mostri disponibile ai rapporti sessuali insieme alla donna che accompagna,«tuttavia quasi sempre il cliente intende avere rapporti singoli con la prostituta», scrive il gip. Bagnato indica il prezzo delle prestazioni (variabile anche in ragione della tipologia di prestazioni richieste) e il luogo dove poter incontrare la prostituta. Vi sono, poi, intercettazioni dalle quali si evince come il poliziotto abbia nella propria disponibilità appartamenti (in Soverato, Gizzeria, Catanzaro) le cui chiavi sono a disposizione delle donne che dopo avere utilizzato l’appartamento lasciano dentro il denaro, chiaramente destinato a Bagnato. Le “lucciole” hanno varia nazionalità: italiana, colombiana, tunisina. E le italiane sono giovani calabresi di Catanzaro o Cosenza.

STORIE DI ORDINARIA PROSTITUZIONE C’è l’insegnante delle medie conosciuta su Bakeka che Franco Bagnato e Pietro cercano di abbordare. C’è la ragazza di Catanzaro con la quale Bagnato ha avuto un rapporto sessuale dopo di ché le ha fatto un “discorsino” per introdurla nell’ambiente e che con lei in un giorno ha guadagnato 300 euro. Nei discorsi traspare un’altra ragazza di Catanzaro alla quale Bagnato avrebbe fatto guadagnare 10mila euro in quattro mesi. Pietro questa ragazza la vorrebbe per sé ma di mezzo ci sarebbero il fidanzato e la mamma. Franco Bagnato racconta che la ragazza non lasciava mai i soldi a casa perché la mamma e il fidanzato glieli prendevano e lei preferiva lasciarli al poliziotto e prenderne ogni volta che ne aveva bisogno. «Franco dice che c’è un maresciallo che porta anche la moglie, una bionda» emerge da una delle tante conversazioni captate tra Franco e Pietro. Nella sintesi di un’altra intercettazione tra Francesco Bagnato e Giuseppe Borrello si parla dei guadagni delle ragazze: «Giuseppe chiama Franco che lamenta il fatto che da un po’ di tempo non si faceva sentire e gli chiede se ci sono novità e Giuseppe gli dice che c’è “cosa” (riferimento a Selene) che sta andando alla grande, riceve almeno 8/9 clienti al giorno, ieri sera in tre quarti d’ora se n’è fatti 4 e questa mattina ha iniziato alle 7.30. Franco gli dice che probabilmente ha abbassato le tariffe e Giuseppe risponde negativamente aggiungendo che parte sempre da 50 euro».

ADDIO AL CELIBATO Non mancano poi, sempre nell’agriturismo di Borrello, da organizzare gli addii il celibato con la presenza delle ragazze. Significative le intercettazioni sintetizzate dagli investigatori. «Franco avvisa che ha trovato una donna giovane e sarà sua cura portarla al locale e poi riprenderla. Aggiunge che lei comunque andrà per il balletto in onore del festeggiato mentre per gli altri sarà un discorso diverso; Giuseppe dice che dipende tutto da lei, Franco invece ribadisce che la cosa importante, al suo arrivo, saranno “i primi accordi” (è chiaro il riferimento al Giuseppe compenso spettante). Giuseppe risponde che quello non è un problema, mentre tutto il resto sarà lei a doverselo gestire; Franco dice che si sono accordati per le 22.30. Giuseppe chiede se la cosa è sicura e Franco risponde di sì e che la donna non è locale ma che comunque è bella. Giuseppe chiede se è di colore, e alla risposta negativa di Franco, aggiunge che l’importante è che sia “zoccoligna”. Poi Giuseppe gli raccomanda discrezione dal momento che ci sarà anche la sua convivente e non vorrebbe si accorgesse di qualcosa. Giuseppe conclude dicendo a Franco che incaricherà una persona a raccogliere i soldi, per il loro “compenso” perché non vuole rischiare poi di avere a che fare con gente ubriaca». (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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