Coronavirus, gli anziani rifiutati di Chiaravalle. «Nella casa di cura si rischia una strage»

Nessuno vuole prendere in carico i pazienti della “Domus Aurea”. Dopo sette morti in 24 ore, i sindaci di Vallefiorita e Cardinale temono il peggio. Anche Salvini chiede un intervento risolutivo, mentre i suoi colonnelli locali non vogliono il ricovero a Lamezia. Nel pomeriggio si apre uno spiraglio per il trasferimento

CATANZARO Sette anziani morti, 46 che aspettano certezze e sperano che il proposito di trasferirli (che si è ri-materializzato martedì sera) diventi un fatto e non resti confinato nel campo delle speranze. E poi sindaci che temono «una strage» e l’intervento di Salvini che chiede attenzione per il caso della casa di cura di Chiaravalle e, di fatto, si pone in controtendenza con una parte della Lega calabrese. La storia della “Domus Aurea” angustia una Calabria già provata dalla conta di contagiati e vittime del Coronavirus. E illumina una volta di più le reazioni di “chiusura” rispetto a un dramma che è innanzitutto umano. Nessuno vuole gli anziani contagiati, che continuano a morire nei propri letti senza quasi avere la possibilità di accedere alle cure.

SALVINI: «NON SI PERDA TEMPO» «È molto preoccupante la situazione nella casa di riposo “Domus Aurea” a Chiaravalle Centrale, in provincia di Catanzaro: decine di ospiti e dipendenti positivi al virus, e drammatica mancanza di tute, mascherine e visiere. Sto personalmente seguendo la vicenda e auspico un intervento risolutivo, nell’interesse primario della salute. C’è in gioco la vita: non si può perdere tempo!». Queste le parole del leader della Lega, Matteo Salvini sul caso esploso nel Catanzarese.
Alla “Domus Aurea” il focolaio da Covid-19 ha fatto deflagrare una vera e propria bomba sanitaria per via dei suoi 74 positivi al virus ed i due decessi registrati nei giorni scorsi. Qualcuno degli ospiti della casa per anziani è stato trasferito a Catanzaro, ma molti, una cinquantina sono ancora ospiti della struttura, in attesa di un ricovero. E ce ne sarebbero una trentina che si mostrano febbricitanti, mentre una decina dovrebbero essere ricoverati immediatamente.
Questi i motivi che hanno indotto l’Asp di Catanzaro a richiedere l’ospedalizzazione dei 46 degenti, al momento rimasta inascoltata, nonostante il dipartimento della Salute abbia ordinato lo sgombero della struttura, con i positivi che avrebbero dovuto trovare ospitalità all’ospedale di Lamezia e i non positivi a Soverato.

MASCARO: «NON SIAMO PRONTI» In mattinata, però, giunge il “niet” del sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, contrario al trasferimento dei pazienti della “Domus Aurea” perché «la struttura rischia di diventare un focolaio». Mascaro si giustifica sostenendo che l’ospedale «non è al momento attrezzato ad accogliere soggetti risultati positivi».

L’INCOERENZA LEGHISTA A sostenere la tesi di Mascaro, scende in campo anche la politica lametina colorata di verde. In una nota i parlamentari del Carroccio Fugiuele e Raso definiscono come «improvvida» la scelta di trasferire a Lamezia gli ospiti della residenza di Chiaravalle. «Lamezia è, e sarà, una città generosa e solidale – sostengono – ma in questo momento così critico non è ancora pronta: l’ospedale necessita di un potenziamento prima di giocare il suo ruolo come Centro Covid». Insomma, mentre i due leghisti lametini si affrettano a sostenere che l’ospedale non è pronto, il loro leader chiede la soluzione. Non bastasse il caso generato attorno al caso Domus Aurea, la Lega locale mostra una posizione diversa rispetto a quella di Salvini.

«LA VERGOGNA D’ITALIA» Intanto monta lo sdegno nei Comuni. Caustica l’amministrazione comunale di Vallefiorita. «I pazienti ricoverati al momento nella struttura sono privi di ogni assistenza di primaria importanza, stesso discorso vale per gli operatori che si ritrovano a dover lavorare senza nessun presidio di sicurezza sanitaria. Al momento stiamo assistendo ad una vera e propria strage, nel silenzio assoluto delle autorità (in)competenti. Siamo abbandonati a noi stessi – riporta ancora l’amministrazione del comune catanzarese – privi di ogni forma di tutela costituzionalmente sancita. Questo appello va al presidente Conte, al Ministro della Salute, al Prefetto di Catanzaro e al Presidente di Regione, affinché si attivino nel giro di poche ore per risolvere questa situazione a dir poco tragica. Tutti noi abbiamo capito che siamo nelle mani di nessuno, abbiamo bisogno d’aiuto. Il nostro è anche e soprattutto un grido di dolore, non solo di denuncia. La vergogna d’Italia».

«SE NON SI INTERVIENE SARÀ UNA STRAGE» Dopo aver appreso del mancato trasferimento a Lamezia, durissima è anche la reazione nel comune di Cardinale. «In questi momenti concitati stiamo assistendo ad un lento stillicidio che porterà, se non si interviene al più presto, ad una vera e propria strage per il nostro territorio. Tutto questo non sta avvenendo in un angolo sperduto della terra, lontano dalla civiltà e da ogni forma di comunicazione, ma questa vergogna si sta verificando sotto gli occhi di tutti. Quindi come primo cittadino sono sdegnato di questa situazione – scrive su Facebook Danilo Staglianò – visto che la mia comunità è coinvolta in prima persona perché figli di Cardinale, operatori sanitari e pazienti, stanno patendo per l’incompetenza di chi in questi giorni doveva essere in grado di porre fine a questo orrore. Mi auguro che questa vicenda si fermi in tempo e non assuma i contorni di un massacro, perché se così fosse, sarò in prima persona a portare tutto sotto i riflettori e nelle sedi competenti».

LO SPIRAGLIO È un nuovo intervento dell’amministrazione comunale di Vallefiorita a informare che, dopo un colloquio telefonico tra il sindaco e Luisa Latella, componente della commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro, pare si sia trovata una soluzione per «organizzare un piano di trasferimento per i 46 pazienti positivi al Covid-19 rimasti nella casa di cura di Chiaravalle “Domus Aurea”. Al momento, nella struttura di Chiaravalle, è presente il dottor Torti, responsabile del reparto di malattie infettive del Policlinico di Germaneto, che sta organizzando il trasferimento dei degenti. Secondo la comunicazione del Comune «20 pazienti verranno trasferiti al Policlino di Germaneto, i restanti 26 saranno suddivisi in varie strutture della provincia di Catanzaro». In tarda serata al Policlinico sarebbero arrivati i primi 4 pazienti più critiche, il resto dei trasferimenti  – secondo quanto si apprende da fonti sanitarie –  sarà graduale (con possibili destinazioni ancora a Lamezia e fuori provincia) a seconda della gravità della situazione.







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