Claim, (tanto) turismo e qualche spot. Ecco il programma di Jole Santelli

Terminologia da pubblicità. (Auto)promozione sull’emergenza Covid. Attacchi al passato sui bandi lumaca del Por e parte del Psr. Tre anni per uscire dal caos rifiuti. E la ‘ndrangheta citata una sola volta. Oggi la presidente racconterà i suoi progetti al consiglio regionale

di Pablo Petrasso
LAMEZIA TERME
Se avesse potuto, Jole Santelli non avrebbe dedicato alla sanità l’incipit del proprio programma di governo. Lo dirà lei stessa, oggi, davanti al consiglio regionale che aspetta di conoscere le direttrici che guideranno la Calabria nei prossimi cinque anni. “Mai” avrebbe immaginato di dover rendere le dichiarazioni programmatiche con una pandemia in corso. La contingenza la obbligherà a partire dal tema dei temi. Ma avrebbe scelto altro tema. “Forse, il primo punto programmatico, in tempi no Covid” sarebbero state la promozione e la reputazione, che invece chiudono le 65 pagine del programma della presidente.
IL CLAIM CALABRIA Perché se c’è una certezza nel prossimo quinquennio è che Santelli punterà “sulla promozione e l’immagine della Calabria nei suoi asset strategici: turismo, cultura, natura, saperi, enogastronomia e produzioni di eccellenza. E’ la traccia da seguire per scrivere un nuovo racconto”.
L’attenzione allo storytelling è uno dei nodi centrali del discorso e forse del futuro prossimo della regione, perché il rischio che l’attenzione all’immagine travolga l’azione concreta di governo è sempre dietro l’angolo. In questo, la presidente si inserisce nella traccia dei propri predecessori: quello che per Mario Oliverio era il Brand Calabria, per lei diventa Claim, termine ancor più legato al linguaggio pubblicitario. Resta da stabilire se la Calabria sia un prodotto da vendere o un territorio da governare. La differenza tra i due approcci è spesso ciò che distingue un programma concreto da un libro dei sogni. Ci sono cinque anni per scoprirlo.
Nelle piccole trappole del Claim il programma cade presto. Quando, nell’introdurre le questioni della sanità, racconta che “il New York Times ha dedicato un pezzo alla ricetta della Calabria”. La macchina social della giunta regionale ha molto sponsorizzato un articolo che era, in effetti, il racconto di una regione che aveva deciso di chiudere i propri confini perché (giustamente) spaventata dagli effetti che la pandemia avrebbe potuto avere sul proprio sistema sanitario. Un semplice racconto dai toni non trionfalistici, dunque.
SANITA’ E CRISI COVID “Il claim (di nuovo, ndr) che mi ha accompagnato in campagna elettorale era Calabria protagonista – è uno dei passaggi del programma –. Ecco, in questi mesi noi siamo stati protagonisti di una piccola rivoluzione perché abbiamo dimostrato di saper rispettare prima ancora che noi stessi gli altri, abbiamo rispettato le regole di contenimento e anche grazie a questo credo la Calabria oggi si appresta a vivere la Fase 2 con maggiore serenità”.
Il passato è un disastro: “Abbiamo ereditato una regione al collasso sanitario”. Il presente – la gestione dell’emergenza Coronavirus – viene presentato come un successo. “Abbiamo sottoposto a tampone più di 60.000 persone ossia 1 test ogni 33 abitanti che rappresenta una delle medie più alte delle regioni meno colpite”. Un modo originale (si direbbe un claim) per dire che la Calabria è al quintultimo posto in Italia per densità di tamponi effettuati.
Per il resto, Santelli punta sulla riorganizzazione degli ospedali Spoke che passi anche attraverso la verifica del loro posizionamento e sulla realizzazione “di nuovi reparti di ‘eccellenza’, agevolando lo sviluppo di nuove mission specializzate per i diversi ospedali regionali”.
Le parole d’ordine sanitarie sono meno viaggi della speranza, accelerazione sui cantieri dei nuovi ospedali, integrazione tra centri di ricerca in informatica clinica e ospedali.
GLI ERRORI SUL POR E I BANDI “LUMACA” Sui fondi Por, altro storico muro sul quale è andata a sbattere la capacità gestionale della politica calabrese, finora è stato sbagliato più o meno tutto, in termini di approccio. I numeri dicono che “al 31 dicembre 2019, data dell’ultimo monitoraggio ufficiale, a fronte di una dotazione finanziaria complessiva del Por Calabria pari a 2,3 miliardi di euro, l’importo dei progetti ammessi a finanziamento ammontava a circa 2,0 miliardi di euro (85% della dotazione finanziaria complessiva) mentre i pagamenti pubblici registrati si attestavano a circa 674,9 milioni di euro (28% della dotazione finanziaria complessiva), con una spesa certificata pari a 634,1 milioni di euro (27% della dotazione finanziaria complessiva)”. Serve un’accelerazione per scongiurare la perdita dei fondi. Santelli punta alla “realizzazione in tempi brevi di un Piano straordinario che consenta di realizzare e certificare spesa per 1,7 miliardi di euro, prevedendo opportune misure di semplificazione delle procedure amministrative e, eventualmente, di riprogrammazione delle risorse per assicurarne un utilizzo efficace e tempestivo, in linea con i fabbisogni dei territori e dei cittadini”. Primo obiettivo: bandi più veloci (“come si può immaginare, ripensando al passato, di parlare di risultati e obiettivi di un bando se poi per avere i primi esiti passano 20 mesi? Dico questo pensando ai bandi passati sul turismo, ai bandi dell’agricoltura, pubblicati nel 2016 ed ancora inattuati”).
IL TURISMO Santelli, che ha già trasportato sotto l’ombrello della Presidenza tutte le competenze della promozione territoriale, dedica – quasi da assessore al Turismo bis – ampi stralci del programma alle proprie idee sul turismo. Anche nell’area dedicata dalle infrastrutture e ai trasporti, punta sul rilancio delle Ferrovie della Calabria (altro grande classico dei governatori) e sulla necessità di ripensare il trasporto pubblico locale in modo che serva ai visitatori. E poi puntare sull’Alta Velocità fino a Reggio Calabria e su una riforma (non esplicitata) della rete aeroportuale, “ampiamente inadeguata rispetto alle prospettive di crescita del turismo di lungo raggio”. Riguardo alle vie (turistiche) del mare “Corigliano, sullo Ionio e Vibo Valentia sul Tirreno allo stato sono i porti su cui concentrare le risorse in relazione allo sviluppo crocieristico”.
TRE ANNI PER USCIRE DAL CAOS RIFIUTI Il primo intervento di Jole Santelli sul settore dei rifiuti ha generato proteste diffuse tra sindaci e comitati di cittadini. In questo senso, il programma della presidente ha un paio di punti fermi. Il primo è che così non va, il secondo è quello “di elaborare un modello di intervento sostenibile economicamente e tecnicamente ma che comunque miri ad ottenere una risistemazione complessiva in un triennio, tempo che per la sua brevità rappresenta una sfida”. Come farlo? Con “una proposta operativa d’azione” che “appare non rinviabile”. Quale sia è rinviato evidentemente ad altra sede. Una (piccola?) contraddizione: Santelli ricorda che la Calabria “ è la Regione con più rifiuti smaltiti in discarica rispetto al resto d’Italia” e “occorre uscire da questa logica”. Poi sottolinea che il caos di oggi è (anche) figlio di una situazione “aggravata da una Legge Regionale che, per il periodo 2016-2018, ha vietato di fare nuove discariche e non ha dato soluzioni alternative efficienti”.
Uno dei passaggi più critici rispetto al passato, Santelli lo dedica a un aspetto del “vecchio” Psr (che, per la verità, era stato tra gli strumenti più apprezzati dai tecnici per la propria capacità di spesa): “E’ oggettivamente indecente registrare come ad oggi la percentuale di spesa del PSR 2014/2020 sulla misura 3.2 per la promozione dei prodotti di qualità viaggi a cifre vicine all’1%”. E’ un passaggio che prelude alla necessità di “riqualificazione dei dipendenti nel settore della regione preposto all’agricoltura, in modo da essere pronti alle innovazioni e al continuo sviluppo del settore agricolo”.
LO SVILUPPO ECONOMICO Santelli ripresenta le misure legate all’emergenza Covid: Riparti Calabria, Riapri Calabria e Lavora Calabria. E anticipa altri tre aiuti in fase di presentazione: due sotto forma di voucher, da erogare alle famiglie (StaiInCalabria) e ai giovani (ViviCalabria) ed uno a favore del comparto ricettivo (AccogliCalabria). Le tre misure rappresentano un ulteriore supporto per oltre 50 Milioni di Euro.
FRENARE LA FUGA DEI GIOVANI Per frenare la fuga dei cervelli, il programma della presidente punta sui “settori ad oggi meno battuti: turismo, cultura, innovazione, trasporti, agricoltura, zootecnia; settori, questi, favoriti dai fondi europei e indirizzati specificamente dall’Ue per la creazione di ricchezza soprattutto del Mezzogiorno. Riguardo alle università, Santelli pensa a una legge regionale che le supporti “al fine di sostenere i fondi per il diritto allo studio” e “arrestare le emorragie delle intelligenze che depauperano il capitale umano degli atenei”. Riguardo alla ricerca, “la politica regionale sarà finalizzata alla promozione di partnership (pubbliche-private) per la realizzazione di centri di ricerca all’avanguardia che vedono coinvolti grandi player internazionali della tecnologia in grado di supportare il trasferimento delle conoscenze al sistema imprenditoriale locale per creare terreno fertile di collaborazione tra pubblico e privato. In questo senso si avvieranno iniziative pilota come Hub/Acceleratori. In particolare, le iniziative pilota riguarderanno la valorizzazione dei nostri Centri di ricerca, anche potenziandoli, che, oltre a trasformare idee innovative in start up e realtà d’impresa, andranno a ricoprire un ruolo chiave per lo sviluppo produttivo regionale. I centri saranno localizzati in prossimità dei poli universitari Calabresi, in modo da rendere la ricerca fruibile e richiedibile dai mercati nazionali e internazionali”. Per Crotone, invece, “bisognerà pensare un Polo fieristico, grande attrattore che ospiterà le fiere e i grandi eventi legati alla produzione di eccellenza. Centri che garantiranno supporto alle aziende locali e agli enti pubblici (inclusi servizi della sanità pubblica e privata). Il tutto dotato di una infrastruttura di collegamento e collaborazione tra centri in modo da accedere ai mercati extraregionali e internazionali”.
SIMBOLI ANTIMAFIA NELLE SCUOLE Nel programma compare, una sola volta, la parola ‘ndrangheta. Santelli rimarca che “senza legalità e giustizia non ci può essere sviluppo”. E spiega che “è necessario entrare di più nelle scuole portandosi dietro simboli della lotta alla ‘ndrangheta, che parlino ai giovani e sensibilizzino questi agli orrori che genera una società collusa, corrotta e violenta ma non con “giornate” dedicate o conferenze isolate, incontri sporadici e altre iniziative spot, bisogna piuttosto riprogrammare i curricula verticali delle scuole, entrare nelle ore di lezione curriculare in modo da incidere su un percorso formativo che sia realmente incisivo e non uno slogan periodico a cui dedicare componimenti o elaborati su richiesta”. (p.petrasso@corrierecal.it)





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