Catanzaro, il governo “stoppa” l’azienda ospedaliera unica

Il Consiglio dei Ministri impugna davanti la Corte costituzionale la legge regionale approvata a inizio legislatura sull’integrazione tra il “Pugliese Ciaccio” e il Policlinico universitario “Mater Domini”. Il Governo si impegna comunque ad attivare un tavolo tecnico

CATANZARO «Il governo ha impugnato davanti la Corte costituzionale la legge regionale sull’integrazione delle aziende ospedaliere di Catanzaro, il “Pugliese Ciaccio” e il Policlinico universitario “Mater Domini”, legge che è stata approvata dal Consiglio regionale a inizio di questa legislatura». Lo ha reso il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, nel corso del suo intervento nell’odierno Consiglio comunale. Secondo quanto si apprende da fonti governative, a “stoppare” la legge regionale sulla creazione dell’azienda ospedaliera unica di Catanzaro sarebbe stato il ministero dell’Istruzione e dell’università, che avrebbe contestato il mancato coinvolgimento dell’Università di Catanzaro nel procedimento che ha poi portato al varo del provvedimento. Si attende nelle prossime ore l’ufficializzazione dell’impugnazione da parte del governo, dopo l’odierna riunione del Consiglio dei ministri. Per la creazione dell’azienda ospedaliera unica di Catanzaro dunque il percorso si conferma estremamente difficoltoso, visto che da alcuni anni il progetto non riesce a concretizzarsi. Anche per questo motivo, il Governo ha voluto comunque lasciare aperto uno spiraglio impegnandosi ad attivare un tavolo tecnico per discutere la misura.
IL COMUNICATO DEL CDM Viene resa nota l’impugnativa, da parte del Governo, di tre leggi regionali, tra cui appunto quella calabrese nella parte specificata. Come si legge nel documento ufficiale, è impugnata la legge della Regione Calabria n. 1 del 30/04/2020, recante “Interventi di manutenzione normativa sulle leggi regionali 19/2002, 14/2014, 9/2018, 32/1996, 9/1992, 28/2010, 5/2018 e 6/2019”. L’articolo 9 della legge dispone l’integrazione dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese – Ciaccio” con l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Mater Domini”, prevedendo la costituzione di una nuova azienda ospedaliera denominata “Azienda Ospedaliero Universitaria “Mater Domini – Pugliese Ciaccio”, in violazione del principio di autonomia universitaria di cui all’articolo 33 della Costituzione, nonché dell’articolo 4 del decreto-legge 30 dicembre 2012, n. 502, che prevede per la costituzione di una nuova Azienda ospedaliero-universitaria un procedimento che termina nell’adozione di un provvedimento di competenza esclusiva dello Stato. Inoltre, il medesimo articolo 9, al comma 4, viola l’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, in quanto interferisce con le funzioni e con i compiti del Commissario ad acta nominato per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria della Regione Calabria. Ferme restando le ragioni dell’impugnativa, il Governo – al fine di agevolare il più celere raggiungimento degli obiettivi del programma operativo per il rientro dal disavanzo sanitario della Regione Calabria – si è impegnato ad attivare un tavolo di confronto presso il Ministero dell’università e della ricerca, con la partecipazione della Regione Calabria e di tutti gli altri soggetti istituzionali coinvolti, per la definizione del protocollo d’intesa finalizzato a disciplinare l’integrazione tra l’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Mater Domini”, che costituisce uno degli obiettivi principali della riqualificazione della offerta del servizio sanitario, non solo nella città di Catanzaro, ma nell’intero territorio regionale.





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