Stipendio più alto e nuovo Statuto. La giunta prepara la Film Commission per Minoli

Cambia tutto nella bozza approvata da Santelli e i suoi assessori. Il nuovo presidente guadagnerà come un direttore generale e durerà per cinque anni. Stipendio da 100mila euro per il direttore amministrativo. Entrambi saranno scelti dalla governatrice (senza selezione?)

di Pablo Petrasso
CATANZARO Di certo, per ora, c’è che, nelle idee della giunta regionale, la “nuova” Calabria Film Commission costerà più di quella “uscente”. Anche se nella delibera che approva le modifiche al suo Statuto si spiega che «il presente provvedimento non comporta oneri a carico del bilancio annuale e pluriennale della Regione», la frase successiva segnala che «i maggiori costi derivanti dalle modifiche statutarie trovano copertura sullo stanziamento di bilancio destinato alle spese della Film Commission». Il bilancio della Regione non sarà toccato, ma gli organi di rappresentanza e decisionali costeranno di più. Nella Cittadella si dà quasi per fatto l’accordo con Giovanni Minoli, giornalista che ha fatto la storia della Rai con programmi come “Mixer”, ha inventato “Un posto al sole”, ha guidato Rai Educational e Rai Storia e ispirato programmi d’informazione di grande successo. Probabile che la prossima sfida professionale del giornalista e autore televisivo sia in Calabria. E, forse proprio in vista dell’arrivo eccellente, la giunta regionale si prepara a cambiare tutto.

STIPENDIO PIÙ ALTO E CRITERI (VAGHI) PER LA NOMINA Partiamo dalla “faccia” della Fondazione: il presidente. E dalla sua nomina. Secondo il vecchio Statuto aggiornato al 2018, «il presidente è individuato mediante procedura ad evidenza pubblica» e gli «spetta una indennità di carica forfetaria annuale. L’indennità sarà equiparata alle retribuzioni minime onnicomprensive fisse previste per i dirigenti di settore della Regione Calabria, decurtata del 20%». Lo stipendio è stato introdotto nel dicembre 2018 con una modifica: prima di allora, il presidente Giuseppe Citrigno (fresco di nomina alla guida di Unindustria Cinema) non percepiva un euro, se non rimborsi spesa per l’attività istituzionale.
Il nuovo Statuto, approvato il 2 luglio scorso dalla giunta Santelli al completo (e che ora dovrà passare al vaglio dell’assemblea dei soci della Film Commission), cambia tutto. Le modalità di nomina, tanto per cominciare, si fanno più vaghe: «Il presidente della Fondazione è nominato dal presidente della giunta regionale ed è individuato in conformità alla normativa vigente». Nessun riferimento esplicito alla selezione pubblica. Si procederà con una scelta intuitu personae, come è stato per la coordinatrice dell’Avvocatura regionale? Vedremo. Cambia la durata dell’incarico (cinque anni, prima erano quattro). E anche lo stipendio. Al presidente, infatti, spetta «un compenso equiparato a quello dei dirigenti generali della Regione Calabria». Si passa dalla prima versione (nessuna retribuzione) a una figura che costerà circa 145mila euro all’anno, quanto un dg. E durerà cinque anni, mentre i direttori generali “standard” hanno incarichi triennali.

100MILA EURO PER IL DIRETTORE Cambia tutto anche per il direttore della Fondazione.
Nel vecchio Statuto si parlava di direttore artistico e non c’erano specifiche sulla retribuzione: «L’incarico è retribuito e regolato da apposito contratto di diritto privato ed è rinnovabile – recitava il documento –. Il direttore resta in carica per quattro anni». La scelta? Sarebbe avvenuta «mediante procedura ad evidenza pubblica, tra persone altamente qualificate e distintesi per la specifica competenza professionale e manageriale nel campo della cultura e del campo cinematografico». Usiamo il condizionale perché il bando per scegliere il direttore artistico, avviato dalla vecchia giunta regionale, non è mai stato portato a compimento per l’approssimarsi della fine del mandato. 
Le nuove regole della Film Commission parlano di direttore (con compiti amministrativi, non artistici) e stabiliscono che «l’incarico ha carattere fiduciario» (lo nominerà, va da sé, il presidente della giunta regionale, sempre con la formula «ai sensi della normativa vigente», senza riferimenti a procedure selettive) e «il compenso è equiparato a quello dei dirigenti generali della Regione Calabria, decurtato del 20%». Significa un costo, per le casse pubbliche, di poco più di 100mila euro. Anche l’incarico del direttore ha una durata di cinque anni (quello del “direttore artistico” sarebbe stato di quattro anni). Complessivamente, dunque le due figure costeranno più di 1 milione 200 mila euro nel prossimo quinquennio. Con un aggravio di spesa che si aggira tra i 700 e gli 800mila euro rispetto al passato.

MUCCINO, I TEDESCHI E L’ULTIMO CIAK PRIMA DI MINOLI Il presidente uscente, Giuseppe Citrigno, è ancora in carica per i 45 giorni di prorogatio che seguono la scadenza tecnica dell’incarico, a meno che la giunta regionale non decida di imprimere un’accelerazione ai propri progetti (e l’approvazione dello Statuto lascerebbe pensare che sia così). In una intervista a Cosenza Channel, si è detto soddisfatto del lavoro svolto negli ultimi tre anni e mezzo. «Quello che mi sta a cuore è che non venga buttato via – ha detto –. Ho preso in mano una Fondazione che era sull’orlo del collasso, anche finanziario, e ora la lascio in salute». Così in salute da potersi permettere stipendi onerosi laddove c’erano un tempo incarichi gratuiti.
Minoli è un altro curriculum di assoluto livello (per quanto senza una specifica esperienza di cinema) in linea con le scelte non calabresi di Jole Santelli.
Il lavoro del nuovo management potrebbe iniziare presto. E comunque dopo la fine delle riprese del corto da 1,7 milioni di euro commissionato a Gabriele Muccino. Un progetto nel quale la Film Commission in scadenza non è mai stata coinvolta. Come abbiamo raccontato, la triangolazione si è attuata in tre mosse. Prima la sollecitazione di Jole Santelli al regista, poi la presentazione della proposta da parte del «maestro», infine l’approvazione della giunta di un pacchetto all inclusive. Muccino ha, infatti, portato con sé la casa di produzione “Viola film”. Azienda con sede a Roma, in via Giuseppe Mazzini, ma tedesca per maggioranza di capitale sociale. Le quote infatti sono divise tra il producer Alessandro Passadore (10mila euro) e ndF (cioè Neue Deutsche Filmgesellschaft, 40mila euro). Una joint venture internazionale per i quattro corti sugli agrumi di Calabria. Forse l’ultimo ciak della Regione prima che inizi l’era Minoli. (p.petrasso@corrierecal.it)





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