Catanzaro, la Bonetti al Centro calabrese di solidarietà: «Rete fondamentale a tutela delle donne»

Il ministro in una struttura d’eccellenza in Calabria a sostegno delle fasce deboli: «Riprenderemo in mano il tema dell’accreditamento. Le famiglie devono avere fiducia nel futuro»

CATANZARO «Sono molto onorata e contenta di iniziare questa vista in questa terra meravigliosa, la Calabria, da un centro che si occupa di prossimità e sostegno alle fragilità, in particolare alle donne vittime di violenza e ai loro figli». Ha esordito così il ministro della Famiglia Elena Bonetti, che ha visitato a Catanzaro il Centro calabrese di solidarietà, da anni in prima linea nell’assistenza e nel sostegno alle persone fragili e alle donne vittime di violenza, soprattutto in ambito domestico. La Bonetti, accompagnata dalla senatrice di Italia Viva Silvia Vono, è stata accolta dalle operatrici del Centro calabrese di solidarietà, con in testa la presidente Isa Mantelli: presente anche il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. «È una realtà straordinaria, a cui – ha detto la Bonetti rivolgendosi al Centro di solidarietà – voglio manifestare non solo la mia solidarietà, per i danneggiamenti subiti, ma soprattutto la riconoscenza per quanto i presidi nei territori, i centri antiviolenza e le case rifugio rappresentano quella rete fondamentale per salvare la vita delle donne, le troppe donne che ancora oggi sono vittime della violenza maschile, soprattutto in ambito domestico. La pandemia purtroppo ha aggravato questo fenomeno. Come ministero – ha ricordato il ministro della Famiglia – abbiamo messo a disposizione strumenti straordinari, sia di carattere economico e finanziario a sostegno di questa rete sia di diffusione del numero 1522 per le richieste di aiuto. Sono esplose le richieste di aiuto, e questo è in realtà il segno che le donne si fidano dello Strato e della comunità per essere aiutate e lo Stato e la comunità hanno il volto di queste realtà bellissime come questa». Secondo la Bonetti, «è importante che questi centri abbiamo un riconoscimento di rete. Nell’ambito nazionale – ha sostenuto il ministro della Famiglia – dobbiamo riscrivere la strategia nazionale di contrasto alla violenza maschile contro le donne e intendiamo riprendere in mano il tema dell’accreditamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Stiamo lavorando in piena e stretta sinergia con le Regioni per poter offrire strumenti ulteriormente più efficaci per dare sostegno a chi il sostegno lo deve avere, cioè il presidio territoriale di questa lotta che appartiene a tutti noi e di cui tutti noi ci dobbiamo rendere responsabili». Quanto al sostegno concreto a questi Centri, la Bonetti ha osservato: «In via eccezionale abbiamo stanziato 5,5 milioni del fondo ministeriale, è stato poi anche aumentato da un emendamento della Commissione femminicidio di cui fra l’altro fa parte la senatrice Vono. Questi 5,5 milioni sono serviti per aiutare le case rifugio e i centri antiviolenza a fare fronte alle spese necessarie per adeguarsi alle norme di sicurezza, per reperire ulteriori alloggi, per accogliere madri e bambini: su questo abbiamo lavorato in sinergia con il ministro Lamorgese, che ha prestato grande collaborazione, un grazie alle forze dell’ordine e di polizia. C’è stata poi – ha rilevato la Bonetti – una straordinaria campagna di diffusione del numero 1152 perché abbiamo voluto implementare la modalità dell’App, presente ma poco utilizzata, ed è stata implementata anche l’App della polizia per le richieste di aiuto, perché nel lockdown il telefono non era uno strumento adeguato, e anche le farmacie, tramite Federfarma, Assofarm e Ordine dei farmacisti, si sono rese presidi di diffusione di questa possibilità». La Bonetti si è poi soffermata sul ruolo delle famiglie che – ha evidenziato – «hanno permesso al Paese di reggere, sono state il luogo della cura, dell’educazione e del lavoro. Oggi non ci troviamo più nelle condizioni di gennaio, abbiamo presidi sanitari organizzati, terapie intensive diffuse e già pronte. Auspichiamo che, laddove dovesse esserci una ripartenza, sapremo intercettare per tempo il fenomeno e poi mettere in campo tutti quegli strumenti, anche straordinari, che via via abbiamo anche implementato e perfezionato in questi mesi, direttamente sul campo ma ne siamo usciti. Credo – ha concluso il ministro – che le famiglie possono avere la fiducia necessaria per affrontare anche i mesi che ci attendono, mesi di ripartenza per il Paese, sapendo che dobbiamo rispettare le regole e le misure di precauzione e al tempo stesso superare la paura e il blocco, perché il nostro paese si candida a essere pronto ad affrontare eventuali difficoltà che potrebbero arrivare».
GLI INTERVENTI NEL CORSO DELLA VISITA Isa Mantelli, presidente del Centro calabrese di Solidarietà, ha affermato: «Ci aspettiamo che si approvino i progetti, ci aspettiamo che le case rifugio come la nostra che non è accreditata ma che sostiene le donne possano ricevere una particolare attenzione, ci aspettiamo inoltre che le strutture per le famiglie possano essere potenziate, perché in questa fase abbiamo visto che è la struttura che connette la società e la famiglia. Da qui bisogna partire, costruendo famiglie solidali e un terreno di solidarietà che passi dalle persone in una rete solidale». La senatrice di Italia Viva, Silvia Vono, ha a sua volta evidenziato: « La politica si è occupata dei fatti accaduti in questo centro con una solidarietà che non basta. Siamo qui per rappresentare la presenza dello Stato e ci impegniamo in modo concreto e formale per portare avanti tutte le misure che sono necessarie per un accreditamento non solo del Centro di Solidarietà calabrese ma di tutti quelli che si occupano delle donne e delle famiglie. Sono vicina a Isa Mantelli che da sempre si batte per elevare il livello sociale della nostra città con una associazione di prestigio per il capoluogo che da anni presta attenzione ai più deboli e a chi vive, suo malgrado, situazioni di disagio sociale». Per il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, infine, «c’è la possibilità di rimodulare i fondi europei sul sociale, ma molte Regioni non lo stanno facendo nonostante ci siano grandi opportunità. Per quelle Regioni che non hanno programmato occorre l’aiuto degli enti locali, l’aiuto della politica e occorre anche che ci sia da parte del governo un’attenzione per mettere attorno a un tavolo tutte le Regioni. È necessario concertare con gli enti locali che recepiscono le istanze dei privati, con le Regioni che recepiscono le istanze degli enti locali, e fare una programmazione della quale venga informato il governo. Al ministro Bonetti, di cui conosco la grande sensibilità, dico di avere attenzione alla Calabria, che è ultima nei dati statistici, perché la Calabria e gli enti locali della Calabria hanno bisogno di attenzione. Noi sindaci – ha concluso Abramo – ce la stiamo mettendo tutta, oggi è un buon punto di partenza».





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