«Reiterate» perdite d’esercizio, debiti e contenzioso «ingenti», l’Asp di Catanzaro è sempre più “malata”

Nuova negativa analisi della gestione dell’azienda da parte della Corte dei Conti in sede di esame delle controdeduzioni della Commissione straordinaria: rilevate 12 criticità amministrative e contabili

CATANZARO Un’Asp sempre più “malata”. Per l’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro lo scioglimento per infiltrazioni mafiose resta la spia di una lunga serie di problemi, tra cui quelli contabili: la Corte dei Conti questi problemi li aveva messi in evidenza nel 2019, quando alla guida dell’Asp c’era un dg facente funzioni, e sostanzialmente li ribadisce adesso dopo aver esaminato le controdeduzioni della Commissione straordinaria dell’Asp. Sono 12, le criticità rilevate dalla sezione di controllo della magistratura contabile regionale nell’analisi della gestione amministrativa/contabile dell’Asp di Catanzaro, relativamente agli esercizi 2016,2017 e 2018: erano 12 anche quelle riscontrate un anno fa.

«REITERATE PERDITE D’ESERCIZIO» In particolare, la sezione di controllo della Corte dei Conti, con deliberazione assunta nella camera di consiglio dello scorso 30 luglio, ha riscontrato nell’ordine da parte dell’Asp di Catanzaro «il ritardo nell’approvazione dei bilanci consuntivi per gli esercizi 2016, 2017 e 2018, in violazione dell’art.31, comma 1 della legge regionale 43/1996 e articolo 31 del Dlgs 118/2011; ritardo nella pubblicazione dei bilanci: preventivo 2017, pluriennale 2017/2019, consuntivo 2017, e mancata pubblicazione della deliberazione numero 1187 del’11 dicembre 2019, relativa all’approvazione del Bilancio consuntivo 2018, in violazione di quanto disposto dal Dlgs 33/2013; mancata trasmissione alla Sezione del consuntivo 2018». Si va poi a criticità più specifiche e per certi versi più allarmanti come – prosegue la Corte dei Conti in riferimento all’Asp di Catanzaro – «le reiterate perdite d’esercizio da oltre un decennio e, nello specifico, preoccupante crescita della perdita dal 2017 (-19.071.000,00 euro) al 2018 (- 56.161.334,14 euro); ingenti sopravvenienze passive nel 2018 (che – da quanto emerge dai consuntivi 2017 e 2018 trasmessi in sede di controdeduzioni – risultano cresciute dal 2017 -6.953.986,02 euro – al 2018 – euro 17.702.774,36 – con un aumento percentuale del 154,57%); reiterate proroghe tecniche dei contratti, e ritardi delle procedure di gara centralizzate da parte della Stazione unica appaltante; sensibile aumento dei costi di manutenzione e riparazioni dal 2017 (pari a 8.500.000,00 euro) al 2018 (pari a 12.100.000,00 euro); violazione di quanto disposto dall’articolo 10 del Dlgs 150/2009, per mancata approvazione del Piano della Performance 2016 e per il triennio 2016/2018; mancata trasmissione all’Oiv delle schede di budget complete della misurazione del grado di raggiungimento degli obiettivi a cura dell’Uoc Programmazione e Controllo».

«INGENTE MOLE DI DEBITI VERSO I FORNITORI» E ancora – spiega la Corte dei Conti – nella gestione dell’Asp di Catanzaro si riscontra «l’ingente mole di debiti v/fornitori e crescita considerevole dal 2016 (115.324.829,00 euro) al 2018 (211.631.033,88 euro); difficoltà nello smaltimento dei debiti pregressi da parte dell’Azienda; mancato inserimento del debito scaduto (pari a 56.870.839,96 euro), determinato ai della legge 145/2018, sulla piattaforma dei crediti commerciali; mancato avvio della gestione informatizzata degli ordini di acquisto; elevati Itp nel triennio 2016/2018; interessi passivi più che quintuplicati nell’arco di un solo anno dal 2016 (euro 432.133,19) al 2017 (euro 2.211.267,29)».

IL CONTENZIOSO “MONSTRE” «Estremamente preoccupante » per la la sezione di controllo della magistratura contabile è la situazione del contenzioso, definito «ingente», una situazione che – si legge nella delibera – «con le correlate spese e interessi legali determina un continuo aumento dei costi, ed i ritardi nei pagamenti riferiti ai debiti formano nuovo contenzioso, in maniera ciclica, determinando uno squilibrio economico finanziario dell’ente. Gli importi rappresentati indicano che il 70% del contenzioso complessivo rilevato alla data della risposta istruttoria è rappresentato da cause i cui gradi di soccombenza risulterebbero “probabile”, “possibile” e “certo”. Relativamente all’importo di contenzioso con grado di soccombenza “possibile”, pari a 117.763.668,00 euro, con una “valutazione di passività presunta” di 97.495.278,27 euro risulta un importo da accantonare nel fondo rischi pari a 697.527,1 euro, assolutamente irrisorio in relazione all’ingente somma indicata. Su tale aspetto l’Asp dovrà fornire chiarimenti». In più, la Corte dei Conti stigmatizza la «inadeguatezza degli accantonamenti al fondo rischi (pari a 697.527,10 euro in relazione al contenzioso con grado di soccombenza “possibile” (117.763.668,00 euro), con una valutazione di passività presunta di 97.495.278,27 euro, e mancata trasmissione alla Sezione del report sul monitoraggio della situazione del fondo rischi medesimo» e infine «crediti vetusti e scarsamente movimentati per i quali si ritiene incerta la riscuotibilità».

LE “RACCOMANDAZIONI” Al solito, la Corte dei Conti conclude la delibera dettando la i futuri passaggi all’Asp di Catanzaro, invitata ad «adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione della presente deliberazione, le ulteriori misure correttive idonee a rimuovere definitivamente le criticità sopra evidenziate». Ma si invita anche la Regione Calabria a «fornire chiarimenti circa il mancato trasferimento negli anni della intera quota finanziata spettante all’Azienda Sanitaria provinciale di Catanzaro; trasmettere, per il triennio 2016/2018, i report sul monitoraggio della situazione dei fondi rischi; sollecitare la Stazione unica appaltante affinché provveda all’aggiudicazione delle gare centralizzate». (ant. cant.)





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