Catanzaro, Abramo mette la sordina alla sua maggioranza litigiosa

Primo Consiglio comunale “open” dopo il lockdowm: nel centrodestra fioccano i mal di pancia, le richieste di verifica e di azzeramento della Giunta. Ma il sindaco non dà sponda a nessuno: «Alziamo il livello»

CATANZARO Malumori, vecchi e nuovi rancori, “faide” politiche spesso di quartiere, richieste di verifica di maggioranza e di azzeramento della Giunta. Il primo Consiglio comunale “open” di Catanzaro dopo il lockdown porta in scena lo “sfilacciamento” della maggioranza di centrodestra, a dispetto dei numeri “bulgari” di cui dispone in aula: uno “sfilacciamento” che un Sergio Abramo al solito ecumenico alla fine “copre” con un lenzuolo quasi pietoso. E così quello che sulla carta doveva essere un Consiglio comunale ordinario diventa piano piano uno sfogatoio di vecchie e nuove incomprensioni e gelosie e di vecchie e nuove rivendicazioni, che in genere volano piuttosto basso e danno il senso di una consiliatura che procede in modo sempre più stanco, limitandosi al piccolissimo cabotaggio.
Le “tossine” del centrodestra emergono quasi subito, al primo punto all’ordine del giorno, il rendiconto. Ad aprire gli interventi è al solito il capogruppo di “Fare per Catanzaro” Sergio Costanzo, che traina il minuto drappello dell’opposizione e che però infila subito il dito nella piaga parlando di «una Catanzaro che esce male dal Covid» e di «sindaco e Giunta stanchi e al capolinea». Ma è dai banchi della maggioranza che arrivano i primi “venti di guerra”.
Enrico Consolante, del gruppo “Catanzaro con Abramo”, si catapulta sul tema sensibilissimo – e “attenzionato” dalla Procura di Gratteri – delle commissioni chiedendo una modifica del regolamento per farle convocare fuori degli orari di lavoro dei consiglieri: la proposta viene acremente apostrofata da molti esponenti del suo stesso schieramento, come il suo capogruppo Giuseppe Pisano, che invita Consolante – e tutti gli altri componenti del gruppo – a «concordare con me gli interventi, altrimenti ognuno può prendere la strada che vuole». Contro Consolante, che lascia l’aula, anche il capogruppo di “Catanzaro da Vivere”, Filippo Praticò, che poi “gela” l’aula annunciando l’intenzione di «rimettere il suo mandato di capogruppo» nelle mani dei suoi leader (Piero Aiello e Bando Esposito) «perché ho la sensazione di non godere più della fiducia di tutti i miei colleghi». È la “stura” ai tanti mugugni che albergano nella maggioranza, alle prese con tante fratture tra e nei vari gruppi.
Il consigliere di “Catanzaro da Vivere” Antonio Mirarchi riprende la sua recente guerra personale con l’assessore ai Lavori pubblici Franco Longo, richiedendone la testa (inutilmente, perché Abramo “blinderà” il suo assessore). Fabio Talarico, del gruppo del sindaco di cui è uno dei fedelissimi, sostiene che «le condizioni per andare avanti ci sono» ma forse è il caso e il momento di «aprire una riflessione» nella maggioranza. Nel centrodestra le briglie ormai sono sciolte. Manuela Costanzo, consigliere di “Obiettivo Comune” considerata una talliniana di ferro dai “bene informati”, scuote il Consiglio chiedendo «l’azzeramento della Giunta, fermo restando che il sindaco sta lavorando benissimo». A soffiare sul fuoco è poi Giovanni Merante, del Misto, che contesta a Abramo di «aver commesso il peccato originale scegliendo di non confrontarsi con i consiglieri comunali» e invoca la convocazione della maggioranza da parte del sindaco. Il cui intervento è molto atteso, ma, com’è ormai d’abitudine, Abramo “anestetizza” il dibattito spegnendo gli ardori dei suoi. «Mi aspettavo – esordisce Abramo – che il Consiglio intervenisse sul tema della programmazione, anche alla luce del recente tavolo di concertazione sul ciclo 2021-2027 alla Regione, e invece nulla di tutto questo. Non è tutto ok, assolutamente no, ma qui nessuno considera che non abbiamo fondi. L’ho già detto altre volte: alziamo il livello, a esempio invitiamo i nostri parlamentari e chiediamo loro cosa stanno facendo vista la sperequazione di risorse tra città del Nord e del Sud. Dovremmo parlare di queste cose perché – spiega il sindaco – sarebbe un bene, non per me – perché tra due anni vado via e non mi devo ricandidare – ma per la città». Abramo quindi aggiunge: «Lavoriamo insieme per avere i fondi della nuova programmazione, non perdiamo più tempo. Ragazzi, sono rimasti due anni: abbiamo una grande opportunità, o la sfruttiamo o non cambieremo mai né Catanzaro né la Calabria».
Per la cronaca, infine, il Consiglio comunale di Catanzaro ha varato il Rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2019 e una variazione al Bilancio di previsione finanziario 2020-2022 finalizzata ad eseguire gli interventi di adeguamento e adattamento funzionale degli spazi e delle aule didattiche delle scuole comunali in conseguenza dell’emergenza sanitaria. (ant. cant.)





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