«La dignità della conoscenza»

di Pierluigi Nicotera*

La forzata immobilità, il senso di sconcerto e per tanti di perdita, ha segnato le nostre vite come se fossimo parte di un quadro surreale dal quale è difficile uscire. L’ansia globale ha rallentato la vita di tutti i giorni, ma ha paradossalmente stimolato la Scienza a collaborare più intensamente, a viaggiare più velocemente e a trovare soluzioni più rapidamente. Oggi grazie allo sforzo comune di scienziati in tutto il mondo ci sono le basi per terapie migliori e in un futuro non lontano, per vaccini che ci proteggano. La cooperazione, il vivere insieme, anche se con un po’ di distanza sono la base del progresso e ci porteranno fuori dalle immagini surreali di un mondo in “lockdown”.
Una delle grosse virtù della nostra cultura di Calabresi e di Catanzaresi in particolare, è sempre stata la solidarietà e l’amare la vita in comune. Vivere assieme, cooperare, aiutarsi in momenti difficili è quello che guiderà la nostra città verso nuove prospettive. Credo che l’esperienza della Scienza ci possa aiutare a creare nuove forme di coesistenza, di lavoro comune. Attraverso un recupero della cultura in senso più ampio, le arti, la letteratura, il teatro, il cinema si può ricreare una dignità della conoscenza che sia antitesi della falsità e superficialità e che ci guiderà verso un futuro in cui possa ritornare la speranza.

*Il direttore Scientifico del DZNE (Deutsches Zentrum für Neurodegenerative Erkrankungen) di Bonn risponde all’appello lanciato dall’Assessore alla Cultura, Ivan Cardamone, per immaginare la Catanzaro del dopo Covid, attraverso il forum virtuale dedicato a progetti e idee per la città del futuro. La firma è quella di Pierluigi Nicotera.
E’ l’italiano che piace di più al cancelliere tedesco Angela Merkel. E’ uno dei più stimati scienziati europei nel campo delle malattie neurodegenerative. Laureatosi all’Università di Pavia, Nicotera è uno dei maggiori esperti internazionali nello studio dei meccanismi di morte neuronale alla base delle malattie neurodegenerative ed è oggi Direttore Scientifico del DZNE (Deutsches Zentrum für Neurodegenerative Erkrankungen) di Bonn, uno dei maggiori centri al mondo per lo studio di queste patologie.





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