Sanità, anche al “Pugliese” i conti sono in rosso: disavanzo da 14 milioni

I dati del bilancio dell’azienda ospedaliera di Catanzaro: aumento dei costi di produzione e del personale, “impennata” degli interessi moratori

CATANZARO I conti che non tornano nella sanità calabrese. Sia pure con cifre molto più contenute rispetto alla “concittadina “Mater Domini”, anche l’azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro chiude l’esercizio 2019 con un segno meno, registrando un disavanzo di circa 14 milioni e l’impennata di alcuni costi di gestione. A certificarlo, è la relazione all’ultimo bilancio dell’Ao, adottato dal commissario straordinario Giuseppe Zuccatelli (che è anche il commissario della Mater Domini): nel 2019 – si legge – «l’Azienda aveva ipotizzato di chiudere con una perdita pari a circa 24 milioni di euro» e il -14 milioni si pone «all’interno del perimetro del disavanzo di gestione programmato con il Piano di rientro», inoltre l’azienda da tempo deve fare i conti con il “sotto-finanziamento” della Regione, ma resta comunque il “rosso” dei conti, in perfetta linea con il trend generalizzato della sanità calabrese. A conferma che il piano di rientro e il commissariamento su cui si poggia finora non ha prodotto nemmeno il “minimo sindacale” del risanamento contabile delle aziende.

AUMENTANO I COSTI DI PRODUZIONE Tra le voci più significative del bilancio dell’azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro spicca l’aumento dei costi di produzione, un aumento pari a 3,6 milioni (da 182,1 milioni del bilancio 2018 agli attuali 185,7 milioni): «Tale aumento è riconducibile in prevalenza all’acquisto dei beni sanitari, in particolare dei dispositivi medici», riporta la relazione e al bilancio 2019. Che poi dedica «qualche riflessione! al «notevole incremento registrato dai costi per il personale, passati da euro 97,8 milioni ad euro 102,1 milioni, con un delta di 4,287 milioni, pari a +4,3%. Gran parte delle risorse impiegate sono servite per impinguare il ruolo sanitario (dirigenziale medico e non medico, e comparto) e tecnico, procedendo all’assunzione, a tempo indeterminato, di nuove unità di personale attraverso: la conclusione di procedure concorsuali già avviate dall’azienda; l’utilizzo di graduatorie formate all’esito di procedure concorsuali svolte presso altre aziende del Servizio sanitario regionale».

GLI INTERESSI MORATORI Nella relazione al bilancio del “Pugliese Ciaccio” si rileva inoltre che «negli ultimi anni si è assistito ad un costante aumento dei livelli di produzione dell’azienda e ad una inversa (e anch’essa costante) riduzione del finanziamento regionale, circostanza che ha impedito all’azienda di disporre della liquidità necessaria per poter far fronte con regolarità al pagamento del proprio debito. Conseguenza di ciò è la presenza in contabilità di fatture, datate nel tempo, che producono per legge un volume (purtroppo non governabile) di interessi moratori, fatture per le quali l’azienda stessa è spesso destinataria di atti monitori e finanche di provvedimenti giudiziari di esecuzione mediante assegnazione. Sul punto l’azienda ha avviato nel corso del 2020 una specifica attività di circolarizzazione delle proprie partite debitorie, volta a dare certezza al debito pregresso, stratificatosi nel tempo. Da tale attività si auspica di poter ottenere un beneficio economico a conclusione dello stesso 2020, mediante la rilevazione di insussistenze attive. Rimane tuttavia il dato – prosegue la relazione del commissario Zuccatelli – che gli interessi moratori maturati a carico dell’azienda hanno registrato nel corso del 2019 una brusca impennata, portandosi ad oltre 3 milioni di euro, rispetto alla somma contabilizzata nel bilancio 2018, pari ad euro 1,277 milioni… Registrano un aumento anche gli interessi moratori pagati a seguito di assegnazione giudiziaria, portatisi a euro 984.597,19, rispetto alla più esigua somma, pari ad euro 770.382,74, pagata nel corso del 2018, che ci si attendeva di pagare, nello stesso importo, anche nel corso del 2019».

IL PIANO DI RIENTRO AZIENDALE Nel documento si specifica inoltre che l’azienda “Pugliese Ciaccio”, su input della struttura commissariale risalente al 2016, si è dotata di un proprio Piano dio rientro ed efficientamento nel quale sono state individuate manovre ed azioni volte, da un lato, all’implementazione dei valori di produzione, e, dall’altro, al contenimento dei costi, onde poter conseguire l’equilibrio economico-finanziario alla fine del triennio di riferimento (2019/2021). «Sul Piano di rientro ed efficientamento adottato dall’azienda – è scritto – la Regione Calabria non si è ancora pronunciata. Tuttavia di esso non si può non tenere conto, atteso che si tratta di un documento dal chiaro valore programmatico, Ebbene, per il 2019 l’azienda aveva ipotizzato di chiudere con una perdita pari a circa 24 milioni di euro. Nonostante il sotto-finanziamento dell’azienda appare evidente che il risultato finale è praticamente già in linea, dopo il primo anno, con il risultato programmatico previsto per il 2020. Di fatti non può sottacersi come il risultato economico registrato a chiusura dell’esercizio 2019 si ponga all’interno del perimetro del disavanzo di gestione programmato con il Piano di Rientro, e sia addirittura ben al di sotto della perdita che si era ipotizzato di raggiungere grazie alla strategia gestionale a suo tempo pianificata, fermandosi a circa – 14 milioni di euro». (a. cant.)





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