«La carriera politica di Pittelli fu decisa dalla massoneria»

Il pentito Cosimo Virgiglio “riscrive” davanti ai magistrati di Salerno la discesa in campo dell’avvocato catanzarese. «Nasce come persone onesta, ma aveva il compito di corrompere i magistrati. E prendeva ordini dalla loggia coperta»

CATANZARO Il «noto politico» Giancarlo Pittelli «nasce in ambito massonico nelle logge regolari della zona jonica. Poi entra nel sistema “parallelo”». Il pentito Cosimo Virgiglio – imprenditore, personaggio vicino al clan Molè, massone – porta in dote alla propria collaborazione con le Procure di mezza Italia più di vent’anni vissuti border line, tra rapporti con cosche mafiose e relazioni ai più alti livelli della massoneria (regolare e deviata). Ai magistrati di Catanzaro ha già raccontato il proprio punto di vista sulla geografia delle logge calabresi; ai colleghi di Salerno, invece, parla a lungo dell’avvocato catanzarese considerato il collante tra il “mondo di sopra” della politica e dei colletti bianchi e la realtà sommersa che pare muoverne i fili. Il verbale è del 12 giugno scorso. E si apre con una dichiarazione che può riscrivere un pezzo della recente storia politica calabrese: «La carriera politica dell’avvocato Pittelli fu decisa nell’ambito massonico – dice Virgiglio ai pm campani in un interrogatorio in larga parte omissato –, comprensivo del sistema parallelo, perché lo stesso era particolarmente abile nelle relazioni personali». Virgiglio non ha dubbi: «Pittelli nasce come persona onesta. Tuttavia aveva anche il compito di intrattenere rapporti con i magistrati in maniera occulta».
Riguardo alla discesa in campo del parlamentare, il pentito fa risalire la scelta a «un incontro a cui prese parte il Goi (Grande Oriente d’Italia, ndr). Era il mese di agosto nel 2004 e l’avvocato Pittelli aspirava ad essere eletto senatore». Pittelli «faceva parte di una loggia regolare; successivamente egli entrò a far parte anche di logge coperte, in modo da potere, da un lato, rimanere “pulito” come esponente di logge legali, dall’altro, attraverso i legami con la massoneria occulta, avere rapporti anche con i canali criminali». Una “cerniera” tra due mondi, appunto. Con «il ruolo di avvicinare i magistrati per corromperli» secondo gli ordini che «prendeva dalla loggia coperta», che per Virgiglio sarebbe la loggia Pitagora, della quale il collaboratore di giustizia ha già parlato in altri verbali. Gli stessi nei quali racconta le scelte e i legami di quello che appare come uno Stato parallelo. Del quale, a suo dire, Pittelli sarebbe stato utile e importante tassello. (ppp)





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