«Due positivi in Tribunale a Catanzaro, iniziati i controlli e la sanificazione»

L’annuncio del presidente dell’Ordine degli avvocati. «I due contagiati di Soverato erano in compagnia di un legale, risultato negativo al sierologico»

CATANZARO «Ieri sono stato contattato da una persona, che ovviamente ha voluto rimanere anonima, che mi ha segnalato che il 10 settembre scorso le due persone risultate positive su Soverato si sono recate nel tribunale di Catanzaro in compagnia di un avvocato e purtroppo hanno avuto accesso all’interno di una cancelleria». Lo ha detto, parlando con i giornalisti, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro Antonello Talerico.
«Dopodiché – ha aggiunto Talerico – lo stesso avvocato il giorno dopo, ovviamente non sapendo ancora della positività dei due, si è recato nuovamente in tribunale e ha partecipato ad un’udienza alla presenza di altre persone e altri avvocati».
Alla luce di questi fatti, Talerico ha accertato chi fosse il legale che si trovava insieme alle persone positive. «Per fortuna – ha detto – si è già sottoposto al sierologico ed è risultato negativo e questa è già un’indicazione. Poco fa mi ha mandato un messaggio per dirmi che si è sottoposto anche al tampone. Io per dovere istituzionale ho già avvisato il presidente del tribunale il quale ha immediatamente attivato il protocollo che prevede la sanificazione dei locali e la comunicazione dell’intervento anche all’Azienda sanitaria e alla Regione Calabria per l’avvio di alcuni esami su alcuni impiegati del Tribunale».
«Domani con il presidente della Corte d’Appello – ha detto ancora l’avvocato Talerico – faremo una riunione appositamente su questo. Quello che raccomando è di mantenere le cautele che avevamo durante il lockdown perché vediamo troppo spesso in Tribunale persone senza mascherine. Continuiamo, inoltre, non mantenere le distanze di sicurezza».
«Questa situazione – ha concluso Talerico – potrebbe avere conseguenze sul tribunale perché potrebbe condurre ad una sorta di limitazione anche funzionale delle attività. Noi pretendiamo le fasce orarie, ma è ovvio che con queste si corre il rischio di dover ridurre il numero dei processi che andiamo a trattare, Anche perché in questo momento abbiamo inevitabilmente assembramenti perché non è facile rispettare gli orari delle singole attività processuali».





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