“Rinascita Scott”, Pittelli denuncia Petrini e Saraco

Il penalista, ristretto al regime carcerario, tramite i suoi legali ha presentato querela contro il giudice sospeso della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro e il collega avvocato per le dichiarazioni rilasciate ai pubblici ministeri

CATANZARO L’avvocato Giancarli Pittelli, imputato con l’accusa di concorso esterno nel processo “Rinascita-Scott” e attualmente detenuto nel carcere di Nuoro, ha dato mandato ai propri legali, Guido Contestabile ed Enzo Galeota, di denunciare per diffamazione il giudice sospeso della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini, e l’avvocato Francesco Saraco – entrambi imputati davanti al Tribunale di Salerno con l’accusa di corruzione in atti giudiziari – per le dichiarazioni rese ne confronti dell’avvocato Pittelli e messe agli atti del processo “Rinascita-Scott”. Petrini ha infatti dichiarato di essere stato avvicinato da Pittelli, nel 2016, e di avere ricevuto la proposta corruttiva di 2.500 euro per ribaltare la sentenza nei confronti del proprio assistiti, Nicholas Sia, reo confesso di avere accoltellato un coetaneo. Petrini afferma (salvo ritrattare queste dichiarazioni due mesi dopo averle esternate) «che all’imputato la Corte ridusse su mia proposta la pena da 18 a 12 anni. Ribadisco che io ero il relatore. La somma promessami da Pitelli non mi fu poi mai consegnata». Secondo i legali le dichiarazioni di Petrini sono una «mezogna palese» perché Sia è stato condannato in primo grado a 17 anni e sei mesi di reclusione, con rito abbreviato; la corte d’Appello (presieduta dalla giudice Reillo), esclusa l’aggravante dei motivi futili e abbietti, ridusse la pena a 16 anni; la Corte di Cassazione annullò con rinvio la sentenza per difetto di motivazione riguardo alla mancata concessione dell’attenuante dello stato d’ira ed erroneo calcolo della pena da infliggere. Nell’appello bis (Corte presieduta da Petrini) la condanna è stata riformulata a 12 anni. Quindi nell’appello bis la sentenza è frutto esclusivo – sostengono i legali di Pittelli – del pronunciamento della Corte di Cassazione e non di «un inesistente accordo collusivo». Altro motivo di querela nei confronti di Petrini è l’affermazione secondo la quale il giudice sarebbe affiliato a una loggia massonica “coperta da Pittelli”. Ma Pittelli nella propria querela afferma: «Non ho mai dato vita, né partecipato a logge “coperte” o “spurie”».
Diffamatorie sono ritenute anche le dichiarazioni dell’avvocato Francesco Saraco il quale ha detto ai magistrati di Salerno di avere appreso “voci” secondo le quali «Pittelli era uno degli avvocati attraverso i quali era possibile accedere al sistema corruttivo dei magistrati». Inoltre Saraco ha affermato che Pittelli, in passato parlamentare con Forza Italia, gli è stato descritto «come un soggetto che ha iniziato l’attività politica grazie ai voti della ‘ndrangheta». Secondo la difesa di Pittelli, Saraco «omette ogni indicazione su fonti e fatti, con ciò sperando di infangare, calunniare, e nello stesso tempo farla franca». (ale.tru) 





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