Calabria, la “maglia nera” delle sanità regionali

Report della Ragioneria dello Stato: il nostro settore sanitario presenta il disavanzo più alto di tutte le Regioni a statuto ordinario, pari al 10% di quello nazionale. Un trend negativo lungo 13 anni

CATANZARO La “maglia nera” delle sanità regionali. La Calabria inanella un altro record negativo sul piano della gestione economica e contabile del servizio sanitario: quello di essere la Regione ordinaria con il disavanzo più elevato su scala nazionale. A certificarlo è il rapporto sul monitoraggio della spesa sanitaria della Ragioneria generale dello Stato con riferimento al 2020, rapporto pubblicato nei giorni scorsi.

IL DISAVANZO DELLA REGIONE CALABRIA Oltre 230 pagine di analisi e grafici, tra i quali spunta, come particolarmente interessante, il grafico che riporta i risultati di esercizio per regione dal 2006 al 2019: per quanto riguarda la Calabria, è una perfetta “fotografia” di un trend ultradecennale di “buchi” di bilancio. È infatti quasi superfluo evidenziare che nel range temporale analizzato dalla Ragioneria dello Stato la sanità calabrese presenta sempre un risultato d’esercizio con il segno meno, con un disavanzo “storico” che tocca cifre iperboliche soprattutto negli anni precedenti all’imposizione del Piano di rientro e al commissariamento, prende poi una curva più “dolce” negli anni immediatamente successivi ma infine si “impenna” nuovamente dal 2014 in poi. In sostanza, si va da un risultato d’esercizio negativo pari a -55,3 milioni del 2006 al -116,7 milioni del 2019: il “picco” si registra nel 2007 (-271 milioni), mentre il disavanzo più contenuto si riscontra nel 2013 (-33,9 milioni), ma a far data da quest’anno è un nuovo balzo all’insù, praticamente costante (-65,7 nel 2014, -99,4 nel 2016, -101,5 nel 2017). Certo – sempre stando ai dati della Ragioneria – rispetto al 2018 – con un -213,3 milioni peraltro rideterminato dal Tavolo Adduce dall’iniziale -179,5 – il disavanzo della sanità calabrese nel 2019 scende, ma la cifra di 116,7 milioni fissata al quarto trimestre 2019 resta enorme, rappresentando il 10% del totale del disavanzo della sanità nazionale (1,097 miliardi) oltre a essere la più alta tra le Regioni a statuto ordinario.

IL RAFFRONTO CON LE ALTRE REGIONI COMMISSARIATE Mortificante anche il raffronto con le altre sanità regionali commissariate a tutto il 2019, quelle di Lazio, Campania e Molise (nel 2020 comunque Lazio e Campania sono uscite dal commissariamento): nel Lazio – si legge nelle tabelle della Ragioneria – il disavanzo nel 2006 era pari a 1,966 miliardi, ridotto a 55,6 milioni nel 2019, in Campania era pari a 749 milioni, scesi a 38,3 nel 2019,m quanto al Molise il disavanzo nei 13 anni è cresciuto ma il -82 milioni del 2019 è comparabile con i numeri calabri. Nel 2019 peggio della Calabria fanno Sardegna, Friuli, le Province autonome di Trento e di Bolzano, ma – emerge dal report della Ragioneria queste regioni concorrono con risorse proprie al pagamento delle loro sanità ed entrano nel Fsn solo in modo figurativo.

GLI EFFETTI DEI CONTI IN ROSSO Insomma, la sanità della Calabria resta ancora il “brutto anatroccolo” d’Italia, a ulteriore conferma della tesi per cui il Piano di rientro che doveva servire a rientrare non sta facendo rientrare alcunché (men che meno i conti, sempre in “rosso” profondo e fisso) e il commissariamento sui cui doveva fondarsi a tutto è servito tranne che a quello che doveva davvero servire: risanare il settore a partire dalla tenuta dei bilanci. E l’effetto di tutto questo è quello che la stessa Ragioneria dello Stato evidenzia riportando l’esito del Tavolo di verifica del maggio scorso. «La Regione Calabria a IV trimestre 2019 presenta un disavanzo di 116,721 milioni. Dopo il conferimento delle coperture, per 106,622 milioni, derivanti dal gettito delle aliquote fiscali massimizzate per 98,064 milioni, dal conferimento di 8,558 milioni quale “quota sociale” delle prestazioni socio-sanitarie presente sul bilancio regionale 2020, il risultato di gestione del IV trimestre 2019 evidenzia un disavanzo di 10,099 milioni. In considerazione del disavanzo con coperto relativo all’anno 2018, pari a 57,225 milioni, il disavanzo complessivo cui dare copertura è pari a 67,324 milioni. Alla luce di quanto sopra riportato – scriveva il Tavolo – si sono realizzate, con riferimento al risultato di gestione dell’anno 2019, le condizioni per l’applicazione degli automatismi fiscali previsti dalla legislazione vigente, vale a dire l’ulteriore incremento delle aliquote fiscali di Irap e addizionale regionale all’Irpef per l’anno d’imposta in corso, rispettivamente nelle misure di 0,15 e 0,30 punti, e per l’applicazione del divieto di effettuare spese non obbligatorie da parte del bilancio regionale fino al 31 dicembre 2021. Il disavanzo 2019 sul finanziamento è pari al 5,1% del finanziamento ordinario incrementato delle maggiori entrate proprie rispetto a quelle cristallizzate e inglobate nel livello di finanziamento». (c. ant.)





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