La Catanzaro del dopo Covid secondo De Furia: «Un nuovo modo di procedere insieme»

Il Presidente della “Miami Scientific Italian Community”: «La competitività territoriale per sostenere le imprese, motore per lo sviluppo»

CATANZARO Il Presidente della “Miami Scientific Italian Community”, Fabio De Furia, risponde all’appello lanciato dall’Assessore alla Cultura, Ivan Cardamone, per immaginare la Catanzaro del dopo Covid, attraverso il forum virtuale dedicato a progetti e idee per la città del futuro.
CHI È FABIO DE FURIA?
Il percorso di Fabio De Furia parte da lontano. Industriale di successo nel campo delle Automobili, dell’edilizia, oltre che della Finanza e della Comunicazione, attualmente ricopre la carica di Presidente della “Miami Scientific Italian Community”, organizzazione no-profit di diritto americano che aggrega una vasta comunità scientifica italiana in Florida, oltre a università, enti di ricerca privati e pubblici, e il cui scopo istituzionale è quello di realizzare un collegamento tra il mondo universitario e quello industriale, di promuovere e sostenere le attività collaborative tra i propri soci e le imprese per facilitare il trasferimento di tecnologie strategiche ed innovative dal mondo della ricerca al sistema industriale, negli Stati Uniti ed in Italia.
«LA COMPETITIVITA’ TERRIOTRIALE PER SOSTENERE LE IMPRESE, MOTORE PER LO SVILUPPO»
Sostenibilità, Resilienza, Smart e Circolare è così che immagino, in un prossimo futuro, Catanzaro: una città che ha dato tanto alla mia famiglia e che noi ricambiamo quotidianamente.
In un mondo sempre più urbanizzato, infatti, le città sono un punto di incontro e scambio imprescindibile per la società contemporanea, e le interconnessioni tra politiche urbane, sociali e alimentari sono la chiave per decifrare le linee di sviluppo che coinvolgono i centri urbani, le aree metropolitane circostanti, ma anche le aree rurali, con le quali i confini si fanno sempre meno netti.
La centralità delle città – per la realizzazione dei sistemi di produzione, dinamiche di convenienza e sviluppo sociale sostenibili – è chiaramente espressa anche nell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 che, proprio sulla necessità di creare città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili, dedica specificamente un obiettivo, l’undicesimo.
Gli indicatori consentono, oggi, una chiara lettura ed individuazione dei settori più dinamici a Catanzaro: Information Technology, Sanità, Industria del Tempo Libero. Perciò è necessario pianificare un ampio ventaglio di offerta in questi comparti e potenziare la nostra forte “soft economy” con la costruzione di una grande rete di relazioni terziarie e tecnologiche, di turismo, di arte e cultura, più che un convenzionale mercato manifatturiero.
Possiamo, e dobbiamo, essere un vero elemento apripista e laboratorio positivo per l’Italia.
In questo scenario, la tecnologia ha un ruolo fondamentale per mettere in piedi un modello di economia circolare iniziando ad acquisire i dati non strutturali che si ricavano dai sensori di IOT (Internet of Things), dai social alle centraline meteo, alle linee di produzione, che vengano poi correlati grazie all’intelligenza artificiale: in questi settori l’Italia sta investendo tanto, “disegnando” tecnologia in modo circolare. Ora è necessario solo cambiare abitudini e comportamenti.
E chiaro che l’interesse per un nuovo corso, e non solo, della nostra città ma anche dell’intero Paese, lo immagino a perimetro allargato, aperto all’orizzonte dell’Europa e dell’economia globale, tenendo insieme crescita economica e coesione sociale e tutto questo passa, inevitabilmente, dalla capacità e lungimiranza, focalizzandosi su obiettivi concreti e favorendo le spinte che provengono dal tessuto imprenditoriale.
Nel post Covid abbiamo l’occasione di cambiare pelle e alla base delle scelte che la politica prenderà ci deve essere un nuovo modo di lavorare, di concertare e di procedere insieme.
La stori della nostra Città non si racconta in una settimana: Identità e Cultura. Abbiamo bisogno, quindi, di investire di più nelle qualità intellettuali e culturali di chi ci circonda.
Il campo culturale, a mio parere, trova infatti fondamento almeno in tre ordini di ragioni: nella natura “meritoria” e nelle rilevanti esternalità positive che caratterizzano i servizi culturali (in termini di benessere sociale, capacità di favorire lo sviluppo turistico del territorio, ecc.); in secondo luogo, in un valore superiore (valore ma anche di “lascito” e di “esistenza”) e comunque diverso in termini di mercato; infine, nella natura di “bene pubblico” – in senso stretto (per cui non valgono i requisiti di rivalità ed esclusione reciproca nel consumo) – che i beni culturali in molti casi assumono e che costituiscono un chiaro fondamento del ruolo dell’intervento pubblico in questo campo (si pensi ad esempio alla cura e tutela dei monumenti e del patrimonio urbanistico).

I punti della mi proposta:

Ricerca e Innovazione

• Sviluppare un network strutturato tra mondo della Ricerca/Università e mondo dell’Impresa
• Migliorare l’incontro, la condivisione, lo scambio e la collaborazione tra Grandi, Piccole e Medie Imprese e mondo Accademico e della ricerca
• Ottimizzare le potenzialità dei settori strategici regionali, incoraggiando la creazione di “poli d’innovazione”
• Sostenere la nascita e la valorizzazione di Distretti Tecnologici dei Beni e delle Attività Culturali, della Bioscienza e Industria del Tempo Libero
• Valorizzare e diffondere la cultura brevettuale

Reti infrastrutturali e mobilità

• Adeguare la rete infrastrutturale e gestionale nel sistema dei trasporti del nostro territorio alla crescita della domanda
• Integrare le politiche di sviluppo urbano, economico e scoiale del territorio
• Creare reti di servizi in gradi di favorire il trasferimento modale
• Pianificare e promuovere la realizzazione del network di reti infrastrutturali integrate
• Ripensare il sistema di Governance dei trasporti e della mobilità

Sanità

Il settore è in un momento di ripensamento strutturale, Robotics, IoT, Precision Medicine, basate su solide basi di Evidence Based Medicine, questi sono il pilastro della nuova sanità.
Io credo che sia obbligo per gli Stakeholder assecondare i cambiamenti, comprenderli e essere innovatori nel pensiero e nell’agire.
• Erogare i servizi sanitari in tutti i suoi aspetti principali: Ospedale, Strutture Territoriali e Domicialiari
• Innovazione gestionale
• Veloce e forte sviluppo dell’assistenza territoriale
• De-burocratizzazione semplificazione normativa

Industria e Tempo libero

La definizione di Tempo Libero è molto ampia riporto alcuni settori che rientrano nella categoria, Turismo, Attrazioni turistiche, Parchi di divertimento, Intrattenimento, Salute e Bellezza

Diffondere un nuovo orientamento per la creazione e lo sviluppo di un’offerta turistica in grado di:
• Soddisfare le nuove esigenze della domanda
• Contrastare il fenomeno della stagionalità
• Integrare i diversi turismi che l’area Metropolitana è capace di proporre
• Integrare e coordinare tutte le iniziative con la valorizzazione dei segmenti turistici più tradizionali quali quello archeologico, storico, culturale e religioso
• Aumentare la capacità di mettere in rete i diversi livelli di destinazione turistica e la molteplicità delle iniziative promozionali.
Integrare il turismo con gli altri settori produttivi e commerciali anche per contribuire a determinare un’identità territoriale unitaria della Città.

Credo, infine, esistano alcuni comparti dove la presenza del “pubblico” è eccessiva: è un problema strutturale sia per Catanzaro e per la Regione Calabria, che per l’intero Paese.
L’obiettivo è ridurre progressivamente la presenza degli enti locali nell’economia.
Più cresce il peso dei settori protetti, più questi condizionano la scelta di politica economica.
E da qui passa il grande problema: se non riusciamo a recuperare la competitività territoriale come potremmo pensare di sostenere le imprese che sono l’unico motore per lo sviluppo?
E’ necessario andare oltre, uscire dalla provincia e dalla regione, “dialogare” e adeguarsi agli stimoli provenienti dall’esterno pensando a grandi progetti di sviluppo anche – e soprattutto – in sinergia con altri territori.





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